martedì 29 aprile 2014 - Bruno Carchedi

Due cose che non convincono di Papa Francesco

Molti, credenti e non credenti, avevano salutato poco più di un anno fa l'avvento al papato di Bergoglio con grande entusiasmo. Colpivano la sua carica umana, il suo voler essere umile, l'austerità del suo stile di vita, la ricerca del contatto diretto con la gente, il contrasto con il gelo e il distacco del suo algido predecessore, la promessa di pulizia nelle gerarchie vaticane. Ora però, con la canonizzazione contemporanea di papa Roncalli e di papa Wojtyla qualche dubbio comincia ad affiorare.

Innanzi tutto, che bisogno c'era di trasformare la santificazione di questi due papi in un gigantesco evento mediatico? Si dirà: la Chiesa cattolica ha sempre fatto così. Vero, ma non poteva essere questa, per papa Francesco, una buona occasione per rompere con una tradizione da molti cattolici ritenuta come minimo discutibile? Rinunciare al palcoscenico mediatico e celebrare l'evento in modo radicalmente diverso, più vicino ai sentimenti di fede, più discreto, avrebbe dato il segno che il papato di Francesco è davvero un fatto nuovo.

E poi, perché celebrare insieme Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II? Due papi agli antipodi l'uno rispetto all'altro. Uno il “papa dei poveri”, il papa dell'enciclica “Pacem in Terris”, il papa del concilio Vaticano II, così simile nell'immaginario collettivo a Francesco il santo di Assisi e a Francesco il papa attuale. E l'altro, il papa che il concilio Vaticano II ha fatto di tutto per svuotare e far dimenticare, che ha respinto la Teologia della liberazione in America Latina e le Comunità di Base, che invece di scomunicare Pinochet lo ha accolto, il papa non della pace ma della geopolitica. Un papa entusiasticamente sostenuto da Comunione e Liberazione, dall'Opus Dei, dai Legionari di Cristo, dai reazionari di tutto il mondo. Molto meglio sarebbe stato rimandare l'eventuale canonizzazione di papa Wojtyla a data da destinarsi.

La scelta delle due canonizzazioni contemporanee, nel segno della continuità, significa che papa Francesco è già costretto a mediazioni imposte dal potere delle lobby dei cardinali che contano? O peggio, rappresenta il punto di arrivo di un processo di rinnovamento che, solo agli inizi, si è già arenato e che segna la sconfitta di Francesco? L'unica cosa certa è che il tutto costerà al comune di Roma circa otto milioni pagati dalle tasse di tutti i cittadini, cattolici e non, credenti e non. Per qualche giorno negozi, alberghi e ristoranti incasseranno di più, dopo non si sa.

 

 

Foto: Eleonora Giovinazzi/Flickr



9 réactions


  • (---.---.---.86) 29 aprile 2014 13:02

    O, terza ipotesi nonché la più realistica, Francesco è esattamente come tutti i papi che l’hanno preceduto tranne che per un’unica cosa: è più bravo a fare marketing.


    • Bruno Carchedi (---.---.---.169) 29 aprile 2014 16:25

      Può essere. Ma io non perdo la speranza che anche la Chiesa possa cambiare. Grazie del commento.
      Bruno Carchedi


  • (---.---.---.114) 29 aprile 2014 13:22

    Mistero della fede >

    Aspettiamo di sapere quando Papa Francesco penserà di fare una telefonata di conforto alla famiglia di quel giovane di Lovere rimasto vittima (36 ore prima) del crollo inaspettato del monumento dedicato a Wojtyla.

    La vita è gioia e dolore. Oppure contano solo i "segni" gaudiosi?

    Difficile è vivere una Fede, senza miracoli ... 


    • Bruno Carchedi (---.---.---.169) 29 aprile 2014 16:26

      Sulla telefonata di conforto sono completamente d’accordo. Comunque, grazie del commento.
      Bruno Carchedi


  • francesco latteri francesco latteri (---.---.---.126) 29 aprile 2014 20:35

    Purtroppo è vero e ne è la triste conferma il saluto ai reali e il completo ignoramento di Walesa pur presente in piazza, ma tra la folla... Un uomo di cui il Papa geopolitico si è servito per fini propri come è ormai chiaro.... Unire le due santificazioni è subordinare la politica sociale progressista di Giovanni XXIII ad una concezione della famiglia di stampo prettamente reazionario...


  • Bruno Carchedi (---.---.---.86) 30 aprile 2014 09:52

    Sono completamente d’accordo. Grazie del commento.
    Bruno Carchedi


  • ARMANDO CAPPELLO (---.---.---.140) 22 agosto 2014 13:59

    Gentile Bruno, io trovo giusto che la santificazione dei due Papi sia stata fatta comunitariamente. 

    1. Per economizzare sugli alti costi di midia. 

    2. Perché, anche se uno agli antipodi dell’altro, entrambi sono figli di Dio e per questo uguali a me, a te, a tutti noi.

    Saluti,
    Armando Cappello

    • (---.---.---.27) 24 agosto 2014 08:45

      Caro Armando,
      grazie del commento.
      Bruno Carchedi


  • (---.---.---.161) 24 agosto 2014 12:31

    BASTA una parola di ... >


    Lo scorso 24 aprile in Val Camonica un giovane 21enne di Lovere (abitante in v. Giovanni XXIII) è rimasto vittima del crollo improvviso di un’imponente croce votiva legata al ricordo di Giovanni Paolo II.

    Un tragico evento dal tratto “sconcertante” che i media hanno “liquidato” in 24 ore.


    Appena 2 giorni dopo, in S.Pietro, proprio i due Papi (Rocalli e Wojtyla) venivano proclamati Santi anche in forza delle miracolose guarigioni avvenute per loro intercessione.


    Sono passati 4 mesi. NON abbiamo alcuna notizia di una telefonata (tra le tante) di Papa FRANCESCO alla famiglia del giovane “caduto”. Una semplice telefonata di “attenzione e vicinanza”.

    Dobbiamo forse dedurne che tocchi ai suoi genitori “importunare” il Papa per avere almeno una parola di “luce” e guida?


    E’ risaputo che la vita “accosta” momenti di dolore e di gaudio. Il difficile è vivere una Fede, senza miracoli


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