giovedì 22 settembre - Riccardo Noury - Amnesty International

“Davide contro Golia”: a Londra Meta licenzia ingiustamente un sindacalista

Guillermo Camacho, originario della Bolivia, padre di due figli, è stato licenziato dalla sede londinese di Meta (l’ex Facebook) nell’estate del 2021. Per sette anni aveva lavorato come addetto alle pulizie negli uffici di Brock Street, mantenendo un comportamento esemplare. Con un un’unica macchia, secondo l’azienda: essere rappresentante sindacale e aver organizzato proteste contro le dure condizioni di lavoro.

Cos’era successo in quel periodo? Meta aveva ridotto il numero degli addetti alle pulizie da 24 a 20 e contemporaneamente aveva ampliato i piani da pulire da cinque a 14. Inevitabile l’aumento dei carichi di lavoro. Camacho, in qualità di rappresentante sindacale, aveva rappresentato all’azienda le difficoltà della nuova situazione. Poi, aveva organizzato dei picchetti all’esterno dell’azienda.

Così, nell’agosto 2021 è stato sospeso dal lavoro e posto in ferie obbligatorie. Poi a ottobre è stato licenziato per “prestazioni inadeguate”. Quali? Non aver riempito gli erogatori di sapone, non aver pulito bene determinate aree e non aver assicurato adeguate scorte di prodotti per le pulizie, provocando così “danni” alla proprietà.

Di chi sono le responsabilità? Meta ha affidato in appalto la manutenzione dei suoi uffici a Jones Lang LaSalle e quest’ultima si è affidata, per i lavori di pulizia, a Churchill Group che dunque formalmente è il datore di lavoro di Camacho.

Per questo, Camacho ha fatto causa a Churchill Group presso il Tribunale centrale del lavoro, chiedendo un risarcimento per l’ingiusto licenziamento e per il pregiudizio e la vittimizzazione che ha subito in quanto rappresentante e/o attivista sindacale.

Ma c’è un fatto da mettere in evidenza: a chiedere che Camacho venisse allontanato dagli uffici di Brock Street sono state le pressioni di “terze parti” non aventi rapporti contrattuali diretti col lavoratore: Meta e Jones Lang LaSalle.

Per Catrinel Motoc, campaigner di Amnesty International, le cose sono chiare:

“Questa è una classica storia di Davide contro Golia, in cui un gigante aziendale se ne lava le mani di qualsiasi responsabilità rispetto alle persone che lavorano in prima linea nei suoi uffici. Puoi appaltare le pulizie, ma non puoi disinteressarti del modo in cui gli addetti alle pulizie vengono trattati”.

Amnesty International ha preso le difese di Camacho: ha prodotto un rapporto di 23 pagine intitolato “Meta, workers’ rights matter” e, con questo slogan, ha organizzato una manifestazione, oggi alle 17, di fronte alla sede di Meta.




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