mercoledì 6 febbraio - Riccardo Noury - Amnesty International

Battaglia di Mosul, l’Australia ammette: “Abbiamo ucciso civili”

Dall’ottobre 2016 al luglio 2017 si svolse la battaglia della Coalizione a guida Usa per strappare Mosul allo Stato islamico.

Per tutto quel tempo, e soprattutto nelle fasi finali, la Coalizione compì bombardamento a tappeto sui quartieri occidentali della seconda città irachena.

Migliaia di civili vennero uccisi dagli attacchi aerei nelle loro case, dove erano rimasti ostaggio dello Stato islamico o fiduciosi nei proclami del governo irachenoche non avrebbero rischiato la vita.

Intere famiglie furono sbriciolate dagli attacchi aerei della Coalizione che – avendo le autorità irachene ripetutamente invitato la popolazione civile a rimanere in casa anziché a fuggire – avrebbe dovuto sapere che gli attacchi avrebbero probabilmente causato un alto numero di vittime.

Amnesty International rivelò le conseguenze di tutto questo in un rapporto del luglio 2017.

Così come nel caso della battaglia di Raqqa, in Siria, gli stati della Coalizione – in primis Usa, Regno Unito e Francia – si sono dimostrati assai poco disponibili ad ammettere le proprie responsabilità. Con una eccezione.

Già il 28 marzo 2018 le Forze di difesa australiane (Adf) avevano ammesso che un loro attacco aereo a Mosul Ovest aveva ucciso due adulti e ferito due bambini.

Il 31 gennaio 2019 il maresciallo delle Adf Mel Hupfeld ha ammesso che un attacco aereo portato a termine il 23 giugno 2017 da due jet Hornet F-18 contro un obiettivo di Mosul Ovest ha ucciso fino a 18 civili.

Amnesty International ha apprezzato l’ammissione sollecitando le Adf a fornire alle famiglie delle vittime piena collaborazione per arrivare all’accertamento dei fatti e alla giustizia.

Il solo modo di farlo è di dare tutte le informazioni necessarie: sulla munizione usata nell’attacco, sulla natura dell’obiettivo, sulle misure prese per accertarsi che quello fosse un obiettivo militare, se siano stati presi in esame un modo o un metodo diverso per condurre l’attacco in modo da ridurre al minimo le perdite civili, su cosa sia stato fatto per accertare la presenza o meno di civili nei pressi dell’obiettivo.

 




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