Aldo Moro: le bugie di via Fani
16 marzo 1978, l’agguato in via Fani da parte delle Brigate Rosse, il rapimento del presidente della DC Aldo Moro e l’uccisione della sua scorta.
Il maresciallo dei carabinieri Oreste Leonardi, i brigadieri Domenico Ricci e Francesco Zizzi, gli agenti di polizia Giulio Rivera e Raffaele Iozzino.
Da anni sentiamo come unica verità, verità a cui ci siamo abituati, quella raccontata dai BR Mario Moretti e Morucci.
Una verità piena di bugie. A cominciare dalla dinamica dell’agguato: possibile che Leonardi si sia lasciato ammazzare rimanendo in macchina quando attorno i colleghi venivano crivellati?
Possibile che l’auto di Moro non abbia segni dell’urto e che invece la 128 di Moretti sia riuscita a bloccare la 130 del presidente che pesava 4 volte tanto?
93 colpi in 10 secondi: 43 da un solo mitra e non è quello di Morucci o Moretti, che si sarebbe inceppato. Un’operazione pulita, un agguato che sembra tanto un’operazione militare e non di terroristi.
Altro mistero (o bugia) il misterioso killer sul lato destro dell’incrocio. Quello che secondo la più probabile ricostruzione avrebbe ucciso Leonardi come prima cosa.
La notizia del rapimento data da Radio Città futura, prima che il rapimento avvenisse. Chi sapeva nell’ambito dei movimenti? E chi, invece, sentuta la notizia, non ha fatto nulla?
Dal libro “Doveva morire” pg 82:
“Le Br erano intenzionate a rapire un importante uomo politico. L’informativa scritta era firmata da Emilio Santillo, il funzionario più importante dell’antiterrorismo italiano... Santillo fu trasferito ad altro incarico.”
Il colonnello del Sismi Camillo Guglielmi, presente quella mattina in via Fani. Risultato poi appartenente alla loggia P2 di Gelli (anche qualche altro presidente del Consiglio): “Nella cerchia di coloro che, ai vertici delle istituzioni, diressero, coordinarono, indirizzarono e seguirono le indagini sul sequestro ben cinquantasette erano iscritti alla P2.” [Doveva morire pg 82]
Il ruolo della P2, dell’Ucigos nei depistaggi, nelle coperture.
Il colpo di grazia riservato alla scorta.
Cosa non dovevano vedere o testimoniare gli agenti?
La verità, forse, è ancora tutta da raccontare.
Alcune letture:
Doveva morire di Ferdinando Imposimato e Sandro Provvisionato
Il golpe di via Fani di De Luttis
Il lungo intrigo di Alfio Caruso
10 réactions
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Pur non essendomi documentato in modo specifico sulla vicenda, a rigor di logica la versione ufficiale da adito a più di un dubbio, sia sul rapimento, sia sul periodo della prigionia, e a mio avviso ancor più sulla reale esistenza delle brigate rosse quale gruppo eversivo autonomo da ambienti istituzionali.Qualcuno la chiamerà dietrologia ma ci sono coincidenze storiche che fanno pensare ad una architettura più alta, che possa aver condizionato e manipolato i sogni “rivoluzionari” di qualche decina di brigatisti seppur ben organizzati.Da questo punto di vista, bene ha fatto l’autore dell’articolo ad interrogarsi su una delle tragedie italiane che ha condizionato, negativamente, la politica, già per molti aspetti contorta, del nostro paese.Un salutoMauro Bonaccorso -
Gianni Morra
(---.---.---.206)
27 marzo 13:42
I FALSI SCOOP DI ZATTI FEDERICO
La borsa Loyola a Monte Nevoso la segnalai io allo Zatti sul sito rainews di fb - grazie dell´onestà intellettuale nel plagiarmi. Effettivamente è curiosa la sua presenza tra i bierre. Ho chiesto spiegazioni a bonisoli, mai ricevuta risposta. Ma essa non prova per niente che la prima prigione di Moro (ce ne furono altre) fosse nell´inesistente cantiere Loyola al 114. John Felice era stato davvero agente segreto per gli inglesi durante la guerra, ma nemmeno questo prova sua complicità coi bierre, né come quella borsa finì a Monte Nevoso. Tuttavia la borsa Loyola è curiosa, e la sua provenienza resta misteriosa giacché quel tipo di borsa aveva più che altro circolazione interna al campus e non commerciale nei negozi. Ciò non coimplica non potesse trovarsi usata a Porta Portese, ma non lo rende facilissimo. Tornerò sulla borsa. Ma : al 16.3.78, non c´era nessuna Loyola a Massimi 114. Stava ancora nella vecchia sede a Villa Maria Theresa, non lontano sulla Trionfale al civico 8062 (oggi via Girolamo Nisio 57). E non c´era al 114 nessunissimo cantiere Loyola : quando avvenne il trasloco mesi dopo, la Loyola occupò i locali preesistenti delle suore che glieli avevano affittati, senza alcuna nuova costruzione - quale conduttore mai si metterebbe a costruire per il padron di casa ? Solo decenni dopo la Loyola acquisterà gli stabili dalle suore e vi costruirà nuove aggiunte. Tutto questo lo segnalai al persichetti, lo trovate sul suo sito insorgenze naturalmente senza riconoscimento per me dato che trattasi notoriamente di ennesim fior di galantuomo. Basta con questi pseudoscoop da strapazzo. Poi, che John Felice POSSA ipoteticamente essere coinvolto, è latamente indiziario perché lui mantenne per tutta la vita contatti al più alto livello con il vertice dell´anticomunismo (e quindi, antimoroteismo) internazionale : (dal sito del john felice rome center) :
"While teaching a summer program in 1961, Felice was invited to lunch with Italian President Giovanni Gronchi and American diplomat Clare Booth Luce. Luce opined that both Italy and America needed a large, permanent study-abroad program anchored in Rome. Wanting to seize the once-in-a-lifetime opportunity, Felice asked Gronchi if the Italian government could help start such a program."
Ma certamente NON fu mai anfitrione della prigione di Moro al 114 di via Massimi, come sto per provarvi. Basta con lo scoopismo da strapazzo degli zatti e cassettari assortiti del caso Moro, compresi gli imbecilli che li ospitano nei loro podcast demenziali su yt : ecco quel che mi scriveva il 9.1.2023 Suor Laura Restelli, amministratrice delle Suore Domenicane di Santa Caterina da Siena che nel 1978 affittarono parte dei loro locali di via Massimi 114 alla Loyola :
" Gent.mo sig..., ... Ora, dal mio ufficio con alcune note di archivio sono a poterle confermare quanto segue... ... dalle note di archivio possiamo dare queste certezze. Alla fine di maggio del 1965 nella casa dove ora si trova la Loyola University (corpo storico - NON le nuove costruzioni) si trasferisce la Curia generalizia della congregazione. L’altra casa (114/B) resta casa di noviziato, mentre il 114/A è sede della curia generalizia, casa di formazione per le giovani professe e casa di esercizi per la Congregazione. Tale resta fino al capitolo generale del 1976 quando comincia una riflessione sull’uso di questo immobile. Il 16 aprile 1978 la casa viene chiusa e la curia generalizia e il gruppo di formazione si trasferisce nella casa di noviziato in locali che erano stati ristrutturati allo scopo. Dal 1 maggio 1978 nella casa entra la Loyola University, con un affitto che era già stato firmato nel mese di febbraio 1978. Come vede non ci sono periodi vacanti: essendo i due immobili molto vicini quei 15 giorni sono serviti alle suore per finire il loro trasloco e all’Università per cominciare ad approntare i locali a suo uso. L’affitto con il Centro universitario dura fino al luglio 2009, quando avviene la vendita e quindi il passaggio di proprietà del bene. Quindi spero di aver risposto alle sue domande: non ci sono tempi in cui l’immobile rimase vuoto, nel senso che o c’erano le suore che stavano traslocando o c’era il Loyola che stava approntando i suoi locali. Inoltre all’inizio del viale c’è sempre stato un cancello a delimitare la proprietà. L’immobile non aveva allora le dimensioni attuali.,,
Cordiali saluti.
sr Laura Restelli Sede Legale-Economato Generale Suore Domenicane di Santa Caterina da Siena Via degli Artisti 17 - 00187 ROMA " :
dunque : al 16.3.78 non c´era nessuna Loyola a via Massimi 114 e non c´era nessun cantiere perché la Loyola affittò preesistenti locali delle suore. Se solo gli scoopisti della domenica verificassero prima di dar fiato alle trombe...Ma se lo facessero, non sarebbero quel che sono. Abbiamo agli atti della prima commissione d´inchiesta due testimoni oculari d’eccezione : la signora Iole Dordoni sta passeggiando col cane all’angolo tra via Carlo Belli e via Marcello Casale De Bustis, quando vede sopraggiungere a grande velocità il convoglio dei terroristi : una grande scura (la 132) seguita da due piccole (le due 128, blu e bianca). Arrivano alla catena che chiudeva De Bustis, la manipolano, la superano e proseguono dritti passando a DESTRA della quercia che stava un tempo in mezzo alla strada DOPO la svolta a sinistra per il tratto di via Massimi dove c’è il 91. La Dordoni vede bene che il convoglio NON gira a sinistra per quel tratto di Massimi : va dritto, passa la quercia a destra, NON gira a destra dove c´è oggi (ma NON al 16.3.78) l’università Loyola dei gesuiti. Superano Villa Rossini, che sta DOPO la svolta per Massimi 91 e DOPO la svolta per la Loyola. La Dordoni specifica ad Imposimato nel ´79 che i terroristi NON girano a destra per infilare il viottolo del 114 :
CM 42, p. 511 .
Insomma : i terroristi NON portano Moro a via Massimi 91, né al 114 (Loyola). Vanno dritti giù per il tratto di Massimi (una via con due tronconi) che arriva a via Serranti. Tutto ciò è confermato indipendentemente dall’altra oculare preziosa, la fu signora Anna De Luca in Angelini, che abita prospiciente la catena di De Bustis. Anche lei vede il convoglio proseguire dritto giù verso via Serranti. Nuovi edifici ed ampliamenti furono operati dalla Loyola solo DOPO l´acquisto degli immobili dalla suore nel 2009 (fonte sito John Felice Rome Center). Quindi il disegno di Gradoli NON può essere quello di inesistente cantiere Loyola.
(dal sito del jfrc) :
" 1978: The Rome Center moves to its current location, a spacious residential campus on Via Massimi, atop Monte Mario. The converted former convent is a large, U-shaped building, which houses classrooms, student dormitories, administrative offices, a cafeteria, a coffee bar, and more....
2009: Loyola purchases the Via Massimi campus. ", Il primo nuovo edificio è inaugurato solo nel 2011 : " 2011: The state-of-the art library, or Information Commons (IC), is inaugurated." Il secondo nuovo edificio, solo nel 2015 : " 2015: The new dining hall – known by students as the mensa – opens in the spring semester." Il terzo. solo nel 2020 : " 2020: After more than a decade of fundraising and planning, the JFRC inaugurates its new residential hall and chapel." E voglio davvero sperare che ora finalmente questo zatti si dia all´ippica e la smetta di alzare polveroni demenziali sul caso Moro — 48 anni di stratigrafia del depistaggio bastano e avanzano.
ALETH
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Gianni Morra
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28 marzo 19:20
LEONARDI : WUNDBALLISTIKby Aleth Saturday, Mar. 28, 2026 at 6:06 PM
Analisi critica della relazione medico-legale sull´assassinio di Oreste LeonardiLEONARDI : WUNDBALLISTIK - 1
La relazione medicolegale su Leonardi è in CM 44 : 749 sqq.
https://memoria.cultura.gov.it/documenti-online/-/doc/detail/200/044%20%20volume%20XLIV?keyword=
Si comincia al solito con la necroscopìa.
Il primo foro d´ingresso è sulla bozza parietale dx, quasi vertice del capo. La forma è rotondeggiante, segno generalmente, d´ impatto quasi perpendicolare.
Il diametro è cm 0,7, compatibile grosso modo coi 4 proiettili 9x19 PB repertati nel cadavere e tra gli abiti. Essi non includono questo proiettile al cranio, che fuoruscì dalla nuca a sn e non fu mai identificato.
I margini del foro sono leggermente irregolari ed escoriati, ma nulla si dice di eventuale contusione tipica dei fori d´ingresso, nulla di eventuale orletto ecchimotico-escoriato. Il DiMaio (Gunhot Wounds, 3d edition, CRC Press 2016, p.75) afferma :
" Most wounds with microtears show absence of an abrasion ring."
Ed infatti, qui abbiamo due piccole intaccature lacere di un paio di cm ciascuna che interrompono i margini.
Il tramite emerge dalla nuca a sn subito sotto attaccatura capelli con lacerazione obliqua a margini leggermente estroflessi lunga 1 cm : l´estroflessione aiuta a distinguere uscita da ingresso. Ma se la lesione in uscita è obliqua e quella in entrata era rotondeggiante, vuol dire che il tramite non fu rettilineo ma in qualche modo deflesso dall´urto con le dure ossa craniche. Oppure che il proiettile non uscì di punta, per via di yawing e tumbling (deviazioni dall´asse della direzione di moto), o che uscì deformato. Da ipotizzare qui pure, dato che le foto risalgono a diverse ore dopo la strage, elastic tissue recoli (ritrazione elastica dei tessuti) fenomeno comune per cui la cute lesa tende a richiudersi.In generale i tramiti nel cranio e busto di Leonardi hanno tutti andamento leggermente dx-sn, quale più quale meno. Questo foro parietale presenta maggiore accentuazione dell´obliquità dx-sn, maggiore plausibilmente per deflessione o per postura più angolata del cranio al momento dell´impatto.
L´ingresso non ha effetti secondari, ma i medici nulla dicono di eventuale analisi dei capelli che hanno tagliato per evidenziare il foro : i capelli trattengono gli effetti secondari, quindi non sappiamo se lo sparo avvenne entro i 30 cm circa (distanza entro la quale il tatuaggio è molto probabile), i 90 circa (tatuaggio ancora possibile ma molto meno probabile) o da più lontano di 90 cm (tatuaggio assente).
ALETH
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Gianni Morra
(---.---.---.238)
28 marzo 23:43
LEONARDI : WUNDBALLISTIK - 2
Sempre sul foro parietale, vediamo l´autopsia CM 44 : 756 sqq. La misura qui data del diametro è diversa da quella data in necroscopìa : 1,1 cm invece di 0,7. Par di capire che la differenza sia dovuta al misurare il foro dal lato interno, del tavolato interno della teca cranica. Qui il foro appare netto nella sua emicirconferenza anteriore, assai irregolare e scheggiato a carico appunto del tavolato interno nella posteriore. Tutto ciò dovrebbe indicare che il foro ha la classica forma a cono rovesciato, ovvero si va allargando all´interno del cranio, e questo è tipico dei fori d´ingresso non solo nel cranio ma pure nel vetro ad esempio. Se il foro è rotondeggiante, l´incidenza in entrata è quasi perpendicolare : allora perché diverge la forma delle due semicirconferenze interne ? E perché irregolarità e scheggiatura sono solo dal lato interno e non anche esterne ? Le risposte possibili sono diverse : 1. ingresso quasi perpendicolare vuol dire che una minima obliquità c´era, e questo può causare smussature asimmetriche all´interno 2. la bozza parietale non ha spessore uniforme, e quindi la cinetica del proiettile non si applica necessariamente in modo uniforme 3. il proiettile dopo il primo urto col tavolato esterno potrebbe aver cominciato a deformarsi o destabilizzarsi, causando penetrazione ed uscita asimmetriche sul lato interno del tavolato. Nella parte 1 ho già detto che l´obliquità dx-sn di questo tramite è più accentuata degli altri nel cranio e busto, frutto di probabile deflessione all´interno del cranio, oppure della particolare angolazione del cranio di Leonardi al momento dell´impatto.
L´impatto del proiettile con l´osso parietale e poi la perforazione del cervello comportano diminuzione di velocity. per cui in uscita il proiettile poté non avere energia sufficiente a causare ferita più larga dell´ingresso come solitamente accade, tant´è che il foro di uscita nella teca cranica bassa misura 0,7 cm : però solo dal lato osseo interno, mentre la ferita d´uscita vera e propria misura 1 cm stando alla necro.
La spiegazione più plausibile è questa : in entrata lato esterno abbiamo 0,7 cm, che diventano 1,1 sul lato interno del cranio perché la forma tipica di queste ferite d´ingresso è a cono rovesciato ; viceversa in uscita abbiamo 0,7 cm sulla teca cranica bassa e 1 cm esternamente sulla nuca , quindi il cono svasa verso l´esterno simmetricamente a come svasava verso l´interno in entrata : tutto questo è tipico, e confermato dai medici che scrivono a 758 con riferimento al foro di uscita nella teca cranica bassa : " svasatura prevalente a carico della teca esterna ".ALETH
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Gianni Morra
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29 marzo 14:10
LEONARDI : WUNDBALLISTIK - 2 (nuovo edit riveduto corretto ampliato)
Sempre sul foro parietale, vediamo l´autopsia CM 44 : 756 sqq. La misura qui data del diametro è diversa da quella data in necroscopìa : 1,1 cm invece di 0,7. Par di capire che la differenza sia dovuta al misurare il foro dal lato interno, del tavolato interno della teca cranica. Qui il foro appare netto nella sua emicirconferenza anteriore, assai irregolare e scheggiato a carico appunto del tavolato interno nella posteriore. Tutto ciò dovrebbe indicare che il foro ha la classica forma a cono rovesciato, ovvero si va allargando all´interno del cranio, e questo è tipico dei fori d´ingresso non solo nel cranio ma pure nel vetro ad esempio. Se il foro è rotondeggiante, l´incidenza in entrata è quasi perpendicolare : allora perché diverge la forma delle due semicirconferenze interne ? La risposta più plausibile dice due cose : 1. ingresso quasi perpendicolare vuol dire che una minima, o più che minima, obliquità c´era, e questo può causare smussature asimmetriche all´interno. 2. Che il proiettile entrando un po´ angolato sul lato esterno del cranio, ha grattato di più sul lato interno del parietale, la semicirconferenza posteriore, scheggiandola : questo pare implicare che l´obliquità dell´angolo d´incidenza in entrata fosse da anteriore a posteriore.
E perché irregolarità e scheggiatura sono solo dal lato interno e non anche esterne ? Perchè quando il proiettile impatta sul lato esterno del cranio è ancora stabile ; inoltre il tavolato esterno del cranio è più denso e compatto, quindi la perforazione risulta più netta e pulita (rotondeggiante come nel nostro caso), mascherando in certo modo l´obliquità dell´incidenza.
Nel perforare la diploe (strato osseo spugnoso che sepata tavoltato esterno ed interno della volta cranica) e poi impattare il tavolato interno, il proeittile scarica la sua cinetica, creando cavità tempranea la cui pressione aumenta i danni interni. Ecco perché il tavolato interno si scheggia.
Il fatto poi nel nostro caso, che sia scheggiato ed irregolare solo nella semicirconferenza posteriore, vuol dire che l´impatto non fu perfettamente ortogonale, ma obliquo da lato anteriore (il lato verso la fronte) a lato posteriore (il lato verso la nuca, da cui infatti fuoriesce il proiettile a sn). Questo è importante, perché se ne dedurrebbe che Leonardi in uscita piegata, al momento di questo impatto parietale avesse la testa rivolta verso la sua dx - verso cioè, la nuvola di bossoli calibro 9x19 repertata fra retro della Clubman e muso dell´Alfetta.
Nella parte 1 ho già detto che l´obliquità dx-sn di questo tramite è più accentuata degli altri nel cranio e busto, frutto di o improbabile deflessione all´interno del cranio, oppure più verosimilmente, della particolare angolazione del cranio di Leonardi al momento dell´impatto.
L´impatto del proiettile con l´osso parietale e poi la perforazione del cervello comportano diminuzione di velocity. per cui in uscita il proiettile poté non avere energia sufficiente a causare ferita più larga dell´ingresso come solitamente accade, tant´è che il foro di uscita nella teca cranica bassa misura 0,7 cm : però solo dal lato osseo interno, mentre la ferita d´uscita vera e propria misura 1 cm stando alla necro.La spiegazione più plausibile è questa : in entrata lato esterno abbiamo 0,7 cm, che diventano 1,1 sul lato interno del cranio perché la forma tipica di queste ferite d´ingresso è a cono rovesciato ; viceversa in uscita abbiamo 0,7 cm sulla teca cranica bassa e 1 cm esternamente sulla nuca , quindi il cono svasa verso l´esterno simmetricamente a come svasava verso l´interno in entrata : tutto questo è tipico, e confermato dai medici che scrivono a 758 con riferimento al foro di uscita nella teca cranica bassa : " svasatura prevalente a carico della teca esterna ".
Si tenga presente che una perforazione craniale da proettile ha 4 lati ossei : ingresso in tavolato esterno ; uscita da tavolato interno (sempre dello stesso osso impattato, nel nostro caso il parietale dx) ; ingresso in tavolato interno (nel nostro caso, della teca cranica bassa) ; uscita da tavolato esterno (nel nostro caso, della teca cranica bassa).
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Gianni Morra
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29 marzo 18:23
LEONARDI : WUNDBALLISTIK - 3
Lo scopo di questi ragionamenti e studi anatomici di Wundballistik è cercare di contribuire alla comprensione della dinamica dell´assassinio del Maresciallo : in che postura e posizione è stato colpito ? In che postura e posizione stava il suo assassino ? Tutta la dinamica della strage di via Fani e del sequestro di Moro dipendono da domande del genere.
Avvertenza : non intendo assolutamente atteggiarmi a, o spacciarmi per, medico legale o perito balistico : non sono né l´uno né l´altro. Sono un artista_saggista che da anni studia il caso Moro, e sono pertanto andato studiando al meglio delle mie capacità e cultura generale, 3 manuali standard per balistica e Wundballistik di 3 esperti dei rami riconosciuti a livello internazionale :
Vincent J.M. DiMaio, Shotgun Wounds, 3d ed., CRC Press 2016 ;
Haag & Haag, Shooting Incident Reconstruction, 2nd ed., Elsevier 2011 ;
Beat P. Kneubuehl et all., Wundballistik, 4. Aufl., Springer 2022.
Più quanto di serio trovo in rete sui temi suddetti.Da quando iniziai lo studio del caso Moro a metà luglio 2018, e fino all´anno scorso 2025, ipotizzavo che tramiti come quello craniale di Leonardi appena descritto potessero provenire da cecchino sopraelevato. ma da quest´anno 2026, approfondendo sempre più intensamente per quanto io possa e sappia, lo studio in Wundballistik, ho via via accantonato l´ipotesi sopraelevazione.
Tutto dipende dalla posizione : certamente un foro d´ingresso in cima al cranio non impatta con Leonardi seduto in macchina. Non torno nemmeno più sulle cazzate di morucci-boffi sul Maresciallo che tenta il salto in ventrale all´indietro per proteggere Moro cascandogli addosso.De Andreis e Veltri ci dicono, la prima direttamente, il secondo indirettamente : Leonardi uscì, reagì uscendo, fu ucciso fuori e ributtato dentro.
È dunque fuori della 130, e sul lato dx di Fani rispetto alla direzione di marcia del convoglio di Moro, che va cercato l´assassino.Sopraelevato no, primo perché il rasoio di Occam in generale ci orienta verso la soluzione più semplice ed economica se funziona, prima di complicare le cose. Secondo perché un cecchino sopraelevato avrebbe usato fucile, che provoca effetti esplosivi nel cranio assenti in Leonardi (vedi Kennedy). Terzo per la totale assenza di reperti balistici di fucile sulla scena del crimine. Quarto e direi soprattutto, perché la maggior parte dei tramiti su Leonardi (cranio e busto) hanno direzione dx-sn, leggera obliquità dx-sn : entrano nell´emisoma dx ed escono o si fermano nel sn.Insomma siamo di fronte ad una nuovola di tramiti dx-sn per così dire : e come le nuvole di bossoli orientano verso raffiche da stessa arma in stessa posizione, così la nuvola di tramiti in esame orienta verso Leonardi colpito e ucciso da una o più raffiche di mitra e non da colpi singoli di pistola o fucile.
Che le obliquità dei tramiti siano leggermente diverse dipende dalle varie angolazioni assunte dalla vittima mentre viene investita dalla raffica.
I medici confermano che almeno 7 dei colpi sono stati esplosi in rapida successione.
Dunque Leonardi esce, ma non in piedi altrimenti in cima al cranio poteva colpirlo solo un cecchino sopraelevato. Esce piegato per ripararsi avendo già sentito le prime raffiche all´Alfetta ed i colpi singoli iniziali con cui inizia la strage, compresi almeno due spari attraverso il deflettore di Ricci.
Esce dunque piegato, capo in avanti. Questa è la posizione più probabile in cui viene attinto dalla raffica mortale. L´assassino gli spara dalla posizione indicata dalla nuvola di 7 bossoli dietro la Clubman che potete vedere qui nella piantina della scientifica 2015 :
gerograssi.it/cms2/file/casomoro/DVD20/0197_003.pdf
p. 112.
Che poi sono più di 7 i bossoli della stessa arma repertati da quella parte. Nessuna certezza su quale fosse quest´arma, solo che era un mitra, né su chi fosse il killer e da dove sia sbucato fuori : forse dalla CD, teste De Andreis. E forse il killer non era solo in quella zona, bensì coperto da un altro o altri due in caso Zizzi e Iozzino avessero tentato la sortita proprio in quel momento.Non posso dirmi certo di tale ricostruzione : sono indizi non prove. Ma non vedo altra spiegazione.
Vana è l´obiezione vulgatara che in quella posizione, il killer rischiava fuoco amico di chi sparava dall´Olivetti : quando le macchine si fermano e Leonardi esce, nessuno spara più tranne il suo assassino, in perfetta coordinazione programmata. Infatti quando istanti dopo arriva il teste Marini all´incrocio lato Fani bassa, non sta sparando nessuno e non sta succedendo assolutamente niente : il Maresciallo è morto,il suo assassino sparito,Ricci bloccato, Rivera ucciso dalle prime raffiche precedenti, Zizzi acquattato sotto il cruscotto paralizzato dal terrore, Iozzino in attesa di spiccare l´ultimo balzo.
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30 marzo 12:37
LEONARDI : WUNDBALLISTIK - 4
Il secondo foro d´ingresso che uccide istantaneamente Leonardi è sempre nel cranio, tempia dx (p.751). Sta 5 cm sopra e 2 cm davanti al trago. È una lesione che i medici definicono leggermente ovalare. Osservatene la foto p. 784 di CM 44 :
memoria.cultura.gov.it/documenti-online/-/doc/detail/200/044%20%20volume%20XLIV?keyword=
Sembra ellissi verticale ma : questa è tutta la lesione, però il foro vero e proprio, che nella pessima riproduzione non si distingue, è in realtà rotondeggiante, con diametro di cm 0,8, più o meno come il foro parietale. Ripeto che tale misura è perfettamente compatibile con i bossoli 9x19 mm pb repertati nella posizione (7) della piantina nei cui pressi penso fosse stazionato l´assassino :
https://www.gerograssi.it/cms2/file/casomoro/DVD20/0197_003.pdf
112 scan.
I fori di proiettile non corrispondono quasi mai esattamente al diametro del proiettile, ma stanno in un range vicino ad esso.
L´intera lesione, comprendente foro + ampia escoriazione superiore di mm 7, misura 1,5 cm nell´asse verticale e 0,8 in quello trasversale. I margini del tutto sono nettamente escoriati e contusi, come tipico dei fori d´ingresso.
L´estesa escoriazione superiore in genere indica impatto dall´alto, e farebbe pensare a incidenza non perpendicolare, molto angolata, quasi radente/tangenziale. Però il foro vero e proprio è invece rotondeggiante, il che in generale significa ingresso quasi perpendicolare. Come si conciliano i due aspetti ?
Forse qui entra in gioco la ETR (elastic tissue recoli) : la pella colpita dal proiettile e infine perforata "rimbalza" richiudendosi attorno al foro facendolo sembrare a volte rotondeggiante quando inizalmente non lo era.
Spesso, succede che i fori restino rotondeggianti anche se l´impatto è angolato, almeno finché l´angolo non diventa troppo stretto (meno di 20 gradi circa rispetto alla superficie della pelle colpita : il foro diventa ellittico). Vedemmo nel foro parietale, altro impatto obliquo con foro rotondeggiante.
Vediamo pertanto di verificare calcolando l´angolo d´incidenza.
Ripeto : l´eccentricità superiore, cioè la più ampia escoriazione sopra il foro, indica provenienza dall´alto del proiettile : dall´alto non vuol dire qui da un terrazzo o simili, ma semplicemnte, con tutta probabilità, che Leonardi era piegato e l´assassino in piedi.
Se il diametro è mm 8, = larghezza Lar ; e l´asse verticale della lesione intera è mm 15 (diametro foro + ampiezza escoriazione superiore) = lunghezza Lung, l´angolo d´incidenza theta del proiettile rispetto alla superficie della pelle si calcola trigonometricamente col rapporto tra Lar e Lung :
seno (theta) = Lar : Lung = 8 : 15
e la funzione inversa del seno :
arcsin(8:15)= arcsin(0,5333)= 32.23 gradi circa.
Siamo dunque ben sopra il range sotto i 20 gradi che determina cambio forma del foro da rotondeggiante ad ellittico.
Quindi : lo sparo viene da killer posizionato in piedi con la canna inclinata in basso verso il capo di Leonardi piegato. Nonostante il foro rotondeggiante, l´ampia eccentricità dell´escoriazione superiore rivela che l´incidenza non fu perpendicolare ma acuta.
I 32 gradi circa (rispetto alla superficie temporale impattata) sono compatibili con i circa 30 gradi dell´angolo verticale del tramite precedente parietale dx- nuca sx. Ancora una volta si conferma stessa raffica da stesso killer in piedi, dalla dx di Leonardi piegato in uscita.
Con la riserva però, che il fatto che il proiettile temporale sia uscito integro o quasi, con coimplica necessariamente assenza di deflessione intracorporea. Tuttavia rende tale assenza più probabile che non. DiMaio cit., p.101 :
„ As a general rule, after striking or perforating bone, bullets are not deflected from
their original trajectory through the body. „
Eccezioni esistono, ma secondo l´autore sono rare.
Questo proiettile temporale fu recuperato, estratto in fondo al torace del Maresciallo tra le costole (dove terminò la corsa dopo aver perforato mandibola dx, collo, cuore) : è un 9x19 mm pb, detto anche 9 lungo, e potete vederlo qui (CM 47) :
memoria.cultura.gov.it/documenti-online/-/doc/detail/203/047%20%20volume%20XLVII?keyword=
p.397 : non è chiaro quale dei due sia, ma sono uguali. Notate che sono quasi perfettamente integri, privi di deformazioni e frammentazioni.
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Gianni Morra
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30 marzo 18:31
LEONARDI : WUNDBALLISTIK - 5
Il tramite intracorporeo di questo secondo foro d´ingresso alla tempia dx attraversa la mandibola dx, la metà dx del collo, l´apice del polmone dx, sempre alto-basso e con lieve obliquità dx-sn ; poi perfora il cuore dove l´obliquità si accentua, e termina la sua corsa a livello del VI spazio intercostale sul dorso presso la colonna vertebrale. Anche questo proiettile dunque fu istantaneamente mortale, lo sarebbe stato anche da solo come il primo. Chiaramente chi spara è un professionista che sa il fatto suo e centra Leonardi con tutta la raffica o quasi, ben 9 volte. 7 proiettili lo trapassano (5 si "perdono" e 2 saranno repertati tra gli abiti - il percorso di questi 2 però non è affatto chiaro dalle fonti), 2 vengono estratti dal cadavere.
Poiché Leonardi è trafitto da 5 proiettili fuorusciti completante da corpo e abiti, è probabile e plausibile cha alcuni dei 5 si siano infissi nello sportello dx che aveva aperto per uscire, e che pertanto si trovò come lui sulla linea di tiro dell´assassino. osservate queste foto :
gerograssi.it/cms2/file/casomoro/DVD20/0197_003.pdf
p.21 fig.10 : boffi descrive arbitrariamente il foro B come prodotto da sn a dx, cioè da lato Olivetti, perché postula erroneamente Leonardi seduto a sportello chiuso. Se invece più plausibilmente poniamo Leonardi fuori a sportello aperto, allora B può benissimo provenire dal mitra dell´assassino, con proiettile trapassante Leonardi o andato a vuoto. Idem dicasi a maggior ragione per il foro C della fig. 11 p.22, che oltretutto viene nettamente dall´alto e quindi impossibilmente dall´Olivetti piano strada.
Proiettili e frammenti di proiettile furono rinvenuti dalla scientifica 1978 nella portiera di Leonardi, ma non mi risulta siano stati analizzati alla ricerca di residui organici. Sempre la solita omissione d´inchiesta.
ALETH
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Gianni Morra
(---.---.---.196)
31 marzo 10:59
LEONARDI : WUNDBALLISTIK - 6
Infuria che i medici legali nel descrivere ogni foro non inseriscano subito la foto, bensì raggruppino tutte le foto senza didascalia e alla rinfusa (senza rispecchiare l´ordine di descrizione della necroscopia, roba da impazzire) alla fine della relazione per cui occorre ingegnarsi a capire dalle pessime riproduzioni quale foro sia quale.
Cmq la prima foto a 783 dovrebbe corrispondere al terzo foro descritto in necroscopia 752 : deltoide dx, ma attenzione : è la seconda lesione della foto, quella più lunga ed irregolare, alla fine del deltoide già sul braccio. Infatti i medici scrivono che la lesione ha asse maggiore lungo l´asse del braccio. Oltretutto non si capisce come mai i medici diano la misura di cm 2 per la soluzione di continuo quando la foto porta un righello scala in corrispondenza lungo almeno 4 cm. Forse i 2 cm si riferiscono al solo foro vero e proprio, che nella pessima riproduzione non si vede affatto, o più probabilmente, al diametro minore della lesione. Allucinante la sciatteria del tutto.
Il tramite intramuscolare è superficiale, ed emerge da una ferita che non si vede e non si capisce esattamente dove sia, lunga o larga 1,5 cm a livello delle prime vertebre dorsali, 4 cm a dx della linea delle apofisi spinose (elementi ossei dietro ogni vertebra). Mai letto necroscopia più sgangherata. Cmq il foro d´uscita dovrebbe essere quello più in basso a 784, prima foto, perché i medici scrivono che si trova a livello delle prime vertebre dorsali.
Osservando l´ingresso, si nota bene che la banda escoriata è arrotondata sul margine dx ed appuntita sul sn : classico segno in Wundballistik, che 1. il proiettile ha impattato obliquamente e non perpendicolrmente ; e 2. esso viaggiava da dx a sn.
L´autopsia salta del tutto questo tramite. Di bene in meglio...
Posso soltanto dire, osservando la lesione d´ingresso, che la sua forma allungata denota ingresso non perpendicolare, ad angolo d´incidenza alquanto acuto come nel secondo foro alla tempia dx. Evidentemente la raffica prese in pieno Leonardi sulla sommità del capo mentre usciva piegato, colpendo invece com`è intuitivo più tangenzialmente le zone laterali dell´emisoma dx come tempia dx e deltoide dx.
Quindi si conferma con ogni verosimiglianza, che il Maresciallo morì di raffica, probabilmente unica dato che lo prese nella stessa zona corporea dx e con uguale andamento prevalente leggermente dx-sn.
Questo colpo al deltoide non è grave né ovviamente mortale né incapacitante, ma Leonardi come detto muore immediatamente per via dei colpi al cranio e di un altro che vedremo.
Riassumo la mia nuova ipotesi ricostruttiva della dinamica di Fani fin qui, ipotesi che sono andato elaborando su basi di Wundballistik da quest´anno 2026 : la strage si apre con colpi singoli, da 1 a 5 a seconda delle testimonianze. Non escluso che furono di più ma che i successivi furono coperti dal rumore delle raffiche. Tali colpi singoli sono di pistola, diretti alla 130 attraverso il deflettore di Ricci, per non rischiare di colpire Moro. Lo scopo di essi è disorientare e paralizzare Ricci (che infatti percorre ultimi metri a strappi stando a Samperi), e provocare prevedibile uscita Leonardi atteso dal suo assassino alla dx del convoglio ; non si uccide subito Ricci perché ad auto ancora in movimento anche se rallentato per via dello stop, il rischio di errore che uccida Moro dietro Ricci è troppo alto.
Quando arriva sulla scena allo stop basso il teste Marini, non succede nulla : il grosso della strage è già finito : le prime raffiche, sparate con ogni probabilità dalle posizioni B e K tra Cooper e 127 rossa contro l´Alfetta di scorta, hanno ucciso Rivera e costretto Zizzi e Iozzino ad acquattarsi sui pianali per schivare i proiettili. Leonardi è stato crivellato in uscita da raffica mortale proveniente dal lato dx rispetto al senso di marcia del convoglio di Moro. Ricci è paralizzato al volante, illeso ma impossibilitato a muoversi e prendere la pistola a fianco nel portaoggetti tra i due sedili perché colpi singoli hanno centrato il suo deflettore quindi ha timore di piegarsi in avanti. I testi Marini, Caliò e Conti vedono a questo punto un aviere rompere il vetro di Ricci e ucciderlo a raffiche. Ma è plausibile che prima abbiano estratto Moro e lo abbiano condotto fuori tiro. Non escludo che Ricci abbia scambiato gli avieri per poliziotti venuti a salvare lui e Moro. Iozzino tenta ora la sortita diperata ed eroica, e viene falciato da B e K e forse anche da casimirri e/o lojacono.
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Gianni Morra
(---.---.---.196)
31 marzo 16:05
LEONARDI : WUNDBALLISTIK – 7 e fine
La quarta lesione da proiettile descritta in necroscopia : p.752 di CM 44. Sta sull´acromion dx (in cima alla spalla dx : vedere qui cosa è l´acromion e dove sta :
https://www.cervicalevertigini.it/patologie-acromion-claveare/ ). È ferita intramuscolare, alquanto superficiale, col solito orientamento da dx a sn e leggermente alto-basso, con fuoruscita sul margine superiore della scapola si suppone quella dx. Il foro d´uscita dovrebbe essere quello della foto a 784, quello più in alto. Il foro d´ingresso a 783, prima foto, foro più in alto. I medici lo descrivono come banda escoriata canalare, che nelle foto appare più confacente al deltoideo, ma ripeto : la confusione è inevitabile quando non si posizionano le foto accanto ad ogni singola lesione corrispondente, con chiare ed inequivocabili didascalie su quale foro sia quale.
A questo punto (753) la necroscopia e tutto il resto della relazione diventano delirio confusionale : si descrivono altri 3 fori d´ingresso in cima alla spalla dx, mediali rispetto ai precedenti cioè verso la colonna vertebrale, fori che non vedo per nulla nelle foto : il primo ha tramite che fuoriesce sotto scapola dx. È da notare il diametro minore (0,6 cm) rispetto ai fori precedenti e seguenti (che stanno su 0,7-0,8, più compatibile col 9x19 pb): Tuttavia ripeto che non è possibile trarre conclusioni da differenze piccole perché i diametri degli ingressi non corrispondono quasi mai esattamente a quelli dei proiettili e quindi ai calibri delle armi corrispondenti.
Sempre sulla sommità della spalla, segue descrizione della seconda delle tre lesioni misteriose d´ingresso che non identifico nelle foto : sta a 6 cm medialmente alla precedente quindi potrebbe essere quella della foto a 782, anche perché è rotondeggiante come da descrizione in necroscopia 753. L´alone di escoriazione è in prevalenza laterale, con impatto pertanto obliquo e penetrante nel torace dall´alto in basso (tramite che, ripeto ad nauseam, diventa orizzontale o quasi a Leonardi uscito piegato).
Questo proiettile dovrebbe corrispondere a quello descritto nella sezione considerazioni medico-legali p. 770 : interessa il polmone destro, scalfisce la III vertebra dorsale e fuoriesce dalla regione dorsale inferiore sempre a dx. Solo che detto tramite è bensì alto-basso relativamente alla posizione anatomica di riferimento standard (cioè a busto eretto in piedi) di Leonardi, ma non è nettamente obliquo come quello descritto in necroscopia, e dunque non spiega alone laterale che indicherebbe invece provenienza da dx verso sn. Oltretutto, l´ingresso della foto a 782 è più sotto la nuca che sulla sommità della spalla.
A 760 i medici paiono correggersi scrivendo di minore obliquità dx-sn.
Mi è impossibile accertare qui, data l´assenza di riferimenti tra fori e foto come detto.
Spero che un medico legale un giorno prenda in mano questa relazione (e tutte le altre) e rimetta insieme le tessere del mosaico. Sarebbe il caso finalmente, dopo 48 anni !
Altra foto misteriosa p.783 : sembra la spalla sn di Leo, e par di vedervi un foro, ma Leo non ha ingressi a sn !
Seguono due ingressi a braccio ed avambraccio dx.
Infine, altro sul torace alto a dx, sulla linea ascellare anteriore, dovrebbe corrispondere alla seconda foto di 785. Questo tramite viaggia nettamente da dx a sn, interessando polmone dx, diaframma, fegato, base del polmone sn e finisce nei tessuti molli all´VIII costola sn.
P.761 informa che qui si rinviene proiettile (è un 9x19 pb full metal jacket ad ogiva rotonda). Foto del proiettile ( e dell´altro estratto dal cadavere nella stessa zona, proveniente dal foro alla tempia dx) a CM 47 : 397 :
https://memoria.cultura.gov.it/documenti-online/-/doc/detail/203/047%20%20volume%20XLVII?keyword=
Non mi risulta siano stati mai comparati questi due proettili coi bossoli 9 lungo repertati dietro la Clubman. Ad oggi tutti i reperti balistici della 130 e quelli estratti da e su Leonardi risultano misteriosamente spariti da 11 anni...
Termina qui ciò che ho potuto ricavare con le mie sole forze dalla Wundballistik su Leonardi.
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