mercoledì 9 ottobre - Riccardo Noury - Amnesty International

Ghana: in 180 nel braccio della morte ma non ci sono esecuzioni da 26 anni

Dal 1993, nessun presidente del Ghana ha mai firmato decreti di esecuzione di condanne a morte.

Eppure 174 uomini e sei donne, quasi tutti condannati all’impiccagione per omicidio, si trovano nel braccio della morte della prigione di Nsawam, nella capitale Accra.

In una recente intervista al quotidiano “Daily Graphic”, il portavoce della direzione delle carceri ha detto che “tante persone nel mondo chiedono l’abolizione della pena di morte” e che questo potrebbe essere uno dei motivi per cui nessun presidente ha osato da 26 anni dare via libera a un’esecuzione.

Allora, a che serve questa agonia?

Nel paese si parla di una nuova legge di amnistia che potrebbe portare alla commutazione automatica di una condanna a morte se non eseguita entro 10 anni. L’ultima, nel 2016, ha determinato tre di queste commutazioni.

Alla vigilia della Giornata mondiale contro la pena di morte del 10 ottobre, l’attuale presidente Nana Akufo-Addo potrebbe prendere il coraggio a due mani: svuotare il braccio della morte e abolire una sanzione che da un quarto di secolo in Ghana non si usa più.




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