lunedì 19 dicembre 2011 - Alessandro Raffa

Frequenze tv: ci sarà l’asta. Ora fermiamo l’acquisto dei jet

Quando il popolo si unisce, e porta avanti una battaglia comune, senza divisioni ideologiche, vince. Lo hanno dimostrato i referendum: inizialmente boicottati dai partiti, quando hanno capito che i cittadini avrebbero partecipato in massa hanno cercato di metterci il cappello (ma nonostante tutto, stanno disattendendo gli esiti, in particolare relativamente all'acqua pubblica). Una piccola conferma la fornì il video dell'intervento dell'eurodeputato inglese Nigel Farage, boicottato dalle TV, di cui molti media hanno parlato, dopo la mobilitazione di Facebook. Quella delle frequenze tv è l'ultima di questa serie di "vittorie popolari", con il governo Monti costretto a organizzare un'asta, facendo indignare questa volta, Berlusconi, che probabilmente si godeva "il regalo di Natale anticipato", ma Babbo Natale si è portato via il regalo, e B. ha parlato di "imboscata"...

Vittoria! L'assegnazione delle frequenze TV sarà stabilita mediante asta! L'indignazione del popolo italiano ha avuto la meglio sulle "manfrine di palazzo", costringendo il governo alla retromarcia; nei giorni scorsi infatti, sembrava che le frequenze TV - che in Europa, Canada e USA hanno fruttato agli stati diversi miliardi di euro - sarebbero state regalate a Rai e Mediaset; costa che poteva pure starci nel caso dell'emittente di stato, ma certo non era ammissibile nei confronti delle TV private di Berlusconi: che come sappiamo bene, ha i numeri al Senato per condizionare l'esecutivo. 

Ora resta da vedere "il seguito": ovvero se l'asta ci sarà davvero, e sopratutto che si svolga in maniera regolare. Che non sia una manovra "di facciata", per capirsi. Cosa ha indotto l'esecutivo alla retromarcia? Probabilmente, nonostante non sia trapelato niente, il PD - che sembrava deciso ad accettare la manfrina, in base a chissà quali accordi - ha capito che avrebbe pagato a caro prezzo questo regalo. In passato, per la cronaca, era stato proprio D'Alema a svendere la concessione a Mediaset, pretendendo solo l'1% dei profitti, Avrebbe faticato non poco a spiegare al proprio elettorato il motivo di tale decisione, e la fortissima ondata di indignazione, alla fine ha avuto la meglio. 

Ma per i cittadini "battaglieri" non è ancora tempo di sdraiarsi sull'amaca: ora dobbiamo fermare l'acquisto - alla "modica" cifra di 16 miliardi di euro - dei 131 cacciabombardieri F35, voluto bipartisan, che è già stato inserito in bilancio, e del quale nessun mass media (asservito) parla; dobbiamo abbattere il muro del silenzio, e se ciascuno di noi - si, anche tu che stai leggendo - dedica 3 - tre - minuti all'iniziativa, è un risultato alla portata. Facciamoci sentire, facciamo valere i nostri diritti: esser tartassati in questo modo per finanziare l'acquisto dei jet da guerra, non è ammissibile. Ripetono che "dobbiamo sacrificarci", che "è necessario aumentare le tasse"... per cosa? Per comprare i jet? Speriamo proprio di no! Il blog No Censura ha lanciato un appello alla mobilitazione, che in pochi giorni ha raccolto l'adesione di oltre 70 tra blog e pagine/gruppi Facebook, che hanno costituito un coordinamento per assumere iniziative volte a portare a conoscenza dei cittadini la questione; l'elenco delle adesioni, e le informazioni per chi desidera aderire sono disponibili nella sezione "info" della pagina Facebook "Fermiamo l'acquisto dei Jet F35 da 16 Miliardi", che in pochi giorni è stata sottoscritta da oltre 7.700 persone, ed è in costante crescita. Il coordinamento di blog ha lanciato un appello a tutti i cittadini: "AIUTACI A FERMARLI!": "Come i piccoli colibrì, che trasportando una goccia ciascuno spensero il fuoco" - si legge nel testo - "se ogni utente dedica 3 minuti del suo tempo a diffondere l'iniziativa, riusciremo a rompere il muro di silenzio, e probabilmente a fermare l'operazione, come è avvenuto con le frequenze TV".



3 réactions


  • (---.---.---.7) 19 dicembre 2011 10:49
    Secondo me vale la pena di guardare l’intervista del Ministro Passera: mi pare stia tentando un’inammissibile marcia indietro...

  • (---.---.---.68) 19 dicembre 2011 11:44

    C’è poco da commentare: dobbiamo fermare questi inutili acquisti,che servono per la loro mangiatoia, mentre a noi ci tolgono il pane dalla bocca. FERMIAMOLI!


  • (---.---.---.245) 19 dicembre 2011 18:54

    Secondo l’ex primo ministro l’eventuale asta per le frequenze TV andrebbe deserta, perchè nessuno vuole spendere soldi in questo settore. Anzitutto io la farei, se poi andasse deserta, ci sono altri usi per le frequenze liberate dal digitale e per questi è possibile sia dare nuovi servizi e/oppure farli dare da società specializzate, che ovviamente pagherebbero un prezzo!


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