martedì 11 maggio 2010 - roccob

Crisi greca e allarmi per l’euro e per l’Europa

Crisi greca e allarmi per l'euro e per l'Europa

Non c’è dubbio, la Grecia è in preda ad un pesantissimo marasma economico finanziario. Di contro, non v’è certezza che la vicina Repubblica ellenica riuscirà a rimettersi in piedi, ancorché gradualmente, e a restituire, alle scadenze, gli enormi prestiti che l’EU e altri organismi internazionali le stanno erogando.

Ma la grave crisi del Paese in questione è da molti vista come seriamente pericolosa anche per gli equilibri dell’intero vecchio continente, se non addirittura su scala ancora più ampia. Tanto che, nel quadro contingente, è divenuta di primo, primissimo piano la parola d’ordine “tutti insieme, uniti a difesa dell’euro”.
 
Della tenuta della nostra moneta, si mostra preoccupato lo stesso Presidente USA Obama.
 
E però, segnatamente a proposito della parità di cambio euro/dollaro, andrebbe fatto qualche raffronto storico:
 
1/1/1999 - 1,18 $ per €,
 
10/2000 - 0,823 $ per €,
 
1/1/2001 - 0,95 $ per €,
 
15/7/2002 - 1,04 $ per €,
 
23/5/2003 - 1,18 $ per €,
 
12/2004 - 1,37 $ per €, 
 
2006 - 1,34 $ per €,
 
7/2007 - 1,37 $ per €,
 
15/7/2009 - 1,60 $ per €, 
 
7/5/2010 - 1,17 $ per €.
 
Morale, i timori su un’ulteriore debolezza dell’euro rappresentano veramente una preoccupazione oggettiva, ovvero hanno alle spalle e celano interessi di parte al mantenimento, in seno agli scambi internazionali, di determinate attuali rendite di posizione?
 
 


2 réactions


  • sergio faglia (---.---.---.84) 11 maggio 2010 17:59

    Nella lista delle parita’ euro dollaro elencate c’e’ certamente un refuso: 7/5/2010 - 1,17 $ per €. Si deve leggere 7/5/2010 - 1,27 $ per €.


  • pv21 (---.---.---.96) 11 maggio 2010 19:49

    Abbiamo salvato la comune casa Europea. Probabilmente non c’era alternativa. Peccato che Francia e Germania hanno ripreso a tirare mentre il nostro PIL dà segni di frenata. Tremonti ha già annunciato una manovra (+tagli e tasse) da 25 miliardi e presto dovrà dirci di quanto dobbiamo ridurre il Debito Pubblico. Non c’è più lo strumento della "svalutazione". Ora i conti si pagano con la disoccupazione, il taglio dei servizi e ....? Di certo la ex-ripresa sta "gelando" il paese come Se Fosse STAGNAZIONE ... (=> http://www.vogliandare.it/nat/ps1.html


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