martedì 18 agosto - Riccardo Noury - Amnesty International

Egitto, muore in carcere il leader della Fratellanza musulmana

Essam el-Erian, leader della Fratellanza musulmana, è morto giovedì 13 agosto all’età di 67 anni per complicazioni di salute nella famigerata sezione denominata al-Aqrab (“Lo scorpione”) del centro penitenziario di Tora.

Vi era detenuto dal 2013. Nel 2018 era stato condannato a morte insieme ad altri 74 imputati per le violenze durante le proteste della metà di agosto del 2013 nelle due piazze del Cairo di Rabaa al-Adawiya e al-Nahda.

In quella che è passata alla storia come la “Tiananmen del Cairo” e di cui ieri è ricorso il settimo anniversario, le forze di sicurezza uccisero circa 900 persone. Nessuno è stato mai chiamato a rispondere di quel massacro.

In occasione del processo nei suoi confronti, el-Erian aveva accusato la direzione di al-Aqrab di avergli deliberatamente negato le cure mediche, averlo privato di prodotti per l’igiene personale, avergli fornito cibo scarso e averlo sottoposto a maltrattamenti nella sua cella d’isolamento, dov’era rimasto per quasi sette anni.

“Ci stanno uccidendo in carcere, è la loro vendetta”, aveva gridato durante un’udienza.

Amnesty International ha sollecitato le autorità egiziane a chiarire le circostanze della morte di el-Erian e se il trattamento subito in carcere possa esserne stato causa.




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