giovedì 11 luglio - paolodegregorio

Discariche addio!

Chiunque, di ogni colore politico, tenti di governare la questione dei rifiuti si ritrova prima o dopo con la “monnezza” per le strade, cassonetti incendiati, discariche abusive, rifiuti industriali e speciali dati alle fiamme anche nei depositi (la Lombardia è diventata la nuova terra dei fuochi), infiltrazioni mafiose, scarichi abusivi di industrie e allevamenti di animali nei fiumi con danni enormi per l’ambiente in generale e per la salute dei cittadini.

 C’è bisogno assoluto di nuove regole, di controlli veri, di una strategia nazionale che abolisca per sempre le discariche, riconoscendo che è un modo primitivo e rozzo di affrontare il problema. Per i rifiuti solidi urbani la differenziata porta a porta è l’impostazione giusta per carta, vetro, plastica, umido, indifferenziata, ma ogni frazione di questa raccolta non deve prevedere un passaggio in discarica (dove i cittadini sospettano che venga tutto mischiato), ma avviata direttamente a strutture industriali di riciclo private in grado di riciclare e vendere con profitto questo materiale ricevuto gratuitamente.

Sono i sindaci che devono essere messi in grado di fare contratti con gli industriali del riciclo, senza ingerenze di province e regioni, e mettere a disposizione aree in zone industriali adeguate al volume stimato del materiale differenziato. Solo con questo metodo spariscono le puzzolenti e primitive discariche.

Per i rifiuti indifferenziati e speciali la questione è più complicata e per ora ancora inquinante, in quanto si tratta di ricorrere a inceneritori o termovalorizzatori, che rilasciano Co2 e altre sostanze inquinanti, che però al momento non sembrano avere alternative, anche perché i rifiuti speciali che mandavamo a distruggere in Cina e in altri paesi non vengono più accettati. Chiaramente ogni attività industriale, piccola, media o grande, dovrebbe avere un registro che quantifichi il volume dei rifiuti prodotti e le ricevute fiscali emesse dalle ditte autorizzate alla distruzione dei materiali non riciclabili.

E’ evidente che superare la piaga delle discariche in tutta Italia è una decisione politica che deve offrire ai sindaci nuove regole, nuovi poteri, nuovi finanziamenti, e al contempo mettere in atto ogni possibile provvedimento per ridurre il volume dei rifiuti, soprattutto e con urgenza le plastiche monouso che una volta finite in mare diventano letali per la sua vita.

Paolo De Gregorio



1 réactions


  • Enzo Salvà Enzo Salvà (---.---.---.64) 11 luglio 17:03

    Sig. De Gregorio, io vivo in un Comune "riciclone" 15.000 abitanti che supera l’85% di raccolta differenziata porta a porta pur in presenza di un Aeroporto e due aree di Servizio Autostradali. TARI, la seconda più favorevole della provincia di Verona, in calo da due anni. Trattamenti, solo parziali, non abbiamo attrezzature di pulizia ma i rifiuti il Comune li compatta e li consegna direttamente; per l’indifferenziato vige da oltre un anno la tariffa puntuale tramite microchip.

    Tutto questo per volontà politica dell’Amministrazione comunale, e si potrebbe anche fare di più se solo i cittadini fossero più educati, tenessero di più ai luoghi nei quali vivono, smettessero di blaterare che "io pago le tasse quindi sono affari "loro"", dove "loro" sono coloro che sono stati eletti e devono gestire lo "stare bene" della comunità. 

    I comuni hanno sufficienti poteri per ottenere risultati e possono consorziarsi. I vari consorzi tipo CONAI ci sono. I finanziamenti mancano, questo è un problema, la loro mancanza è anche la foglia di fico dietro la quale nascondere la mancanza di volontà politica locale. E’ anche vero che diventare un comune "riciclone" ha inizialmente un costo elettorale e successivamente una gestione non proprio agevole.

    Ciò che manca in realtà è “cultura a livello popolare”, volontà dei cittadini elettori di vivere nel pulito rendendosi conto che serve la loro partecipazione e stimolo. Non si può sempre e solo delegare e pretendere.

    Per le plastiche: discorso lungo, difficile, che vede come attori interessi economici potenti che per il solo profitto sfrutterebbero qualsiasi cosa…. e lo fanno, per la verità.

    Non c’è politica o politico che resista senza avere alle spalle un forte movimento di opinione .…….e così torniamo alla cultura dei cittadini elettori.

    Comunque qualcosa si muove: dal 2021 le plastiche monouso saranno vietate nella UE:

    http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20190321IPR32111/il-pe-conferma-il-divieto-d-uso-della-plastica-usa-e-getta-entro-il-2021

    https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?qid=1562830683815&uri=CELEX:32019L0904

    Un Saluto

    Es.


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