venerdì 3 luglio - Attilio Runello

Gentiloni: l’Italia dovrà ridurre il debito

Gentiloni alla commissione Politiche comunitarie della Camera ha ricordato che l'Italia dovrà ridurre il debito. Il Mes e se verrà approvato il Recovery Fund si riferiscono alla particolare situazione che si sta attraversando dovuta al Coronavirus. Spetta al governo decidere se richiederlo.

"La sostenibilità del debito in alcuni paesi, tra cui l'Italia, è uno dei problemi del futuro che la discussione di questi mesi non può cancellare. La Commissione ha invitato tutti i paesi a spendere e ha creato le condizioni per farlo senza dover tener conto dei vincoli che regolano i nostri bilanci. Ma bisognerà pensare anche nel medio lungo termine a riportare il nostro debito in una situazione stabile e verso una traiettoria discendente". Lo ha detto il commissario Ue, Paolo Gentiloni, durante un'audizione in commissione Politiche comunitarie della Camera. 


"L'adesione politica spetta al governo, ma la Commissione ha lavorato perché il trattato fosse reso compatibile con uno strumento senza condizionalità", ha aggiunto poi Gentiloni, riferendosi al Mes. "Se il gioco vale la candela spetta al governo deciderlo - ha aggiunto Gentiloni - ma noi abbiamo lavorato affinché i prestiti messi in campo dalla Ue fossero senza condizionalità e utilizzabili dai paesi che hanno bisogno di credito a condizioni favorevoli, questo vale per Sure e vale per le linee di credito per le spese sanitarie del Mes". 

"Capisco che su questo ci sia lo stigma della condizionalità - ha sottolineato - ma abbiamo lavorato perché le condizioni fossero fatte per tutti i 27 insieme, prima della cura e non dopo". Gentiloni ha ricordato che per quanto riguarda il Mes, "il meccanismo di reporting della Commissione verrà integrato in quello del semestre europeo", ma anche "il Recovery Fund avrà meccanismi di reporting, le avrà eccome". 
I meccanismi di reporting consistono nella rilevazione periodica dei dati relativi alla gestione e all'andamento di una azienda e la loro trasmissione ai dirigenti dell'azienda stessa. In altre parole dei soldi ricevuti bisognerà rendere conto fino all'ultimo euro



1 réactions


  • Persio Flacco (---.---.---.200) 4 luglio 10:15

    Comunque Gentiloni la voglia girare, il MES eroga PRESTITI, non trasferimenti a fondo perduto, ed a ogni prestito acceso si accende un DEBITO, che va registrato in bilancio e che incrementa la quota totale del debito pubblico dello Stato, che in Italia si avvia al 170%.

    Anche se condizionalità non sono previste col MES "sanitario", scatteranno senza alcun dubbio dopo, quando passata l’emergenza si tornerà ai parametri previsti dai trattati che COSTITUISCONO la UE e l’Euro, sospesi temporaneamente a causa del COVID-19.
    In quel momento il Paese si troverà in condizioni assai peggiori di quelle, di sicuro non buone, nelle quali era prima della pandemia. Qualcuno ricorda le estenuanti trattative con la Commissione UE per ottenere il permesso di sforare di qualche zerovirgola il rapporto deficit/PIL? Beh, quel momento è rose e fiori rispetto a ciò che ci attende in futuro.
    Da quando il partito di Gentiloni ha imposto all’Italia di entrare nell’Euro, il Paese ha perduto gli strumenti che gli avevano consentito di ricostruirsi dopo la guerra e di diventare una potenza economica di primo piano grazie ad una crescita economica a ritmi "cinesi": moneta sovrana, banca centrale nazionale, sistema industriale misto pubblico/privato.

    Tutto questo è finito "grazie" all’ingresso nella Moneta unica. da li è iniziata la stagione dello smantellamento di quel sistema vincente, è stato adottato il modello economico "liberista" insito negli stessi Trattati, è stata avviata la stagione delle "riforme" la cui direzione è sintetizzabile con: "Stato minimo, minimo welfare (compresa la sanità), minimi diritti per il lavoro, riduzione massima del costo del lavoro".
    Per Gentiloni e per il suo partito questa continua ad essere la strada giusta, e continuano a perseguirla prescindendo dalle verificabili conseguenze che ha avuto finora sulla economia e sulla vita dei cittadini, con una tenacia e una costanza che ricordano lo zelo di certi talebani. Per questo esercitano ogni genere di pressione e di lusinga affinché il Governo faccia ricorso alle scarse risorse del MES e si sottometta alle dure condizioni che ne seguiranno.


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