mercoledì 12 novembre 2008 - Ambra Zamuner

Frost/Nixon : Ron Howard dirige la pellicola sull’intervista scandalo all’ex presidente.

Era l’agosto del 1974 quando Nixon rassegnava le dimissioni dalla presidenza, per evitare l’imminente impeachment dopo l’inchiesta che portò a svelare un suo coinvolgimento nel disastro Watergate.
 
La prima intervista che scelse di concedere tre anni dopo fu quella a David Frost, brillante giornalista inglese. Sottovalutato un po’ da tutti, soprattutto dall’entourage di Nixon, Frost seppe condurre una discussione e un confronto di alto livello, tanto da portare l’ex capo di una nazione già preso di mira dalle critiche e dal malcontento a formulare pesanti considerazioni. Una di queste è riportata nel trailer del film Frost/Nixon diretto dal premio oscar Ron Howard, su un adattamento della celebre piece teatrale di Peter Morgan, che ha riscosso un grande successo in Inghilterra.

I protagonisti scelti per le parti principali sono gli stessi della versione teatrale: Frank Langella vincitore di un Tony proprio grazie al suo fedele e appassionato ritratto di Nixon e Michael Sheen che regala uno spaventato, retto, ma arguto David Frost. Si aggiungono al cast Kevin Bacon, Matthew McFayden e Sam Rockwell. Quest’ultimo ha il difficile compito di interpretare James Reston, allora collaboratore di Frost, che ultimamente nel libro “Niente è Illegale”, pubblicato qui da Piemme, racconta il crollo delle solide fondamenta di difesa su cui Richard Nixon giaceva sino a quel momento. Mentre si diffondono sul world wide web immagini e anteprime video del film c’è da aspettarsi un gran movimento oltreoceano, soprattutto perchè l’uscita della pellicola nelle sale è prevista per il 5 dicembre 2008, un mese prima dell’insediamento del nuovo presidente alla Casa Bianca. Giusto in tempo inoltre, per entrare nella corsa alle nomination per conquistare le statuette dorate degli Academy Awards.

Il consiglio è di dare uno sguardo ai trailer, di riflettere sull’ultima domanda che appare nella clip e sulla relativa risposta:

Frost: “Solo un secondo, mi faccia capire bene...Mi sta dicendo che è concesso ad un presidente compiere azioni illegali?”

Nixon: “Le sto dicendo che se è un presidente a compierle non sono illegali”.
 
Sarà dunque un successo degno di Tutti gli uomini del presidente di Alan Pakula, in cui la coppia Redford-Hoffman svelava la verità sul Watergate interpretando magnificamente il lavoro dei giornalisti Woodward e Bernstein?
In Italia lo sapremo il 13 febbraio 2009.

 


8 réactions


  • G. (---.---.---.107) 12 novembre 2008 09:20

    A questo punto attendiamo curiosi. :)


  • Francesco Piccinini Francesco Piccinini (---.---.---.123) 12 novembre 2008 12:55

    ammetto che Ambra ha l’oro nelle mani


  • elena paciello (---.---.---.26) 12 novembre 2008 21:15

    sembra molto interessante..non me lo perderò!


  • cafenoir (---.---.---.85) 13 novembre 2008 12:42

    Grazie Piccinini colgo la leggera ironia, ma la ringrazio comunque per il commento...
    Sì io dal trailer ho delle aspettative, anche se evito quasi sempre di averle sapendo che spesso portano ad un’amara delusione...però forse la forza degli attori e della storia saprà sorreggere il film già in partenza...speriamo!


  • cafenoir (---.---.---.12) 13 novembre 2008 13:26

    allora grazie e basta :)


  • antoniocontent (---.---.---.8) 11 dicembre 2008 11:45

    questo è assolutamente da vedere. gli ultimi film che gli americani riescono ancora a fare decentemente sono quelli sul rapporto tra politica e media. che da noi non si vedono proprio.

    a


    • cafenoir (---.---.---.88) 11 dicembre 2008 13:29

      Eh sì, concordo! Basti pensare a una serie infinita di capolavori sul loro mondo politico, quelli meno recenti perchè quelli odierni a mio avviso peccano un po’ di raffazzonaggine. Giornalismo e politica soprattutto cosa che a Pollack piaceva molto ad esempio (riposi in pace),come a Lumet che con il suo Quinto potere ha reso un ritratto della mania del giornalismo americano per lo scoop da far rabbrividire qualsiasi altro giornalista italiano. Il primo fu Welles con il suo film più famoso che tutti conoscono, il difficile rapporto fra giornalismo e politica appartiene al loro cinema decisamente di più che al nostro, su questo non c’è dubbio.


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