giovedì 7 novembre - Osservatorio Globalizzazione

Forza “Pecora Elettrica”!

L’Osservatorio Globalizzazione condanna con fermezza il rogo che per la seconda volta poco più di un anno ha colpito la libreria romana “La Pecora Elettrica” nella notte tra il 5 e il 6 novembre.

Il rogo, un’azione che merita il massimo disprezzo, segue quello del 25 aprile 2018 in cui furono devastati gli interni della libreria, in una data doppiamente significativa data la chiara impronta di sinistra della stessa. Ora, questa seconda, deplorevole azione ci spinge a ribadire il nostro sostegno al titolare Valerio Pasqualucci, ai clienti de “La Pecora Elettrica” che avrebbe presto riaperto i battenti e all’intero quartiere romano di Centocelle in cui essa ha sede.

Perché una libreria è un presidio culturale fondamentale. Una ridotta in cui si coltiva dialogo, scambio di idee, crescita sociale e umana. Nelle librerie si conserva e si veicola il sapere umano. Gli scaffali con la loro disposizione aiutano a generare confronti intellettuali sia reali che metaforici, tra gli autori delle più diverse idee che si confrontano quando i loro volumi sono fianco a fianco.

E il quartiere Centocelle aveva risposto con solidarietà all’allarmante fatto del 25 aprile, aiutando con una raccolta fondi volontaria i gestori del locale a curarne restauro, messa in sesto e rinascita. Prima che un nuovo, imbecille atto doloso impedisse che il 7 novembre venisse celebrata la giornata del riscatto. Chi brucia libri non ha colore politico, non ha idee né ideologie. Ma è un vigliacco, semplicemente un vigliacco. Conscio del ruolo di presidio culturale svolto dalle librerie, le attacca perché impaurito da loro, dal loro ruolo di potere frenante contro l’appiattimento culturale, dal libero pensiero. Bene ha scritto il nostro redattore Matteo Luca Andriola sul suo profilo Facebook: “Bruciare i libri è come bruciare gli uomini, uccidere la cultura. Ecco perché sto con La Pecora Elettrica come sono stato con lo Spazio Ritter quando fu incendiato (nel 2015, ndr), a favore di qualunque libraio vittima della scellerata delinquenza politica”.

Proprio per questo vogliamo invitare al pieno e massimo sostegno de “La Pecora Elettrica” l’intera comunità dei nostri lettori. Perché la libreria possa tornare a essere un punto di riferimento civile e culturale nel suo quartiere. Perché nessuno si azzardi più a toccare, vilmente, i centri del sapere e della cultura. Per ricordare ai malintenzionati che c’è chi vigila, anche da lontano, contro ogni tentativo di avvelenare i pozzi.




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