mercoledì 4 marzo - Damiano Mazzotti

Contagio. La storia della Sars e di una guerra vinta facilmente

Nel 2003, durante la crisi sanitaria legata alla Sindrome Respiratoria Acuta Grave che ha colpito molte parti del pianeta, è stato pubblicato un ottimo libro che ha preso in esame un coronavirus: “Contagio. La Sars e il ritorno delle malattie infettive” (Cristiana Pulcinelli, Enrico Girardi, Pietro Greco; Editori Riuniti, introduzione di Giuseppe Ippolito).

Circa quarant’anni fa ci sono voluti due anni per individuare il virus dell’Hiv, mentre nel 2003 il rapido progresso tecnologico ci ha permesso di isolare il coronavirus della Sars in due settimane. Ci sono poi volute solo due settimane per analizzare il genoma della Sars. Quindi le attuali conoscenze tecnologiche ci rendono in grado di combattere degnamente la nostra guerra ai virus.

La genetica molecolare, gli sviluppi dell’epidemiologia, lo studio delle reti e l’evoluzione delle tecnologie dell’informazione, hanno permesso di mettere in rete tutti i laboratori, gli studiosi e gli scienziati del mondo. Sicuramente aiuta anche lo spirito di collaborazione internazionale che regna all’interno dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Giuseppe Ippolito, introduzione).

Comunque prevenire un’epidemia è quasi un mestiere ingrato: “Se non si interviene abbastanza prontamente, un focolaio limitato di diffusione di una malattie infettiva può innescare un’epidemia. Se si mette in guardia l’opinione pubblica su un rischio epidemico che poi non si concretizza, si viene accusati di allarmismo. E se si interviene in modo così efficace da stroncare un evento epidemico sul nascere, è sempre difficile dimostrare che sia stato l’intervento di sanità pubblica” a far finire il fenomeno, dato che l’esaurirsi della malattia potrebbe avvenire in modo del tutto naturale (Barry Bloom, rettore della Harvard School of Public Health, introduzione).

A mio parere per l’attuale coronavirus converrebbe educare e invitare a rispettare certe norme di comportamento. Le zone invalicabili per tutti sono cose quasi assurde in Europa e vanno bene solo in Africa per malattie come Ebola. Ogni paese andrebbe valutato diversamente a seconda delle condizioni ambientali, delle norme comportamentali e delle leggi sanitarie. Su quello che accade in Iran e in Cina noi non possiamo capire molto (probabilmente il forte inquinamento e l’abitudine di fumare incide molto). Naturalmente la virulenza cambia a seconda dell’evoluzione locale del virus.

In Italia si potrebbe semplificare la cosa dicendo che nel febbraio 2020 essendoci stata una forma di stampo influenzale in più, sono serviti molti più posti letti del solito in terapia intensiva. E purtroppo negli ultimi dieci anni i posti sono stati ridotti del 10 per cento (Dr. Alessandro Vergallo).

In conclusione mi sembra giusto ricordare che è stato grazie all’impegno e al coraggio del “dottor Carlo Urbani, se la Sindrome Respiratoria Acuta Grave è stata tempestivamente identificata ad Hanoi, e se questa tempestività ha dato alle strutture di sanità pubblica il tempo di mettere in atto contromisure prima che l’epidemia si diffondesse in modo preoccupante”. Carlo Urbani ha poi contratto la malattia ed è morto, dopo aver allontanato i figli per sicurezza (Giuseppe Ippolito).

Cristiana Pulcinelli è una giornalista scientifica: https://www.strisciarossa.it/author/cristiana-pulcinelli, https://www.scienzainrete.it/autori/pulcinelli/335

Pietro Greco è un giornalista scientifico: https://mcs.sissa.it/docenti/pietro-greco.

Enrico Girardi è un medico epidemiologo che lavora all’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma.

 

Nota sull’Influenza spagnola – Qui trovate il link all’intervista di Laura Spinney, una grande studiosa polivalente: https://www.lastampa.it/cultura/2020/02/26/news/coronavirus-era-peggio-la-spagnola-la-piu-grande-catastrofe-del-novecento-1.38516598 (2020, www.lauraspinney.com). 

Nota sul rapporto con i microbi – Qui trovate il link alla recensione del libro della giovane biologa Alanna Collen: https://www.agoravox.it/I-batteri-della-felicita-e-il.html (2018).

Intervista al Prof. Giulio Tarro – Il famoso virologo ha espresso un parere di condanna sulla gestione mediatica della nuova forma influenzale: https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-giulio_tarro_virologo_esperto_di_emergenze_epidemiche_prima_cosa_da_fare__staccare_la_spina_da_uninformazione_ansiogena_e_ipocrita/5496_33298.



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