martedì 11 febbraio - Riccardo Noury - Amnesty International

Camerun, arrivano le elezioni ma nel paese dilaga la violenza

Rinviate per due volte nel 2018 e nel 2019, domani in Camerun si svolgeranno le elezioni parlamentari.

In parte del paese africano, la consultazione elettorale dovrebbe svolgersi senza problemi. Opposta è la situazione nelle regioni anglofone, nell’ovest del paese, precipitate nella violenza dal 2016, dove i gruppi armati separatisti hanno minacciato da tempo di impedirne lo svolgimento e, da ultimo, hanno anche “invitato” gli operatori umanitari a sospendere le loro attività.

Gli scontri tra i gruppi armati e l’esercito hanno provocato la fuga di oltre 700.000 persone: 679.000 sono sfollati interni, 52.000 hanno trovato riparo in Nigeria. Le autorità del Camerun minimizzano, parlando di 152.000 sfollati.

Nelle ultime settimane la violenza ha conosciuto un nuovo picco. Da un lato, i gruppi armati separatisti hanno proseguito la loro campagna di uccisioni ai posti di blocco e di sequestri a scopo di riscatto.

Dall’altro, Amnesty International ha raccolto le prove di un rovinoso attacco dell’esercito che, il 14 gennaio, ha fatto terra bruciata nei villaggi di Babubock e Bengem, con oltre 50 abitazioni date alle fiamme.

Il 23 gennaio c’è stato un altro attacco nel villaggio di Ndoh, con 14 morti.

Non si sa cosa potrebbe accadere durante e dopo le elezioni.

Secondo le organizzazioni per i diritti umani, diventa sempre più urgente che la Commissione africana sui diritti umani e dei popoli istituisca una missione di accertamento dei fatti su tutti i crimini commessi nelle regioni anglofone dal 2016.




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