martedì 29 luglio 2025 - Laura Tussi

Ad Alife si coltiva la memoria, perchè il riscatto da violenze e ingiustizie metta radici. Il Giardino della Pace accoglie i pellegrini con un timbro che si stampa nei cuori

Per tutti i pellegrini e i camminatori che percorrono i sentieri d’Italia, la Via Francigena e altre rotte spirituali, è disponibile il timbro del decennale della Fiaccola della Pace e del Giardino della Pace, da apporre sul Passaporto del Pellegrino o sul proprio diario di viaggio. Dall’Albero della Pace si leva un vessillo che rappresenta l’impegno di tutti gli uomini e le donne di buona volontà: la Bandiera della Pace, che il vento fa danzare.

di Laura Tussi su FARO DI ROMA

Ad Alife (Ce), nel Parco Nazionale del Matese, in provincia di Caserta e al confine con il Molise e il Sannio beneventano, sorge il primo Giardino della Pace, della Memoria e del Creato. Un luogo fortemente simbolico, dedicato alla promozione della pace, alla difesa del creato, alla legalità e alla memoria storica. È nato dalla mobilitazione della *Fiaccola della Pace del III Millennio*, un progetto avviato nel 2014 in occasione del centenario della fine della Prima Guerra Mondiale, con la piantumazione dell’Albero della Pace, simbolo della mobilitazione e dedicato a tutte le vittime di guerre, stragi, attentati, terrorismo, violenza e mafie, dagli ultimi cento anni ad oggi.

L’Albero della Pace è l’immagine della Madre che abbraccia nel suo grembo tutti i suoi figli, ovunque dispersi. Figli colpiti e lacerati dalle ferite della guerra, dell’inquinamento ambientale, dell’odio. Figli vittime di ogni forma di violenza, ma anche figli ritrovati. Il progetto è promosso dal Movimento Internazionale per la Pace e la Salvaguardia del Creato del III Millennio, presieduto da Agnese Ginocchio, cantautrice e attivista per la pace.

L’Albero della Pace, della Giustizia e di Madre Terra, insieme a tutti gli altri alberi e piante che lo circondano e alla targa commemorativa, è un luogo di silenzio e rispetto. Chiunque vi passi davanti ha il dovere di fermarsi, portare rispetto e pregare per la pace, per questa comunità ferita e per il mondo intero. L’Albero della Pace è un sacro monumento, sempreverde e vivo, da coltivare e custodire ogni giorno attraverso azioni di pace: è simbolo della Vita che non muore.

Nel corso degli anni, altri alberi sono stati messi a dimora nel giardino, ognuno intitolato a figure che si sono distinte per l’impegno civile e sociale, per la legalità, la difesa dell’ambiente, dei diritti umani e della pace: valore “madre” incommensurabile della storia. Gli alberi ci ricordano l’impegno a proteggerli, a salvaguardare l’ambiente e a custodire il creato, dono del Creatore. Senza il creato e senza gli alberi che ci donano l’ossigeno, elemento essenziale alla vita, l’uomo non potrebbe esistere. Ecco perché abbiamo il dovere di custodirli e proteggerli sempre. Gli alberi sono fondamentali, ma l’Albero della Pace è sacro.

L’Albero della Pace è il sacro monumento in cui dimora lo Spirito del Creatore dell’Universo. Protegge questa comunità dal male e da ogni calamità, e protegge chiunque venga a rendergli omaggio, a curarlo, ad affidargli desideri e sogni, e a pregare per la pace nel mondo. È un dono immenso del Creatore avere, in questa comunità, un *Albero della Pace*: un valore infinito che non ha prezzo.

Il *Giardino della Pace* è gemellato con il *Giardino dei Cinque Continenti* di Scampia (Na), nell’ambito del progetto di *Rete Pangea*, e con l’Istituto Comprensivo “Falcone-Borsellino” di Pietramelara, una scuola che ha aderito alla mobilitazione. È stato intitolato alla memoria di *Gino Strada* e *Teresa Sarti*, fondatori di Emergency, e dei giudici antimafia *Giovanni Falcone* e *Paolo Borsellino*. Ospita eventi commemorativi e iniziative educative rivolte alla comunità e alle scuole, per sensibilizzare sui temi della pace, della nonviolenza e della giustizia sociale.

È aperto a tutti coloro che si mettono in cammino alla ricerca del senso della propria esistenza, della verità, dell’essenza delle cose e della pace, bene assoluto e incommensurabile della storia. E da questo luogo simbolico, ancora una volta, si leva quel vessillo che rappresenta l’impegno di tutti gli uomini e le donne di buona volontà: la Bandiera della Pace, aleggiata dal vento.

Per tutti i pellegrini e i camminatori che vi giungono, è disponibile il timbro del decennale della Fiaccola della Pace e del Giardino della Pace, da apporre sul Passaporto del Pellegrino o sul proprio diario di viaggio.

Laura Tussi

 




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