mercoledì 20 luglio - Riccardo Noury - Amnesty International

Bahrein, prigioniero in gravi condizioni di salute dopo un anno di sciopero della fame

Abduljalil al-Singace, accademico e difensore dei diritti umani del Bahrein in sciopero della fame da un anno, ha deciso di rinunciare anche ai sali stabilizzati per protestare contro la decisione della direzione del carcere di non fornirgli più alcuni medicinali.

 

Al-Singace ha 60 anni e da oltre un decennio sta scontando una condanna all’ergastolo dovuta al suo impegno in favore dei diritti umani.

 

L’8 luglio 2021 ha iniziato a rifiutare cibi solidi dopo che la direzione del carcere gli aveva confiscato un libro sui dialetti del Bahrein su cui aveva investito quattro anni di ricerche e scrittura.

 Le condizioni mediche di al-Singace, deterioratesi già nel 2011 a causa delle torture subite dopo l’arresto, sono estremamente gravi: soffre di emicrania e artrite, ha problemi alla prostata e la vista in progressiva diminuzione.

 

Amnesty International ha denunciato l’atteggiamento delle autorità del Bahrein, che stanno passivamente a guardare il deteriorarsi della salute di un difensore dei diritti umani che non avrebbe mai dovuto mettere piede in una cella.

 

L’organizzazione per i diritti umani ha chiesto dunque l’immediata scarcerazione di al-Singace e che siano subito garantire le cure mediche di cui ha disperato bisogno.

 

 




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