lunedì 12 febbraio - Cesarezac

Femminicidio e centralini di emergenza

 

I centralini dei servizi di emergenza pubblica sono chiamati a svolgere funzioni assai delicate, spesso talmente delicate da mettere a repentaglio la vita delle persone, nel caso di mancato o tardivo intervento.

Spessissimo accade che donne minacciate da congiunti violenti nell'ambito familiare, o minacciate da stalker, si siano rivolte ai centralini di emergenza che non si sono attivati come sarebbe stato auspicabile e le poverette sono state massacrate e uccise.

In questi casi si configura il reato di omissione di soccorso da parte di pubblico ufficiale nell'esercizio delle sue funzioni.

Da quanto ci dicono le cronache, sembrerebbe che ai centralini vengano destinate persone prive di sensibilità, ”basta uno che risponda al telefono”.

Ai centralini dei carabinieri, polizia di stato, polizia locale, vigili del fuoco, devono essere destinate persone che siano in grado di discernere se la richiesta di aiuto sia grave, e urgente, ma anche che il centralinista abbia l'autorità necessaria per disporre l'immediata attivazione dei soccorsi.

Ma l'intervento degli uomini delle forze di polizia, deve essere coordinato con le procure della repubblica che sole, sono in possesso degli strumenti giuridici per disporre l'allontanamento coatto del marito o compagno violento.

Non vorremmo leggere mai più sui quotidiani che una donna è stata uccisa dopo che si era rivolta spesso reiteratamente quanto invano, ai carabinieri o alla polizia.

 




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