venerdì 30 aprile - Istituto Italiano di Sessuologia Scientifica

Abusi sessuali nel mondo dei giovani sportivi

Per i giovani atleti tutti gli sport praticati a livello agonistico implicano costanza, impegno e sacrificio, anche se spesso gli aspetti che risaltano maggiormente sono legati alla gioia e all’orgoglio per i risultati ottenuti. L’ambiente sportivo in generale è visto in base agli effetti positivi che ha sui giovani, che oltre ad includere benefici dal punto di vista fisico, riguardano anche miglioramenti nella salute psicologica e a livello sociale (Wankel & Berger, 1990).

I ragazzi ed i bambini tendono infatti a praticare una disciplina per interagire con i propri coetanei, che si tratti di sport individuali o di squadra, ma anche per applicarsi in qualcosa di stimolante e vedere i frutti dei propri sforzi. Molti sportivi, professionisti e non, confermano quanto la forma mentis acquisita sin da piccoli li abbia aiutati in diversi contesti di vita. Per questo motivo è frequente vedere genitori spronare i propri figli a scegliere uno sport il prima possibile, sperando di poterli vedere crescere nell’ottica dei valori imparati.

Per coloro che eccellono in un campo particolare l’impegno aumenta: sono richieste diverse ore di allenamento quotidiano e in giovane età gli atleti vedono gran parte della propria vita girare intorno al mondo che caratterizza la propria disciplina. Questo include una relazione molto stretta e profonda con i propri allenatori, soprattutto per quanto riguarda gli sport individuali, dove gli istruttori rappresentano una importante figura di riferimento con la quale interagire. Mentre nella maggior parte degli ambienti questi rapporti sono un fattore chiave per lo sviluppo delle abilità atletiche e psicologiche degli atleti, in altri contesti finiscono col divenire terreno fertile per un clima di abusi che vanno da sporadiche battutine a molestie sessuali e stupri (Shapiro, 2020).

In uno studio che riassume centinaia di ricerche sull’argomento con partecipanti minorenni provenienti da diversi paesi, è risultato come due ragazze su 10 e circa un ragazzo su 10 riportassero di aver subito abusi sessuali (Stoltenborgh et al., 2011). Il movimento #metoo potrebbe aver favorito le denunce da parte di atlete per lo più famose e spesso maggiorenni, ma il fenomeno interessa diverse fasce di età e tutti i generi. Soprattutto per i più giovani è importante il mantenimento dell’anonimato: anche se i racconti delle vittime potrebbero stimolare le persone a denunciare ciò che hanno subito e non farle sentire sole, il fatto di creare troppo scalpore e vedere la propria carriera sportiva rovinata trattiene i ragazzi dal parlare della propria vicenda.

Il problema nel caso dei minori è aggravato dal fatto che, spesso, gli allenatori godono non solo di una posizione di forza nei confronti dei propri sportivi, ma anche dalla fiducia incondizionata dei genitori nei loro confronti. Un “bravo” allenatore, che permette alla propria squadra di ottenere buoni risultati è solitamente osannato da familiari e sostenitori dei giovani, la sua parola è tenuta in grande considerazione dall’entourage, oltre che dagli sportivi stessi. Questi fattori, uniti al fatto che alcuni sport presuppongono stretti contatti anche fisici tra i praticanti e gli allenatori, possono contribuire a rendere bambini ed adolescenti vulnerabili ad alcune forme di abuso sessuale. Alcuni ricercatori infatti sostengono che sia difficile individuare le situazioni in cui viene oltrepassata la linea di demarcazione fra normali interazioni volte al sostegno morale o all’insegnamento e quelle che costituiscono un abuso, proprio per via dell’enfasi dei momenti agonistici e per via del rapporto molto stretto che allenatori e atleti inevitabilmente hanno (Bjørnseth & Szabo, 2018).

Le giovani vittime, in questo caso si trovano in una posizione particolarmente delicata e parlare risulta molto difficile, anche con i genitori. Inoltre, specie per i più piccoli, non è semplice individuare i comportamenti che oltrepassano la linea di demarcazione dei normali rapporti, in un ambiente caratterizzato da omertà e tendenza a “normalizzare” e nascondere eventuali abusi. È impensabile per molti andare contro alla figura di riferimento che li allena. Ad esempio, per quanto riguarda l’Italia, questo tipo di reati è spesso trattato con superficialità: un articolo del 2019 indica come nei 2 anni precedenti la Procura del Coni abbia dovuto costringere 15 federazioni per un totale di 44 volte a processare i propri tesserati per aver compiuto gravi reati in tal senso e lo stesso articolo riporta come si incontri ancora reticenza da parte di varie federazioni nell’impedire ai soggetti coinvolti di allenare i giovani (Bonarrigo, 2019).

Tuttavia queste situazioni hanno effetti deleteri sui ragazzi durante un periodo così importante come quello dello sviluppo. Attualmente, in Italia (ma non solo) non sembra essere stato preso in considerazione un programma sistematico per la prevenzione ed il trattamento indirizzato agli atleti, ma alcuni studi esplorano alcune misure utilizzate per prevenire l’abuso sessuale nelle organizzazioni sportive. Queste includono la partecipazione di genitori in particolare, ma anche di atleti, amministratori e allenatori (Brackenridge, 1998).
Sarebbe opportuno che le istituzioni prendessero maggiormente in considerazione la questione…

 

Tirocinante: Lucrezia Del Gallo
Tutor: Fabiana Salucci

Bibliografia

– Bjørnseth, I. & Szabo, A. (2018) Sexual Violence Against Children in Sports and Exercise: A Systematic Literature Review, Journal of Child Sexual Abuse, 27:4, 365-385, DOI: 10.1080/10538712.2018.1477222.

– Bonarrigo, M. (2019). L’inchiesta: le molestie nello sport italiano. Il Corriere della Sera.

– Brackenridge, C. (1998). Healthy Sport for Healthy Girls? The Role of Parents in Preventing Sexual Abuse in Sport, Sport, Education and Society, 3:1, 59-78, DOI: 10.1080/1357332980030104.

– Shapiro, T.K. Michael J. Hartill (2020). Sexual Abuse in Youth Sport: A Sociocultural Analysis. J Youth Adolescence 49, 1119–1120. DOI: 10.1007/s10964-020-01223-z.

– Stoltenborgh, M., van IJzendoorn, M. H., Euser, E. M., & Bakermans-Kranenburg, M. J. (2011). A Global Perspective on Child Sexual Abuse: Meta-Analysis of Prevalence Around the World. Child Maltreatment, 16(2), 79–101. https://doi.org/10.1177/1077559511403920.

– Wankel, L. M. & Bonnie G. Berger (1990) The Psychological and Social Benefits of Sport and Physical Activity, Journal of Leisure Research, 22:2, 167-182, DOI: 10.1080/00222216.1990.11969823.

Foto di Free-Photos da Pixabay 




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