mercoledì 15 luglio - Attilio Runello

Beni confiscati alle mafie: dove vanno a finire?

Trentadue miliardi è il valore dei beni confiscati e sequestrati alle mafie negli ultimi cinque anni. Eccezion fatta per alcune centinaia di immobili assegnati ad associazioni no profit in comodato e altre assegnate agli enti locali il resto rimane inutilizzato. Lo ha denunciato la trasmissione Report alcuni mesi fa, ma non sembra che faccia parte del pubblico interesse

Negli ultimi cinque anni sono stati oggetto di sequestri e confische alle mafie beni mobili e immobili per un valore di circa trentadue miliardi. Dove va a finire questo patrimonio che da solo potrebbe evitare allo Stato di ricorrere all'indebitamento del Mes? Sempre che si ricorra a questo indebitamento.

Bisogna tener presente che i beni sequestrati non fanno parte del patrimonio dello Stato. Solo quando vengono confiscati rientrano nei beni in possesso della pubblica amministrazione. Pertanto il valore dei beni confiscati è di undici miliardi e settecento milioni. Gli altri beni rientrano nelle azioni di contrasto preventive e nei beni giudiziari. Ma in futuro potrebbero rientrare.

Buon senso vorrebbe che uno Stato che fa fatica a spendere i trentotto miliardi dell'Unione europea che sono già a sua disposizione, cede per prezzi ridicoli le spiagge agli enti balneari, cede in concessione le autostrade chiedendo soltanto il 2,5% del costo del biglietto, quantomeno cerchi di capitalizzare i beni che provengono dalle mafie. 
E invece sembra che non avvenga nemmeno questo. I circa trentamila immobili confiscati per metà sono stati assegnati ai comuni e un'altra metà è in attesa di assegnazione.

I comuni ne hanno assegnato una minima parte ad associazioni no profit, naturalmente in comodato. Altri li prendono in gestione per uso pubblico. E il resto rimane fermo a deperirsi o a chiudere battenti - dove si tratta di aziende.

Ma uno Stato che ha duemila e quattrocento miliardi di debito - che ogni anno costano settanta miliardi di interessi non dovrebbe cercare di sfruttare tutto quello che ha a disposizione per capitalizzare e raggiungere il pareggio di bilancio che è scritto nella nostra Costituzione? E questi undici miliardi non farebbero comodo?

Naturalmente di fronte a tanto buonsenso si sollevano questioni di principio: Libera una rete di associazioni, cooperative sociali, scuole, ecc che raccoglie migliaia di persone si batte per l'uso sociale dei beni confiscati.

E se il dieci per cento venisse assegnato a queste associazioni non andrebbe bene?

Dal sito dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata si parla di 17334 beni in gestione. Di questi 2500 sono aziende. E come vengono gestite?

La trasmissione Report alcuni mesi fa ha denunciato l'argomento. Ma non è servito nemmeno questo a farlo diventare oggetto di dibattito politico. 

Foto di analogicus da Pixabay 



2 réactions


  • paolo (---.---.---.49) 16 luglio 15:18

    Belle domande alle quali, ovviamente, nessuno darà mai risposta. Il sospetto è che in gran parte tornino nella disponibilità dei soggetti che li detenevano.


  • Attilio Runello (---.---.---.195) 17 luglio 06:31

    Buongiorno Paolo, l’articolo non ti andava proprio di leggerlo?


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