martedì 27 ottobre - Riccardo Noury - Amnesty International

Due anni di colonia penale per un manichino col volto di Putin: domani l’appello

Oggi l’attivista russo Aleksandr Shabarchin, un pacifista noto per le sue performance in luoghi pubblici, conoscerà l’esito dell’appello contro la condanna a due anni inflittagli dal tribunale di Perm per un’azione satirica nei confronti del presidente Vladimir Putin.

Nel novembre 2018 Shabarchin, insieme all’altra attivista Danila Vasiliev, aveva attaccato col nastro adesivo a un palo della luce un manichino col volto del presidente Putin con le scritte “bugiardo” e “criminale di guerra” (l’immagine è ripresa da YouTube). Poi i due avevano pubblicato un video in cui degli attori facevano domande al manichino.

Nell’agosto 2020 Vasiliev e Shabarchin sono stati mandati a processo per “violazione premeditata dell’ordine pubblico ad opera di un gruppo di persone”, una norma del codice penale formulata in modo vago e generico che in passato era stata usata anche nei confronti del gruppo punk Pussy Riot.

Vasiliev, all’epoca minorenne, è stata condannata a un anno con sospensione della pena seguito da un anno di libertà vigilata.

A Shabarchin, invece, è stata inflitta una condanna a due anni di colonia penale.

Domani saprà se dovrà trascorrere in colonia penale il resto della condanna o se, al contrario, un giudice riconoscerà che la sua performance rientrava nell’ambito della libertà d’espressione. Che non sempre piace a tutti, soprattutto ai potenti.




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