lunedì 12 febbraio - Riccardo Noury - Amnesty International

Egitto, che fine hanno fatto Mustafa e Hassan? L’incubo delle sparizioni

Mohamed al-Kassas, vicepresidente del partito egiziano di opposizione Misr al-Qawia, è “riapparso”  al Cairo negli uffici della procura per la sicurezza dello stato, che ha disposto 15 giorni di arresto per l’accusa, da molti giudicata risibile, di favoreggiamento nei confronti della Fratellanza musulmana allo scopo di danneggiare la sicurezza dello stato e lo svolgimento del processo elettorale.

Per molte ore dopo l’arresto, avvenuto nella notte tra l’8 e il 9 febbraio, in assenza di informazioni sul suo conto, si era temuto che al-Kassas fosse l’ennesima vittima di una sparizione forzata.

Non si sa ancora nulla, invece, sul ricercatore e giornalista Mustafa al-Aasar e sul suo coinquilino, l’attivista Hassan al-Banna Mubarak, visti per l’ultima volta il 4 febbraio.

Un mese fa, l’Agenzia per la sicurezza nazionale (i servizi civili alle dipendenze del ministero dell’Interno, sospettati di essere coinvolti, due anni fa, nella sparizione di Giulio Regeni) aveva convocato il fratello di al-Aasar interrogandolo a lungo su cosa stesse facendo il giornalista.

Da sinistra a destra nella foto: Mohamed al-Kassas, Mustafa al-Aasar e Hassan al-Banna.




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