venerdì 22 gennaio - Doriana Goracci

America America niente lacrime di coccodrillo solo una borsa nera

Negli anni '50 e '60 le signore, di piccolo medio ceto, avevano due borse per uscire di casa ( a parte la sporta per la spesa a riquadri di pelle perché la plastica non esisteva) mia nonna aveva una borsa di coccodrillo che poi passò a mia madre, forse per qualche evento nuziale, al punto che il manico si consumò e ci fecero mettere una catenella dorata.

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 Ma vado avanti per raccontare che stamattina sono rimasta a bocca aperta vedendo la foto della Melania vestita tutta di nero, inguantata pure di black, con la mano che teneva fermamente una borsa di coccodrillo nero di Hermès. Niente di strano per una miliardaria uscire di scena così teatralmente ma quella borsa di Hermès, una delle più desiderate al mondo, dicono che sia la più cara: 70.000 euro. In effetti all'asta da Christie’s ad Hong Kong, un anonimo acquirente si è aggiudicato l'accessorio limited edition per 185.000 euro.

Tornando a Melania Trump hanno valutato ciò che indossava per l'addio, anche se per il marito è un minaccioso arrivederci, in circa 6.000 euro, biancheria intima esclusa: 'petite veste noire' di Chanel, 5.000 euro e decolletè in coccodrillo nere di Christian Louboutin 800 dollari e la borsa... Birkin di Hermès oltre 70.000 dollari, gli occhiali neri non saprei.

Allora, consapevole un po' di più di quando avevo 15 anni, su ciò che subiscono certe specie animali, sono voluta andare a vedere che vita fanno i coccodrilli, prima di diventare borse (pensavo che fosse ormai proibito).

I coccodrilli (Crocodilia) creature antichissime e perfette, fecero la loro comparsa sul pianeta quasi cento milioni di anni fa e da allora sono rimasti pressoché immutati. "Questi animali vengono infatti allevati per la loro pelle che viene utilizzata per creare oggetti di lusso come borse, cinture, scarpe e portafogli. Fino a poco più di 30 anni fa la pelle di coccodrillo sul mercato proveniva da esemplari selvatici catturati in natura.
 
L’entrata in vigore nel 1975 della Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione (Cites) contribuì a proteggere i rettili ma al contempo fece nascere qualcosa di nuovo: l’allevamento di coccodrilli che si concentrano principalmente in Asia, Africa, Australia e Stati Uniti, che poi ne esportano le pelli in tutto il mondo. La richiesta di pelle di coccodrillo è in crescita e viene impiegata da molti marchi dell’alta moda, come Louis Vuitton, Gucci e Burberry. Allevare e scuoiare un animale per creare oggetti superflui è sbagliato, farlo utilizzando torture e sevizie e semplicemente disumano.
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coccocuccioli
Queste pratiche sono state documentate dalla Peta, organizzazione che lotta per i diritti animali, attraverso un video che mostra le torture cui sono sottoposti i coccodrilli prima di essere uccisi. Le immagini riprese in un allevamento in Vietnam sono strazianti, gli animali vengono incisi quando sono ancora vivi e coscienti, poi gli viene inserita un’asta metallica nelle colonna vertebrale nel tentativo di strapparne il cervello, mentre si dibattono folli di dolore. Questo metodo causa una morte estremamente dolorosa e lunga per gli animali che spesso restano coscienti per più di un’ora dopo che il midollo spinale è stato reciso. “Non vi è alcuna possibilità che i coccodrilli muoiano sul colpo”, ha commentato un esperto di rettili a cui è stato mostrato il video. Nel filmato si vede perfino un coccodrillo che continua a muoversi mentre viene scuoiato, processo che richiede dai 15 a 20 minuti per ogni animale.
 
L’allevamento vietnamita, da cui si rifornisce anche Louis Vuitton, ospita migliaia di coccodrilli e ne macella 1.500 ogni tre mesi. Circa cinquemila animali vivono in minuscole vasche di cemento, incapaci di contenerli e piene di acqua stagnante. I coccodrilli vivono in queste terribili condizioni per circa quindici mesi prima di essere macellati. Quanto documentato in questo allevamento non è l’eccezione bensì la regola, una precedente indagine di Peta aveva mostrato le crudeltà degli allevamenti di coccodrilli in Zimbabwe e Stati Uniti. I colpevoli di questa assurda e sadica mattanza sono gli allevatori che operano in questo settore e i marchi di moda che utilizzano pelle di coccodrillo, ma i principali responsabili sono coloro che acquistano questi prodotti e che ritengono elegante indossare la pelle di un animale scuoiato vivo".
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vignetta di Bernhard Gillam 1884
E dopo questa "mostruosa" e purtroppo reale dissertazione sui coccodrilli, arrivo al modo di dire "Piangere lacrime di coccodrillo" che si riferisce a chi finge di provare dispiacere quando in realtà è disinteressato (o, a volte, anche compiaciuto) per il dolore o il danno arrecato. Ma perché i coccodrilli piangono?

Il detto trae origine dal mito secondo cui i coccodrilli verserebbero lacrime di pentimento dopo aver ucciso le loro prede o dopo averle divorate. Esistono diverse varianti di questo mito; spesso la credenza è riferita in modo specifico al caso di coccodrilli che divorano prede umane, ma in alcuni casi viene anche riportato che a piangere sarebbe la femmina di coccodrillo che ha appena divorato i propri piccoli.

Questo mito risale almeno al XIII secolo e fu diffuso nella cultura popolare europea, Lo stesso William Shakespeare venne in contatto con questa leggenda a cui fa riferimento in un passo dell'Otello in cui Lodovico gli dice "... Fate la pace lei piange" E Otello risponde: "Oh, demonio, demonio! Se la terra si impregnasse delle lacrime di donne ognuna genererebbe un coccodrillo.Via di qui!"

In verità, i coccodrilli lacrimano, talvolta anche in modo vistoso, per motivi puramente fisiologici: tali lacrime hanno lo scopo di ripulire il bulbo oculare e lubrificarlo in modo da facilitare il movimento della seconda palpebra che lo protegge in immersione; inoltre, hanno la funzione di espellere i sali che si accumulano nell'organismo dei coccodrilli. Non avendo la sudorazione, i coccodrilli possono espellere i sali solamente attraverso le lacrime e gli escrementi".
 
Alla fine, che l'ho fatta troppo lunga davvero, allego una vignetta di Bernhard Gillam in occasione delle elezioni presidenziali degli Stati Uniti del 1884, in cui tale Ulysses S. Grant, che fece escludere gli ebrei dall'esercito, piange lacrime di coccodrillo per il destino degli ebrei perseguitati in Russia, in modo da ottenere il voto di quelli statunitensi.
Nessuno ha visto piangere Melania, penso in tanti abbiano pianto per la felicità di quei due che insieme vanno. E il nero...non sono più i tempi di Paint It Black ma forse vi piace riascoltarla.
Doriana Goracci
 

 



1 réactions


  • Marina Serafini Marina Serafini (---.---.---.56) 23 gennaio 00:26

    Carissima, i Cocco cuccioli sono bellissimi; le persone che li usano, meno. Ho voto occasione di osservare un coccodrillo vivo di persona, tempo fa: una esperienza davvero strana. Sono animali antichissimi, che si sono conservati senza troppe mutazioni, senza necessità di adattamenti...la loro arguzia e la loro forza sbalordiscono. Aggiungo che sono animali belli, e che ucciderli per esibirne solo una parte è un pò come recidere un fiore: non ha senso ed è stupido. Togliere la vita per mostrare un residuo??? La pazzia degli esseri umani non è davvero descrivibile!


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