lunedì 19 settembre - Doriana Goracci

Alluvione Marche | Tutti fermi, in un mare di fango?

A me non importa di risultare impopolare, mi importa della giustizia climatica e del pianeta”. ha detto Greta Thunberg e perché dunque, io che sono una sconosciuta, dovrei temere di essere impopolare scrivendo di clima? prima delle elezioni?
 

"Alluvione Marche, il piano per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici è fermo dal 2017: Italia unico paese Ue a non averlo approvato" titolo di un articolo de il Fatto quotidiano 17 settembre 2022 «Clima, cambiamento da governare». Ma l'Italia ha un piano fermo al 2017 titolo di Avvenire 6 luglio 2022. L'articolo continuava così: "Nessuno si salva da solo. Il surriscaldamento globale va gestito ed affrontato tutti insieme. E in tema di adattamento e prevenzione - che è l’altra faccia della medaglia del cambiamento climatico, oltre alla riduzione del gas serra - l’Italia in realtà un suo piano ce l’avrebbe anche. Quasi 400 pagine (per l’esattezza 392) redatte nel lontano 2017. Si chiama 'Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici' (Pnacc) redatto dal Cmcc (il Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici) sulla base delle informazioni fornite dal rapporto Ipcc delle Nazioni unite del lontano 2014... i giovani del movimento Fridays for future: «La nostra politica non sta facendo niente per contrastare il cambiamento climatico" Traete voi le conclusioni anche da questo INDICE DI IMPEGNO CLIMATICO - ELEZIONI 2022: "Una valutazione strutturata degli impegni all’azione sul clima nei programmi elettorali e nelle dichiarazioni in campagna elettorale, effettuata da parte di un gruppo super partes di 20 scienziati ed esperti di politiche sul clima e l’energia.

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foto Doriana Goracci 15.3.2019 Roma

Questo l’obiettivo del progetto Indice di Impegno Climatico per le Elezioni Politiche 2022 promosso da Climalteranti e Italian Climate Network con la direzione scientifica di Stefano Caserini, Docente di Mitigazione dei cambiamenti climatici del Politecnico di Milano, fondatore di Climalteranti e membro del Consiglio Direttivo di Italian Climate Network. Ricordo che è ancora possibile firmare la Lettera aperta degli scienziati del clima alla politica italiana. Cercate un momento giusto il 25 settembre per andare a votare? Grazie Doriana Goracci



1 réactions


  • Doriana Goracci Doriana Goracci (---.---.---.106) 19 settembre 13:33

    Toccano con mano ma mai prendono la pala in mano...trovo a post già pubblicato, un video e un articolo che trovo nella data del 1 aprile 2022, non è uno scherzo, ma una tragedia...e poi la sciagura Ecco il titolo con il testo : Verso il piano di adattamento climatico per la regione Marche

    Il clima cambia, in tutto il mondo, ed ogni territorio ne è testimone.Anche nelle Marche, ad esempio, le temperature medie dalla metà del Novecento ad oggi sono aumentate di quasi 3°C e si sono intensificati gli eventi estremi.Per questo motivo è sempre più necessario stilare una piano di adattamento ai cambiamenti climatici che necessita di strategie consapevoli, condivise e basate sui dati. La Regione Marche sta lavorando con i nostri ricercatori per rendere l’intera società regionale più resiliente e pronta ad affrontare la sfida attraverso la redazione del Piano di adattamento ai cambiamenti climatici. Il Piano sarà sviluppato sotto la guida della cabina di regia, organo di governance trasversale ai Dipartimenti della Regione Marche, avvalendosi di un team di ricercatori e in dialogo con i settori economici e la cittadinanza team di ricercatori e in dialogo con i settori economici e la cittadinanza.
    All’interno di questo contesto, il 31 marzo si è tenuto il webinar dove i nostri ricercatori hanno presentato le metodologie, gli strumenti e gli attori del Piano. La registrazione del webinar è visionabile in fondo alla pagina.
    https://www.eurac.edu/it/institutes-centers/istituto-per-osservazione-della-terra/news-events/verso-il-piano-di-adattamento-climatico-per-la-regione-marche
    VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=EIwxnO5FH0Q

    E ancora il Modello Marche: presidente della Regione Marche e commissario dell’emergenza Francesco Acquaroli https://tg24.sky.it/cronaca/2022/09/18/alluvione-marche-acquaroli
    Elena Leonardi, consigliera regionale e coordinatrice regionale di Fratelli Italia nelle Marche aveva detto ad agosto: "Giorgia Meloni aprirà la campagna elettorale nazionale, in vista delle elezioni politiche del 25 settembre, ad Ancona.Una grande soddisfazione per la nostra Regione e la federazione regionale di Fratelli d’Italia, tenuta in forte considerazione dalla leader nazionale del partito e candidata alla guida del Paese dopo la vittoria di Francesco Acquaroli due anni fa che ha reso possibile la nascita del modello Marche".
    Alluvione sul “modello Marche”, mentre Fratelli d’Italia in Europa vota contro le rinnovabili
    https://greenreport.it/news/clima/alluvione-sul-modello-marche-mentre-fratelli-ditalia-in-europa-vota-contro-le-rinnovabili/ 16 Settembre 2022
    Le Marche vengono spesso presentate come un “modello” di buon governo dall’estrema destra che è in corsa per le elezioni nazionali del 25 settembre.Qui più che altrove la presenza dei Fratelli d’Italia (FdI) di Giorgia Meloni è andata radicandosi negli ultimi anni, arrivando a conquistare nel 2020 la presidenza della Regione con Francesco Acquaroli.Lo stesso presidente che si trova oggi a confrontarsi con «una tragedia di enormi proporzioni», ovvero l’alluvione che stanotte ha colpito il territorio marchigiano – quello di Senigallia in particolare – portandosi via almeno nove vite umane: «Sono caduti in circa tre ore 420 millimetri di pioggia, la metà di quello che piove in un anno nella regione», spiega lo stesso Acquaroli.
    Il Consiglio dei ministri ha già deliberato lo stato di emergenza per la Regione Marche, ma il fondato timore è che ancora una volta non si farà abbastanza – in termini di gestione del territorio e di lotta alla crisi climatica in corso – per affrontare il problema. Nelle stesse aree colpite stanotte dall’alluvione, nel 2014 i morti furono altri tre, sempre per alluvione.Nel mentre i rischi di eventi meteo estremi continuano a crescere. L’Italia sta uscendo adesso dall’estate più calda mai registrata in Europa, e dall’inizio dell’anno sono già oltre 130 gli eventi meteo estremi che hanno colpito lo Stivale.Sappiamo con certezza che questo andamento è strettamente collegato a quello del surriscaldamento globale: sia l’Ipcc sia l’Agenzia europea dell’ambiente affermano che «il cambiamento climatico è innegabilmente responsabile di un aumento degli eventi meteorologici estremi», che stanno infatti crescendo in frequenza ed intensità.Di fronte a questa realtà è indispensabile agire sia sul fronte dell’adattamento – per difendere il territorio da quella quota parte di cambiamenti climatici che abbiamo già innescato, e che è qui per restare – sia su quello del contrasto alla crisi climatica, che è legata a doppio filo alle emissioni di CO2eq derivanti dall’uso dei combustibili fossili.Per ridurre queste emissioni, l’imperativo è accelerare la transizione ecologica passando all’uso delle fonti rinnovabili. Due giorni fa l’Europarlamento ha approvato un testo legislativo nel merito, sostenendo la proposta RePowerEu della Commissione Ue che prevede di arrivare al 2030 con almeno il 45% dei consumi finali di energia soddisfatti dalle energie rinnovabili (ad oggi in Italia siamo a circa il 20%).L’estrema destra italiana, però, ha votato contro. «Nello specifico degli europarlamentari italiani, con 56 votanti e 20 assenti – dettagliano nel merito dal think tank Ecco – è sostanzialmente confermata la distribuzione dei voti in relazione dell’appartenenza dei gruppi politici del Parlamento europeo. Il Pd compattamente a favore, con un solo assente, così come il M5s. Forza Italia, la cui maggioranza degli europarlamentari non ha tuttavia partecipato al voto, ha votato a favore, seguendo il voto del Ppe. La Lega si è astenuta, ma con il gruppo di appartenenza (Id) fortemente contrario segnalando quindi un’incertezza sul tema, mentre Fratelli d’Italia si è spaccata, con tre contrari e tre favorevoli, ma con il gruppo di appartenenza (Ecr) fortemente contrario».Non si tratta peraltro di una novità. Il leader della Lega Salvini è lo stesso che nel 2016, da eurodeputato, votò contro la ratifica dell’Accordo di Parigi sul clima – la roadmap globale contro la crisi climatica – per poi continuare a deridere il tema negli anni successivi (ad esempio qui, qui e qui).Il partito guidato da Meloni non è da meno: tra le altre cose ha chiesto all’Europa uno stop al Green deal, e appena quattro mesi fa ha delineato un manifesto dal sapore reazionario contro la transizione verde.
    E se queste sono le credenziali dei due partiti di estrema destra sulla lotta alla crisi climatica, preoccupano molto anche quelle vantate sotto il profilo della difesa della democrazia. Sempre l’Europarlamento ha votato ieri un testo non legislativo – approvato con 433 voti favorevoli, 123 contrari e 28 astensioni – in cui si afferma a chiare lettere che l’Ungheria è diventata una “autocrazia elettorale” ovvero un sistema costituzionale in cui si svolgono le elezioni ma manca il rispetto di norme e standard democratici. Non secondo Lega e Fratelli d’Italia, che hanno votato contro: dal “modello” Marche al “modello” Ungheria, il passo può essere assai breve.


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