lunedì 16 aprile 2012 - Aldo Maturo

Arriva l’estate, occhio alle biciclette elettriche

Ci hanno rubato la nostra vecchia cara bici, icona dell’Italia del dopoguerra. Un telaio scrostato, due ruote, due pedali e via per le strade, felici di correre liberi nel vento. Qualcuno tanti anni fa pensò che con un po’ di tecnologia si potesse evitare di pedalare. Ed allora vennero fuori le prime bici dotate di motorino a scoppio incastonato giù tra il telaio e i pedali. Poche pedalate ritmate e il motorino a scoppio partiva con una autonomia pari alla benzina che c’era nel piccolo serbatoio. Non ebbero molta fortuna. Nell’era dell’energia alternativa quel motorino è diventato elettrico, 5 ore di ricarica in una presa della luce e via con 50-60 Km di autonomia.

Restavano però i pedali e con essi l’alibi di poter dimagrire. E invece pare che, anche grazie ai soliti cinesi, alcune ditte abbiano voluto imbarcarsi anche in questa avventura: la bici è stata clonata e sotto la bici si nasconde a volte un motociclo, per raggirare le norme del nostro codice della strada. Che confusione! E tutto per un meccanismo che aziona diversamente il motorino, che resta comunque elettrico, ma che ci fa passare di corsa da una norma all’altra del Codice della Strada, un codice che non fa sconti e che porta conseguenze pesantissime se non si sa su che cosa esattamente si sta scorazzando.

Per l’art.50 del codice della strada: “I velocipedi sono i veicoli con due ruote o più ruote funzionanti a propulsione esclusivamente muscolare, per mezzo di pedali o di analoghi dispositivi, azionati dalle persone che si trovano sul veicolo; sono altresì considerati velocipedi le biciclette a pedalata assistita, dotate di un motore ausiliario elettrico avente potenza nominale continua massima di 0,25 KW la cui alimentazione è progressivamente ridotta ed infine interrotta quando il veicolo raggiunge i 25 km/h o prima se il ciclista smette di pedalare”.

 “Pedalata assistita”. E’ questa la parola magica che mantiene la caratteristica di velocipede alla cara bicicletta. Ha un motore elettrico (di potenza max di 250 w) che non sostituisce il lavoro delle gambe ma le aiuta solo a fare meno fatica (assiste appunto chi pedala). Il motorino ha quindi solo una funzione ausiliaria e non deve essere in funzione quando non si pedala. Il motore cioè aiuta a pedalare ma non sostituisce la pedalata, praticamente serve solo a ridurre lo sforzo di chi pedala. Un sensore rileva la forza che viene fornita da chi pedala e ordina al motore di aiutarlo. Se si smette di pedalare il motore si ferma e si ferma anche se il veicolo raggiunge i 25 Km/h perché il ciclista ha buone gambe o perché si va in discesa.

E’ possibile anche disattivare il motorino e andare solo a pedale come una semplice bici. La bicicletta elettrica, per restare bicicletta, deve corrispondere ai requisiti della Direttiva Europea 2002/24/CE del 18.3.2002 adottata dal Ministero dei Trasporti con DM 31.1.2004.

Bicicletta a motore. Ha anch’essa un motorino elettrico che però funziona autonomamente ed indipendentemente dal fatto che si pedali o meno. Un vero e proprio acceleratore attiva il motore che funziona anche se non si pedala. Come potenza non deve rispettare il vincolo dei 250 w previsto per l’altro tipo di bici. Da notare che è considerata bicicletta a motore anche se il motore funziona sia come quello della bicicletta a pedalata assistita sia come motorino autonomo. L’impiego di tali biciclette, se non si vuole rispettare le norme del codice della strada, è consentito solo all’interno di aree private, come ad esempio aree interne a capannoni industriali, parchi e giardini privati, saloni fiera, ecc. Sono quindi escluse le vie di pubblico accesso e dove è prevista la normale circolazione stradale.

Differenze per il codice della strada. Per guidare la bicicletta a pedalata assistita bisogna solo saperci andare ed aver voglia di pedalare, sia pur aiutati dal piccolo motorino elettrico. Per quella a motore, che funziona anche senza pedalare, serve il casco, l’assicurazione, la targa, il patentino, e il certificato di circolazione, al pari di uno scooterino, i famosi cinquantini che scorazzano su tutte le nostre strade.

Autonomia. L’autonomia dipende da molti fattori quali: il percorso il peso la velocità la postura il tipo di asfalto lo stato della batteria e la sua carica residua Solitamente i dati riguardanti l’autonomia si riferiscono a un percorso senza dislivelli, con un ciclista sui 70 kg di peso, una media di 20 km/h, in posizione eretta o leggermente inclinata in avanti e con un asfalto in buono o ottimo stato e poco ruvido. Le batterie si intendono cariche e in piena efficienza.

Conseguenze legali. Le sanzioni per chi guida una bicicletta a motore pensando di guidare una bicicletta elettrica possono essere: a)sequestro con confisca del veicolo, per mancato possesso del certificato di circolazione (euro 131); b)sequestro con confisca del veicolo per mancata assicurazione (euro 716) c)fermo del veicolo per giorni 30, per mancanza di targa (sanzione euro 65) d)sequestro con confisca, perché senza casco (euro 68) e)fermo per giorni 60 se il conducente è minorenne senza patentino o maggiorenne senza patente (euro 516).

L’ANCMA (Associazione Nazionale Cicli Motocicli Accessori) ha ritenuto di dover richiedere al Governo il sequestro sul territorio nazionale di tali mezzi di locomozione perché i veicoli nei quali il motore può essere utilizzato anche al di fuori dell’esigenza di pedalare si configurerebbero ai fini di legge come veri e propri ciclomotori; sono pertanto – a suo avviso – da considerarsi fuori legge i veicoli muniti di dispositivi che consentano di escludere la necessità della pedalata. Io credo che non si possa parlare di fuorilegge, perché basta circolare rispettando le previsioni previste per i ciclomotori.

La CIVES (Commissione Italiana Veicoli Elettrici a Batterie, Ibridi e a Celle a Combustibile) ha condiviso la posizione dell’ANCMA ma ha evidenziato che su diverse bici recenti sono presenti commutatori o manopole di regolazione (che non sono quindi da confondersi con “acceleratori” autonomi) che hanno il solo scopo di ridurre l’assorbimento dalla batteria quando l’ausilio del motore a regime elevato non è ritenuto necessario, aumentandone anche l’autonomia. Occhio allora all’acquisto perché se si sbaglia o non ci si attrezza nel modo giusto una sana passeggiata ci può costare tanti soldini e tante responsabilità civili e penali. E ricordiamoci che i latini dicevano “stultum est dicere putebam”! E’ da stolti dire “io credevo che…”



13 réactions


  • (---.---.---.56) 21 settembre 2012 20:03

    Ma chissà che interssi economici ci sono per aver l’imitato la potensa delle biciclette elettriche a 250 W, e lo spengimento del motore se non si pedala, la limitazione a 25Km orari è sufficiente ai fini della sicurezza. Si potrebbe limitare la potensa anche a 750W al fine di poterla usare anche nelle città collinose,Una normativa cosi’ favorirebbe l’uso molto piu diffuso di questo mezzo veramente economico ed ecologico e non si sposterebbero i parametri della sicurezza.


    • italianiladroni (---.---.---.218) 11 settembre 13:12

      è semplice...... quello di far pagare bollo, immatricolazione e assicurazione (queste ultime tutte nelle meni di politicanti e truffatori vari)
      se no poi tu cittadino italiano, invece di essere allegramente inchiappettato, va a finire che ti muovi per la tua città (dove già paghi tasse ridicole) in piena libertà e gratuitamente (parola che ai ladron....governatori e politicanti non piace assolutamente)


  • (---.---.---.218) 25 settembre 2012 20:03

    La Svizzera ha modificato la normativa sulle biciclette elettriche ,portando la potenza a 500W senza l’uso dei pedali fino a 20Km orari e 25 Km orali se pedali. I svizzeri ci sono arrivati vediamo i nostri ritardati mentali quando ci arrivano.


    • (---.---.---.149) 27 aprile 2014 21:49

      Mi chiedo perché considerando la bassa velocità del mezzo non permettono anche l’uso della manopola accelleratrice? Stimolerebbero fortemente l’uso in particolare da donne e persone anziane che non possono pedalare per "gareggiare" e poi parlano di inquinamento! 


    • italianiladroni (---.---.---.218) 11 settembre 13:15

      non ci arriveranno mai........sono idioti e pezzenti, se riescono tra poco ci tassano anche i chili di cacca che facciamo.......povero paese in mano ai ladroni


  • (---.---.---.169) 17 settembre 2013 14:18

    Ma che vi importa. montate il bafang 500w, ma che fanno vi smontano la ruota per controllarlo?


  • (---.---.---.130) 19 settembre 2013 19:19

    Sono sicuro che se i bravi parlamentari italiani riuscissero a tassare le bici elettriche allora qualsiasi velocità e potenza diverrebbero magicamente "Legali". Allo stato interessa unicamente far cassa in tutti i modi andando giù di proibizionismo laddove non riesca a mordere i quattrini. In discesa con la mountainbike in alluminio tocco i 50 Km/h e non ho problemi ne di stabilità ne di frenata con una coppia di freni a disco idraulici....ma si sa siamo in italia....


  • (---.---.---.249) 5 ottobre 2013 19:27

     Salve

    ho dei quesiti da esporre: per bici si intende due ruote o piu’ ? Anche due ruote posteriori o due

     anteriore con sterzo tipo auto? Ci sono delle misure di ingombro massimo da rispettare?

     Il tutto perchè sto progettando una bici appunto due ruote anteriori ed una posteriore che si puo’

    fare anche elettrica

    Posso circolare su strada? grazie a presto


    • (---.---.---.248) 5 ottobre 2013 19:36

      La bicicletta di cui parlo nell’articolo è quella tradizionale prevista dal codice civile. Un velocipede con due ruote (bi = 2), una anteriore ed una posteriore, munito di pedali. Il progetto cui lei fa riferimento non credo si possa qualificare "bicicletta".


    • (---.---.---.227) 9 novembre 2014 23:02

      anche io volevo fare quel che dici, se riesci avvisami pietromarceddu@tiscali.it



  • (---.---.---.87) 16 dicembre 2013 09:12

    Mi chiedo ai fini della sicurezza che differenza fa andare a 25 Km/h pedalando o no.

    Anzi mi pare che pedalando specialmente in partenza si fanno dei movimenti laterali che nel traffico cittadino hanno una certa pericolosita’. Quindi credo che per riuscire a far modificare questa regola veramente demenziale bisogna iniziare a battere sulla sicurezza. La trazione a motore se ovviamente rispetta determinati parametri e’ molto piu’ sicura di quella a pedali che costringe, specie ai meno forti e bravi, a scartare lateralmente di continuo.

  • (---.---.---.64) 26 giugno 2014 22:57

    la potenza del motore é insufficiente per la salita , inoltre se si entra nel traffico in salita il motore dovrebbe aiutare anche da fermi , si guadagna in sicurezza .
    Ritengo corretto il limite in velocita’ anche se potrebbe essere
    portato anche atrenta , 35, per evitare intralci al traffico.


  • (---.---.---.217) 31 agosto 2014 22:30

    La legge è questa perché l’Italia è un paese di merda dove qualche maiale lobbista ha interesse che rimanga tale. Un amatore su bici da corsa senza pedalata assistita può viaggiare a più di 40 Km/h in pianura, in discesa si arriva a 60/70 km/h. Ma di che cazzo stiamo parlando? Comunque, la cosa più intelligente da fare nei confronti dei maiali ladri che ci governano e legiferano queste ed altre stronzate è quello di mandarli semplicemente a fare in culo. Comprate il Bafang 500w (cinese), metteci il manettino del gas e fateci quel cazzo che vi pare. Io mi sto organizzando in questo senso. Sono appena tornato dalla Sicilia, San Vito lo Capo, ed è pieno di scooter elettrici cinesi (costano 2 lire) che girano senza targa. Lode allo spirito indipendente dei Siciliani che anticipano le norme (cioè se ne fottono bellamente). Intanto, i nostri produttori se la pigliano in culo e i cinesi vendono. Io comprerò il kit Bafang 500w (cinese) online e il motorino elettrico me lo farò da solo. Nei negozi ho trovato solo bici "a norma", purtroppo, quindi i rivenditori italiani ed europei non faranno affari con me e invece farò guadagnare un cinese. Questa è l’Italia e l’Europa. Bravi.


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