martedì 7 gennaio - Riccardo Noury - Amnesty International

Dakar Rally: l’Arabia Saudita e lo sportwashing

Una volta si chiamava “Parigi -Dakar”. Ora è il “Dakar Rally”.

Inizia oggi a Gedda e terminerà il 17 gennaio, 9000 chilometri dopo, ad al-Qiddiya.

Il “Dakar Rally” è l’evento con cui l’Arabia Saudita avvia un nuovo anno di sportwashing, la strategia che prevede lo svolgimento di manifestazioni sportive di grande richiamo per nascondere le violazioni dei diritti umani.

L’accordo tra gli organizzatori del rally, la francese Amaury Sport Organization, e le autorità sportive saudite è valido cinque anni, analogo a quello stipulato con la nostra Lega Calcio di serie A per la disputa della Supercoppa.

Alla vigilia del rally, 11 organizzazioni non governative hanno chiesto all’Amaury Sport Organization di tener conto della situazione dei diritti umani in Arabia Saudita, ricordando in particolare l’assassinio di Jamal Khashoggi e la prolungata detenzione delle più note attiviste per i diritti delle donne: Loujain al-Hathloul, Samar Badawi, Nassima al-Sadah e Nouf Abdulaziz.

Già, perché al “Dakar Rally” parteciperanno una quindicina di donne. Non c’è dubbio che anche questa notizia verrà raccontata come una grande riforma.




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