venerdì 12 maggio - Aldo Giannuli

Voto a 16 anni: un’idea intelligente di Beppe Grillo

Grillo ha proposto sul suo blog di abbassare l’età del voto a 16 anni, anche per stimolare la partecipazione elettorale che va facendosi un po’ troppo rada. Trovo l’idea assolutamente condivisibile e per diversi ordini di motivi:

a. per effetto del crollo della natalità da un lato e l’allungamento dell’aspettativa di vita media dall’altro, il corpo elettorale italiano è decisamente invecchiato. Gli ultrasessantenni pesano troppo e questo ha effetti distorsivi non più sopportabili, accentuando le spinte conservatrici. Dare il diritto di voto ai sedicenni attenuerebbe questo squilibrio della base demografica dell’elettorato. Io ricordo ancora la spinta che, nel 1974, seguì alla concessione di voto ai 18enni e l’effetto salutare che ne derivò.


b. socializzare il prima possibile i giovani alla politica è un fatto salutare che può correggere la fuga verso l’astensionismo. In particolare, il rafforzamento della componente giovanile dell’elettorato potrebbe richiamare i troppi 18-25enni che non votano

c. sin qui fra gli studenti delle medie superiori vota una sola classe di età: i 18-19enni e questo ha auto l’effetto di rendere praticamente ininfluente il voto degli studenti medi sul totale e, di conseguenza, accentuare il sostanziale disinteresse verso la scuola dei governi che non intervengono o, quando lo fanno, fanno disastri come la “buona scuola” . Un’ iniezione di circa 1 milione di voti avrebbe l’effetto di rendere appetibile questa fascia elettorale e sensibilizzare questa senescente classe politica ai problemi dei giovani in genere e della scuola in particolare.

d. Da ultimo, una scelta simile avrebbe il senso di riconoscere uno stato di fatto, cioè che gli attuali sedicenni sono più maturi di quanto non lo fossero quelli di 10 e 20 anni fa, anche per effetto dei processi culturali, degli sviluppi della tecnologia eccetera, e, nello stesso tempo, solleciterebbe i sedicenni a responsabilizzarsi con un po’ d’anticipo.

E, insomma, cari amici, si accetta che votino vecchi semi rimbambiti come il sottoscritto o ancora più decotti, e non vogliamo far votare i ragazzi che pagheranno più avanti le tante fesserie che stiamo facendo?

Dunque nessun dubbio sull’opportunità di varare questa riforma, l’unico dubbio è di carattere tecnico sul come fare: l’articolo 48 della Costituzione dice che sono elettori quanti abbiano raggiunto la maggiore età che, attualmente, è a 18 anni. Per cui, non è possibile concedere il voto ai 16enni perché questo richiederebbe un lunghissimo procedimento di revisione costituzionale che andrebbe alla prossima legislatura.

L’unico modo per risolvere il problema è quello (come si fece del 1974) di abbassare a 16 anni il raggiungimento della maggiore età. Cosa che credo gradirebbero molto anche i sedicenni. Dunque io presenterei subito una proposta di legge in questo senso e che gli altri si assumano la responsabilità di dire di no.



2 réactions


  • pv21 (---.---.---.89) 13 maggio 20:29

    Applausi !! >

    Per ciascun reato penale è prevista la relativa pena, oltre alle eventuali aggravanti e/o sanzioni accessorie. Postulato giuridico diretto a garantire che “la legge è uguale per tutti”. Qualunque sia il rango e la posizione sociale del colpevole.

    A determinare la “gravità” del reato e della pena da comminare sono i fatti accertati: circostanze, modalità, conseguenze, …

    Un atto di pura violenza contro la persona è punito a prescindere dalla etnia del colpevole e di chi lo subisce.

    Ciò detto.


    Tutt’altra cosa è l’impatto emotivo che può suscitare un episodio criminale. La narrazione mediatica gioca un ruolo decisivo.

    ECCO il punto.

    Poter sommare lo status (problematico) di immigrato ad una violenza sessuale perpetrata su una concittadina minorenne significa innescare, in larga parte del pubblico, pulsioni di rigetto, condanna e rifiuto tanto marcate quanto prevedibili.

    In questa ottica appaiono evidenti le vere ragioni che inducono un esponente politico a chiedere nuove e “personificate” sanzioni ad hoc.

    Quale migliore occasione per calamitare ulteriori consensi anche al di là dell’orientamento politico?


    E’ la solita caccia all’applauso come facile viatico al voto.

    Non è Tutta colpa di Carosello se in politica piovono slogan, spot …


  • pv21 (---.---.---.223) 14 maggio 12:21

    (s)Grillate >

    Nel mondo sono solo 8 i paesi che attribuiscono la maggiore età tra i 16 e i 18 anni. E non sono esempi tra i più invidiabili.

    Ancora. Per il nostro paese non si può affermare che tutto è andato meglio di prima dando il diritto di voto ai 18enni (10 marzo 1975).


    Nel caso di merito.

    Stando ai sondaggi, al M5S servono altri 2-3 milioni di voti per arrivare a quel 40% che, come da Italicum, assegna la maggioranza assoluta dei seggi (340) dell’attuale Camera dei Deputati. RISULTA altresì che sono oltre 1 milione i giovani di età compresa tra i 16 e i 18 anni e che altri 4 milioni non raggiungono i 25 compiuti.


    Ecco allora che B GRILLO, scopertosi paladino di “pieni diritti politici”, promette di abbassare l’età oggi fissata per esercitare la capacità elettorale attiva.

    E spiega. Visto che si tratta degli interessati utilizzatori di parti sostanziali di un’agenda di governo (istruzione, occupazione, ..) anche ai 16enni ed ai 21enni va riconosciuto il diritto di far parte dei due elettorati.

    Incidentale è il fatto che queste classi d’età già oggi sono il principale bacino di riferimento del M5S?. Tanto più che proprio B Grillo sa bene che, dal suo “non Statuto” (atto privato), bisogna essere già maggiorenni per iscriversi al Movimento.

    Del resto tutto “giova” quando tira aria di elezioni.


    Postilla. Alla luce degli antefatti, davvero triste è pensare che non saranno tali “nuovi” elettori a poter fare di peggio. La storia insegna che la Febbre del Tribuno non conosce remore, limiti …

    (NB > La maggiore età è molto, molto di più del poter andare a votare)


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