lunedì 7 giugno - Riccardo Noury - Amnesty International

Cile, quando difendere l’ambiente significa rischiare la vita

Difendere l’ambiente – di cui si celebra la Giornata mondiale dedicata al tema – non significa solo assumere comportamenti responsabili o partecipare a iniziative lodevoli come pulire spiagge e parchi. Significa lottare per la salute di intere comunità, come nel caso di Taranto. Ma significa anche rischiare la vita, a causa del proprio impegno, ogni giorno.

 

Come accade in Cile a Carolina Vilches Fuenzalida, attivista di Mujeres Modatima, organizzazione per la difesa dell’acqua, della terra e della protezione dell’ambiente della provincia di Petorca.

Lei e le sue compagne di lotta trascorrono le loro giornate tra vessazioni, sorveglianza, minacce e stigmatizzazioni a causa del loro attivismo in difesa del diritto all’acqua, in zone dove la siccità e le sue conseguenze sulla salute e sulla vita delle comunità locali datano da anni. Denunciare è inutile: le indagini non vengono svolte.

L’episodio più grave è stato quando un furgone senza targa e con i vetri oscurati ha cercato di investire Carolina e suo figlio di 12 anni. Poco prima, l’attivista aveva denunciato una grande impresa agricola, El Peñón de Zapallar, che possiede diverse fattorie nella provincia di Petorca e continua a estrarre acqua senza misurarne l’impatto sulla comunità circostante.

Carolina è stata recentemente eletta nell’Assemblea costituente e farà di tutto per inserire la difesa dell’ambiente nella nuova Costituzione del Cile. Ma ha bisogno di protezione, di una “scorta” disarmata ma comunque forte come la solidarietà internazionale.

Qui, l’appello di Amnesty International in suo favore.

 




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