giovedì 14 maggio - Riccardo Noury - Amnesty International

Aerei dell’Ice con migranti espulsi a bordo fanno carburante in Irlanda

L’aeroporto irlandese di Shannon è uno scalo cruciale per i rifornimenti dei voli transatlantici. Fin qui nulla di male. Ma Amnesty International e l’ong statunitense Human Rights First hanno verificato che, negli ultimi 12 mesi, a fare il pieno di carburante sono stati anche i voli dell’Agenzia federale per le dogane e l’immigrazione, più nota con l’acronimo Ice.

ICE Flight Monitor, un programma specializzato di Human Rights First, ha verificato che tra maggio 2025 e febbraio 2026 l’agenzia statunitense ha eseguito, attraverso aerei civili presi a noleggio, cinque operazioni di espulsione illegale, in assenza di procedure eque, di persone migranti facendo scalo a Shannon prima di proseguire, col serbatoio pieno, verso le destinazioni finali: Sud Sudan, Eswatini, Ruanda e Israele.

Secondo e ricerche svolte dalle due organizzazioni, a bordo dei cinque voli c’erano almeno 28 persone.

Gli ultimi due rifornimenti hanno avuto luogo il 17 marzo. I due aerei sono poi atterrati in Polonia, all’aeroporto di Rzeszów-Jasionka. Amnesty International e Human Rights First sospettano che a bordo vi fossero cittadini di nazionalità ucraina, con ogni probabilità poi trasferiti via terra in Ucraina, non esattamente uno stato sicuro dove rimpatriare persone, essendo sottoposto da oltre quattro anni alla guerra di aggressione russa.

Di fronte alla prime notizie che circolavano mesi fa sulla stampa, il dipartimento dei Trasporti irlandese ha dichiarato che gli aerei privati – anche se noleggiati dal governo statunitense – devono solo notificare, e non chiedere l’autorizzazione, che effettueranno rifornimenti di carburante a Shannon.

Questo è solo parzialmente vero: la Convenzione internazionale sull’aviazione civile internazionale, firmata a Chicago nel 1944, non parla di autorizzazioni ma sancisce il principio, valido in generale per tutti gli accordi, che le sue disposizioni non possono essere interpretate in un modo che non rispetti il diritto internazionale dei diritti umani.

Certo, l’Irlanda ha il diritto di decidere come il suo spazio aereo e il suo territorio vengano usati da altri stati, hanno sottolineato Amnesty International e Human Rights First. Ma nel prendere accordi con stati terzi, non deve rendersi complice di un sistema crudele e illegale di espulsioni di persone residenti negli Usa verso luoghi con cui non hanno alcuna relazione.

Oltretutto, è discutibile definire “aerei civili” dei velivoli che operano per conto di un’agenzia statale.

Questa vicenda ci riporta indietro di vent’anni, quando l’aeroporto di Shannon era usato dalla Cia per rifornire i propri aerei (anche in questo caso, presi a noleggio da compagnie civili) che trasportavano illegalmente da un luogo di detenzione all’altro nel mondo i detenuti della “guerra al terrore”.

All’epoca, scoppiato il caso, il governo aveva dichiarato che avrebbe “rafforzato i divieti di uso dello spazio aereo, degli aeroporti e delle infrastrutture collegate per scopi contrari al diritto internazionale”. Non pare sia andata così.

Le due organizzazioni hanno dunque chiesto ai ministri dei Trasporti e degli Affari esteri del governo di Dublino di non consentire ulteriormente questo uso dell’aeroporto di Shannon. Averlo fatto ha significato, e continuare a farlo significherebbe, favorire violazioni dei diritti umani.

(La fotografia è tratta da Wikipedia.org)




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