martedì 30 luglio - Riccardo Noury - Amnesty International

Camerun, oppositori torturati mentre il loro leader resta in carcere

Oggi Maurice Kamto, leader del Movimento per la rinascita del Camerun, la principale forza di opposizione del paese, entra insieme a 107 suoi sostenitori nel sesto mese di carcere.

Dovranno rispondere, di fronte a un tribunale militare (già di per sé un atto illegale), di ribellione, ostilità contro la madrepatria, incitamento all’insurrezione, distruzione di proprietà ed edifici pubblici e insulto al presidente della Repubblica.

Per Amnesty International si tratta di prigionieri di coscienza che dovrebbero essere prosciolti da ogni accusa.

Oltre a chiedere il rilascio dei 108 detenuti, l’organizzazione per i diritti umani ha reso pubbliche le testimonianze di 59 oppositori arrestati il 1° giugno durante una protesta pacifica nella capitale Yaoundé e successivamente rilasciati. Non prima di essere stati umiliati e torturati negli uffici del ministero della Difesa. I soldati se la sono presa soprattutto con sei donne:

“Quando siamo arrivate, i gendarmi ci hanno obbligate a fare esercizi fisici: braccia larghe, piegate sulle ginocchia. Mentre ero in quella posizione mi hanno preso a calci sulla testa e sul seno. Poi ci hanno detto di stenderci a terra e rotolare, e continuavano a prenderci a calci. Ci hanno portato su e giù per le scale mentre assumevano la posizione dell’anatra.. Poi, le flessioni. Quando non ce l’ho fatta più, mi hanno presa a cinghiate”.

Questa è un’altra testimonianza:

“I gendarmi ci stavano aspettando, ognuno di loro era munito di un bastone di legno, un cavo di gomma e un manganello. Hanno iniziato a picchiarci, in particolare sulle orecchie. Poi ci hanno costretti a muoverci come le anatre nel fango. Dopo il rilascio ho trascorso una settimana in ospedale, avevo delle fratture e ferite su tutto il corpo”. 

La storia del Camerun degli ultimi anni è piena di orrori (si legga qui e qui). Ora si è aggiunto questo nuovo capitolo.

 
 



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