venerdì 3 luglio - Osservatorio Globalizzazione

Fratelli d’Italia: le ragioni di un’ascesa

Parlando di populismo in Italia, dal dicembre 2013 ci si sofferma spesso sulla figura di Matteo Salvini, leader della Lega Nord (poi semplicemente Lega, vista la nuova vocazione “nazionale”) e, nel 2018-2019, ministro dell’interno. È una figura senz’altro centrale ma spesso si sor vola o si relega sullo sfondo la figura di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia.

Questa analisi “salvinicentrica” da parte del grosso dei mass media è legata al fatto che la Lega di Matteo Salvini, dal 3% ereditato dall’ultima gestione bossiano-maroniana, è balzata sopra il 30%, il che lo rende un fenomeno di interesse politologico; nel nostro caso ci si è soffermati sul Carroccio – ma le nostre riflessioni partono già dai primi anni ottanta, quando esistevano soltanto le leghe regionaliste nell’Italia settentrionale, da cui nascerà prima la lista unica regionalista Alleanza Nord (1989), poi la Lega Nord (1991) – per i legami intellettuali di lungo corso con diversi settori politico-militanti radicalismo di destra (la redazione del mensile milanese Orion di Maurizio Murelli o la destra intellettuale di stampo etno-identitario) e della nouvelle droite legata al filosofo Alain de Benoist.

Fratelli d’Italia, invece, sembrava rimanere sullo sfondo, in secondo piano, come una sorta di ‘scopiazzatura’ ora del leghismo salviniano ora del Front national francese, dove una donna come Giorgia Meloni, Marine Le Pen, occupa lo spazio centrale da noi occupato dal Carroccio. Ma ora questo partito nazional-conservatore italiano, erede in parte di Alleanza nazionale, del vecchio Msi-Destra nazionale ma capace di attrarre parte di quella “destra sociale” che non si era riconosciuto sta gradualmente ascendendo nei consensi, passando dal 4% di inizio legislatura a circa il 10,6% nel dicembre 2019, fino a una quota consolidata attorno al 15% a metà 2020. Avremo anche noi, come si chiedono alcuni giornali, una pre- mier donna di destra? È il caso di analizzare l’ascesa di Fratelli d’Italia, le similitudini e le differenze con la Lega, i suoi legami con il populismo occidentale liberista e le ambiguità, come nel partito di Salvini, in politica estera.

Con piacere dunque presentiamo un nuovo paper dell’Osservatorio Globalizzazione, ad opera del sempre attento storico Matteo Luca Andriola, che più volte ci ha guidato alla scoperta delle radici politico-cuturali degli sviluppi interni alla Destra italiana ed europea. Nel paper Andriola analizza i riferimenti culturali di Fratelli d’Italia, le sue radici politiche, la capacità del partito di Giorgia Meloni di unire la riscoperta della cultura politica della destra sociale a un graduale superamento del post-fascismo e a un crescente ancoraggio alle nuove tendenze della cultura conservatrice e liberale internazionale.

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Foto: Wikipedia

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