lunedì 13 luglio 2020 - Enrico Campofreda

Egitto, polizia talebana

Come la Kabul talebana Alessandria d’Egitto moralizza la vita vietando e arrestando. E’ accaduto a un giovane accusato di far volare degli aquiloni. 

Avete capito bene, quella magnifica invenzione che, se costruita artigianalmente, fa librare in aria carta colorata e due stecche di bambù incrociate, con una coda di filamenti o catenine, sempre di carta multicolore. Un gioco meraviglioso come l’infanzia che se ne serve sognando di volare. Una gioia che sfida i singulti ventosi se accompagnata dall’abile mano che, dopo il lancio, resta a terra a osservare un decollo alto quanto il filo di cotone o di nylon è capace d’unire il motore umano alla sfida celeste. Insomma sul lungomare di Alessandria un manipolo di militari della Marina e agenti in borghese hanno fermato un ragazzo che si dilettava a lanciare aquiloni e l’hanno condotto in un posto polizia. Hanno sequestrato l’oggetto del reato: canne, carta telata, code celesti e rosse. Così agisce l’Egitto che ammette solo la pratica del divieto, della repressione, della restaurazione, della vita senza gioia e senza il diritto di poter far nulla che il Potere non voglia.

Pratica con zelo l’ossessione del controllo, l’invasione nel gesto e nella fantasia altrui una sbirraglia pagata, poco e male, per assillare l’esistenza di cittadini piccoli e grandi. Anche quando queste forme di coercizione assumono aspetti grotteschi come inseguire gli aquiloni, abbatterli, distruggerli - quasi si trattasse di aerei nemici, di pericolosi invasori - i marcatori del territorio eseguono pedissequamente, senza battere ciglio, né pensare. Non possiamo verificare, non ci risponderebbero, ma non crediamo che quei marinai e poliziotti abbiano agito di propria iniziativa. Il clima fobico dei regimi ama creare limitazioni, e probabilmente il locale governatore, o chi per lui, ha pensato di eliminare gli aquiloni dal panorama cittadino perché fonte di disturbo e di chissà quale idea sovversiva. Librarsi in volo rappresenta di per sé un gesto liberatorio che i grevi esecutori degli ordini repressivi nella dittatura egiziana non contemplano e intendono cancellare. L’Egitto che azzera il volo degli aquiloni è più vicino all’oscurantismo talebano che alla modernità di cui si vanta il megalomane dittatore del Cairo difeso dall’Occidente.

Enrico Campofreda 

 




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