venerdì 4 settembre - Riccardo Noury - Amnesty International

Covid-19, oltre 7000 operatori sanitari morti nel mondo

Esaltati come eroi, “i nostri soldati in camice bianco”. Ma in tanti stati lasciati senza protezione.​ Morti mentre cercavano di salvare vite umane.

Una nuova ricerca di Amnesty International, pubblicata ieri, sulle morti degli operatori sanitari a causa del Covid-19 ha aggiornato drammaticamente il dato, fornito a metà luglio, di oltre 3000 decessi. Il numero è ora di oltre 7000 vittime, di cui almeno 1320 solo in Messico.

Gli altri stati col maggior numero di morti da Covid-19 tra gli operatori sanitari sono Usa (1077), Regno Unito (649), Brasile (634), Russia (631), India (573), Sudafrica (240), Italia (188), Perù (183), Iran (164) ed Egitto (159).

Questi dati, ha precisato Amnesty International, sono probabilmente assai sottostimati a causa delle incomplete informazioni disponibili in molti degli stati oggetto della ricerca. Non è possibile inoltre fare comparazioni tra i vari stati, a causa delle diverse modalità di registrazione dei dati e delle definizioni non omogenee della categoria professionale.

La pubblicazione della nuova ricerca di Amnesty International avviene nel contesto di grandi proteste in Sudafrica. Il sindacato dei medici e degli insegnanti ha programmato il 10 settembre uno sciopero nazionale se le sue richieste non verranno ascoltate: forniture adeguate di dispositivi di protezione individuale, partecipazione dei lavoratori alle commissioni per la sicurezza e la salute sui posti di lavoro, sostegno psicologico e sociale, trasporti, indennità di rischio per i lavoratori in prima linea.

Negli ultimi mesi la pandemia ha conosciuto una drammatica diffusione in India, con oltre 3.690.000 contagi e oltre 65.000 morti. Secondo dati forniti alla fine di agosto dal ministero della Salute, oltre 87.000 operatori sanitari sono stati contagiati e 573 sono deceduti, in oltre la metà dei casi (292) in un solo stato, quello di Maharashtra.

Il numero dei contagi in America Latina ha da poco superato i sette milioni. Il dato ufficiale per il Messico, al 25 agosto, è di 97.632 contagi e di 1320 vittime tra gli operatori sanitari. Amnesty International ha apprezzato il fatto che il governo messicano registri accuratamente i decessi degli operatori sanitari disaggregando i dati per età, genere e professione. Tale trasparenza, che potrebbe in parte spiegare un così elevato numero di decessi, è fondamentale e dovrebbe essere imitata da tutti gli altri stati.

In Brasile il Covid-19 ha fatto almeno 634 vittime tra gli operatori sanitari. Secondo l’Associazione brasiliana per la salute collettiva, i dispositivi di protezione individuale sono insufficienti, mancano protocolli chiari per contrastare i contagi, non ci sono servizi di consulenza psicologica e non sono previste misure di protezione sociale per le famiglie degli operatori sanitari. I contratti di assunzione per gestire l’emergenza sono precari.




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