mercoledì 14 gennaio - Laura Tussi

I Perché di Anna

I sogni di Anna sono i nostri sogni, anche se non lo ammettiamo. Una favola poetica di Laura Tussi che svela quel mondo intimo e delicato che abbiamo tutti dentro e non dovremmo lasciar cadere

Salvatore Izzo su FARO DI ROMA

Prima che la storia di Anna prenda forma e respiro, occorre fermarsi un istante, come davanti a una finestra accesa nella notte. Il racconto di Laura Tussi non è solo una narrazione, ma un gesto di ascolto profondo verso quelle vite silenziose che abitano ai margini del rumore del mondo, dove la solitudine scava, consuma, ma può anche diventare grembo di rinascita. Anna è ogni anima sensibile che lotta contro l’isolamento, che trasforma il dolore in parola, colore, pensiero, senza sapere ancora che il senso ultimo dell’esistenza non sta nel creare per sé, ma nel condividere.

Questo racconto ci accompagna con delicatezza nel travaglio interiore di una donna fragile e potente insieme, smarrita e visionaria, capace di perdersi nelle proprie ossessioni e di salvarsi attraverso l’immaginazione. È una storia che parla di ferite invisibili, di creatività come resistenza, di bellezza che nasce dall’incontro: con una voce che canta, con un sapere che si dona, con uno sguardo che riconosce. È una parabola intima e universale, che ci ricorda come la felicità non sia mai solitaria, ma si accenda nel momento in cui le parole trovano un altro cuore disposto ad accoglierle.
Salvatore Izzo

Anna vive in un paese del circondario di una metropoli.
…Vive il travaglio dell’esistenza. Le giornate si consumano in lacunose solitudini.
La spasmodica creatività di una frizzante fantasia la salva dall’abbrutimento.
Scrive racconti, poesie, rime, disperdendone ogni traccia fra le ceneri scoppiettanti del camino.
Per distrarsi dipinge, placando il dolore nel colore delle tele.

La sua vita si perde in allucinanti creazioni mentali ed inesauribili elucubrazioni sui perché dell’esistenza.
Le insidiose fantasie si trasformano presto in ossessionanti pensieri che non se ne vanno per farla riposare.
La solitudine la soffoca.
Il viso e le fattezze appassiscono come un fiore colto e abbandonato al sole.

In una delle interminabili notti, Anna sente una musica provenire dalla finestra: è una festa in paese.
La ragazza si precipita estasiata dal susseguirsi incalzante delle note, giungendo davanti a un palco da cui si propaga la voce melodiosa di una giovane cantante. Anna è affascinata da tanta maestria e ne domanda il perché.
La cantante risponde che il segreto consiste nel pubblico, nella gente che ascolta rapita, da cui parte un’inesauribile energia che si diffonde nell’aria ed investe l’anima.

Incantata dalle significative parole, Anna rientra nel suo nido e pensa…


L’indomani si risveglia cercando un libro ormai smarrito.
Esce di casa dirigendosi verso la biblioteca per rimediare qualche nuova lettura. Lì vede un uomo intento a scrivere: è il vecchio bibliotecario.
Anna è affascinata da tanta saggezza e ne chiede il perché…

Il bibliotecario risponde che il segreto consiste nel trasmettere agli altri quanto si scrive e far conoscere a tutti le letture più disparate riposte tra gli impolverati scaffali.
Il segreto è comunicare, rendere gli altri partecipi della gioia di conoscere.
Incantata dalle dolci parole, Anna ritorna nella sua tana e pensa…

L’indomani si risveglia cercando qualcosa che ha smarrito: forse la sua identità?
Decisa se ne sveste e indossa un nuovo abito, quello della felicità.Esce di casa e inizia a scrivere tra gli alberi, in mezzo a boschi e prati, delle lettere ai suoi amici lontani…
Scrive racconti, poesie e rime…e ne disperde al vento.

Ma il vento sottile e astuto li trasporta lontano sopra le case, sopra i tetti, oltre le nuvole, fino ad arrivare in un luogo, in una casa, in una stanza, sopra il letto di Marco.
Il giovane si sveglia e legge.
Rimane estasiato dalla leggiadria delle parole, dallo spirito e dalla sincerità dei testi.

Marco inforca la bicicletta e corre, corre per le strade, sopra i ponti, oltre i muri…
Incontra una giovane cantante, un vecchio bibliotecario a cui fa leggere gli scritti nella speranza che loro possano fornirgli notizie su chi sia il dolce autore. Rispondono che non può trattarsi se non di una persona che ha riscoperto se stessa e la gioia di vivere in questo mondo.
Anna esce di casa, incontra Marco e coronano un sogno d’amore.

Laura Tussi

Nella foto un dipinto dell’artista bielorusso Andrei Zadorine è nato a Beriozovka nel 1960. Ispirato dalle memorie dell’infanzia e dell’adolescenza, Andrei fonde immaginazione e realtà, e le cattura nei suoi magnifici dipinti che evocano ricordi perduti




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