venerdì 29 gennaio - Riccardo Noury - Amnesty International

“Ban the Scan”: la campagna per vietare i sistemi di riconoscimento facciale

Amnesty International ha lanciato “Ban the Scan”una campagna globale per vietare l’uso dei sistemi di tecnologia facciale, una forma di sorveglianza di massa che amplifica il razzismo della polizia, viola il diritto alla riservatezza e mette in pericolo i diritti alle libertà di protesta pacifica e di espressione.

La campagna prende il via a New York City ma nel corso del 2021 la richiesta diventerà globale.

La tecnologia in questione esacerba le attitudini razziste e può avere un impatto sproporzionato sulle persone di colore che sono già sottoposte a discriminazione e a violazione dei loro diritti umani da parte delle forze di polizia. I neri sono coloro che rischiano maggiormente un’identificazione errata.

Mentre altre città statunitensi come Boston, Portland e San Francisco hanno messo al bando l’uso della tecnologia facciale da parte delle forze di polizia, da anni quella di New York ricorre al riconoscimento facciale per monitorare decine di migliaia di persone, facendo rischiare ai newyorkesi di colore di essere arrestati per errore e di subire violenza da parte degli agenti, come già visto durante le proteste del movimento Black Lives Matter.

Ma come funziona?

La tecnologia di riconoscimento facciale può arrivare a catturare milioni di immagini dai profili social e dalle patenti di guida senza il consenso degli interessati. I software confrontano poi le immagini così catturate con quelle registrate da telecamere a circuito chiuso per rilevare possibili somiglianze.

Il lancio della campagna “Ban the Scan” è accompagnato da un sito Internet in cui gli abitanti di New York potranno lasciare commenti sull’uso della tecnologia di riconoscimento facciale da parte della polizia grazie all’Atto sul monitoraggio pubblico delle tecnologie di sorveglianza. Nel corso della campagna, potranno poi presentare richieste basate sull’Atto sulla libertà d’informazione per sapere dove, nelle loro comunità, viene usata tale tecnologia.

Il sito avrà un’alta espansione a maggio, quando sarà possibile geolocalizzare le strutture per il riconoscimento facciale nella città di New York, in modo che gli abitanti potranno sapere esattamente dove quella tecnologia viene usata. Inoltre, il sito conterrà risorse per aiutare gli abitanti a proteggersi meglio, durante le manifestazioni e dall’uso della tecnologia di riconoscimento facciale.

La campagna “Ban the Scan” chiede un divieto assoluto rispetto all’uso, allo sviluppo, alla produzione e alla vendita di tecnologia di riconoscimento facciale a scopo di sorveglianza di massa da parte delle forze di polizia e di altre agenzie governative e sollecita inoltre il divieto di esportare questi sistemi di tecnologia.

 




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