Gaza dimenticata
Finita la guerra di Gaza i media si sono dimenticati degli abitanti di Gaza. C'è un altro conflitto in corso di cui ci devono raccontare più che i fatti drammatici le dichiarazioni fatte sui social. C'è inoltre la flotilla che sappiamo già che non riuscirà ad arrivare a Gaza ma è più importante.
Non sappiamo più se ci sono file di camion che portano aiuti a Gaza. Non sappiamo nemmeno se siano state portate tende azzurre delle Nazioni Unite.
Ma non dovevano fare un resort turistico per miliardari come avevano fatto vedere a Davos?
O erano piuttosto tutte proposte che non avevano nessuna possibilità di essere realizzate? Ci serve per imparare a distinguere le parole dai fatti. Di parole ne vengono spese tante, tanto non costa nulla. Di fatti se ne vedono pochi.
Noi proponiamo uno stralcio preso da una pubblicazione sul sito di Emergency che rimane impegnata sul campo.
"Il nostro staff nella Striscia continua a rispondere agli innumerevoli bisogni sanitari della popolazione, tramite la nostra clinica di salute primaria ad al-Qarara e le attività di supporto all’Ambulatorio di al-Mawasi.
Nelle nostre strutture assistiamo ogni giorno centinaia di pazienti, e constatiamo l’aggravarsi della situazione sanitaria giorno dopo giorno.
In questa pagina puoi approfondire il lavoro di EMERGENCY nella Striscia di Gaza: leggi tutti gli aggiornamenti dal nostro staff.
12 maggio | Diario da Gaza (parte 1)
«La sensazione è quella di entrare in un luogo chiuso e stretto, sempre più stretto.»
Alessandro Lamberti ha raccontato così l’impatto del suo arrivo nella Striscia, nella sua missione come Coordinatore medico di EMERGENCY.
Nelle sue parole, emerge la quotidianità di una popolazione costretta a sopravvivere in uno spazio ridotto al minimo, tra sforzi incessanti, instabilità continua e diritti negati.
Eppure, tra le macerie, resistono gli sguardi delle persone che incontriamo che racchiudono tutto il dolore e tutta la forza di umanità che si esprime in ogni gesto di cura, presenza, dignità.

