lunedì 16 aprile - Riccardo Noury - Amnesty International

Brasile | Un mese dall’assassinio di Marielle Franco: urgente individuare responsabili

Il 14 marzo Marielle Franco e il suo autista Anderson Gomes sono stati assassinati nel quartiere di Estacio, a Rio de Janeiro. Erano a bordo della loro automobile, di ritorno da un incontro pubblico, quando sono stati raggiunti da almeno 13 proiettili, quattro dei quali hanno colpito Marielle alla testa.

 

La natura della sparatoria e la presenza degli aggressori a bordo di due veicoli indicano che l’agguato è stato attentamente pianificato e portato a termine da persone addestrate.

Eletta al Consiglio municipale di Rio de Janeiro nel 2016, Marielle era nota per la sua difesa dei diritti delle persone Lgbti e per le denunce delle violazioni e delle esecuzioni extragiudiziali a opera della polizia, soprattutto nelle favelas. Giorni prima del suo omicidio, era stata nominata relatrice della commissione per il monitoraggio dell’intervento delle forze armate con compiti di pubblica sicurezza nella città di Rio.

A un mese dal duplice omicidio Amnesty International ha sollecitato le autorità brasiliane a dare priorità all’individuazione dei mandanti e degli esecutori e a portarli di fronte alla giustizia.

Il Brasile è uno dei paesi più mortali al mondo per coloro che difendono in diritti umani, con almeno 58 omicidi nel 2017.

La società brasiliana ha bisogno di sapere chi ha ucciso Marielle e perché. Ogni giorno che passa senza che questo caso sia risolto, i rischi per i difensori dei diritti umani diventano più grandi. E se lo stato non riuscirà a portare i responsabili di fronte alla giustizia, diffonderà il messaggio che i difensori dei diritti umani possono essere uccisi impunemente.




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