venerdì 4 agosto - Pressenza - International Press Agency

Migranti | L’ipocrisia al potere: punire le vittime, non i carnefici

Il Governo italiano ha varato, con l’approvazione del Parlamento, una missione navale nel Mediterraneo a supporto della Guardia Costiera libica nelle operazioni di intercettazione e respingimento dei migranti che dalla Libia cercano di raggiungere le nostre coste. 

Quelle persone partono dalla Libia ma non sono libiche, provengono per lo più da altri paesi (Gambia, Mali, Niger, Nigeria, Senegal, Costa d’Avorio), da cui sono fuggite perché le condizioni di vita sono intollerabili: cercano un paese che rispetti il loro diritto ad una vita sicura e dignitosa.

Ai primi di luglio Oxfam, Borderline Sicilia, MEDU e Amnesty International hanno reso pubblica la situazione che i migranti subiscono in Libia, testimoniata da interviste di donne e uomini che sono riusciti a sbarcare in Italia dopo viaggi che sono calvari: carcere, torture, schiavitù, “sistematiche violazioni dei diritti umani… commesse da trafficanti di esseri umani, bande criminali e milizie locali che operano con la connivenza della polizia e della Guardia Costiera libica…”

Dati e testimonianze sono stati pubblicati su vari organi di stampa e se ne è parlato (magari di sfuggita) sui media; del resto non è la prima volta che dalla Libia ci arrivano questi racconti, prima ancora degli accordi criminali fra Berlusconi e Gheddafi, accordi portati avanti dai governi che si sono succeduti in seguito. Nessuno li ha mai messi in discussione, come nessuno si domanda che vita fanno i rifugiati segregati in Turchia a caro prezzo.

La missione navale viene varata accanto al nuovo Codice di Condotta imposto da Minniti e il cui obiettivo è quello di impedire alle ONG che operano nel Mediterraneo di intervenire nel salvataggio dei migranti. Dalla fine dell’operazione Mare Nostrum, solo la presenza delle ONG ha impedito che le stragi in mare diventassero quotidiane.

Nel provvedimento si parla di centri di raccolta in Libia sotto il controllo dell’UNHCR o dell’OIM, ma questi centri non esistono, al momento, e queste organizzazioni non sono neanche presenti sul territorio libico: dal momento in cui le forze armate italiane riconsegneranno i barconi nelle mani della Guardia Costiera libica, dobbiamo sapere che quelle persone finiranno certamente nelle carceri libiche o nelle mani di altri trafficanti o di bande criminali.

Spenderemo nove milioni al mese per consegnare alla tortura, alla schiavitù, alla morte centinaia di migliaia di persone: questa è la nostra missione.

In un clima politico estremamente confuso e incerto, l’invio di navi militari italiane nel Mediterraneo rappresenta oltre tutto un rischio concreto di conflitto; l’”accordo” sarebbe col governo Sarraj, ma le forze in campo in Libia sono molto più numerose, e si contendono il controllo del territorio: come si comporterebbe il contingente italiano nel caso che qualcuna delle parti in campo non gradisse la sua presenza nelle acque territoriali libiche?

Nonostante i rapporti e le testimonianze, il governo italiano, come l’Europa, fa finta di non conoscere la reale situazione dei migranti in Libia, fa finta di non sapere che è una situazione (quella sì) di vera emergenza, una questione di vita e di morte, di fronte alla quale la priorità assoluta non può essere che aiutare le persone ad uscirne.

La verità è che le persone che gremiscono i barconi per l’Europa sono solo scarti, e scarti fastidiosi delle politiche colonialiste e neo-colonialiste, politiche che tuttora muovono le potenze europee, e su cui l’Italia cerca di rincorrere la Francia, dopo il brillante progetto francese di creare degli hotspots in territorio libico. Strutture che si sono già ampiamente dimostrate inefficaci anche sul nostro territorio e nelle quali i diritti umani e il diritto internazionale non vengono rispettati.

Tutte le organizzazioni per la difesa dei diritti umani indicano una sola strada per lottare efficacemente contro i trafficanti e per salvare la vita e la dignità delle persone: corridoi umanitari che permettano ai migranti di arrivare in sicurezza in una terra più sicura di quella da cui fuggono.

Contro il comportamento vergognoso del governo italiano e dell’Unione Europea che calpestano fondamentali diritti umani invitiamo alla mobilitazione e alla solidarietà concreta con i richiedenti asilo e con chi li salva e li aiuta.

Rete Antirazzista Fiorentina

Comitato Fiorentino Fermiamo la Guerra

Coordinamento Basta Morti nel Mediterraneo

(Foto di habeshia.blogspot.it)



3 réactions


  • GeriSteve (---.---.---.154) 5 agosto 19:03

    Basta con le balle!

    Leggo:
    "nuovo Codice di Condotta imposto da Minniti e il cui obiettivo è quello di impedire alle ONG che operano nel Mediterraneo di intervenire nel salvataggio dei migranti".
    Non mi risulta che quel codice impedisca a qualcuno di effettuare salvataggi.
    Mi risulta invece che impedisca, a chi non rispetta certe regole, di sbarcare in Italia masse di immigrati: ed era proprio l’ora!

    Leggo:
    " L’ipocrisia al potere: punire le vittime e non i carnefici"
    I carnefici sarebbero i trafficanti in esseri umani che operano in Libia e che non è detto che siano libici. In Libia oggi non c’è un potere statale e quando c’era, non puniva certo quei trafficanti.
    Come e perchè proprio il governo italiano potrebbe e dovrebbe punire qui carnefici?

    Leggo:
    "La verità è che le persone che gremiscono i barconi per l’Europa sono solo scarti, e scarti fastidiosi delle politiche colonialiste e neo-colonialiste"
    Altri sostengono che quelle persone fuggono dalla morte per fame.

    Immagino che in quelle masse umane ci sia quasi di tutto, però sento dire che per quel lungo viaggio, dall’est o dal profondo dell’Africa molti hanno speso più di diecimila euro, soldi che nei loro paesi di origine potrebbero avere il potere d’acquisto di circa centomila euro, con i quali sembra difficile morire di fame. E’ possibile che siano scartati da qualcuno, ma certamente nei loro paesi sono "scarti" di lusso e mi sembra che siano confrontabili con quegli italiani costretti ad andare all’estero perchè scartati dal mercato del lavoro italiano, non disposti a prostituirsi e non disposti ad arruolarsi nelle mafie.

     

    Leggo:

    "Tutte le organizzazioni per la difesa dei diritti umani indicano una sola strada per lottare efficacemente contro i trafficanti e per salvare la vita e la dignità delle persone: corridoi umanitari che permettano ai migranti di arrivare in sicurezza in una terra più sicura di quella da cui fuggono."

    Ma tutte queste generose organizzazioni di benefattori se li prendono nelle loro case quei migranti o dicono che se li devono accollare gli italiani che già soffrono una crisi economica, una crisi dei diritti e una crisi delle speranze?

     

    La mia impressione è che qualche imbecille faccia il generoso sulle spalle degli altri e che qualche delinquente faccia lucrosi affari con i migranti, a partire da quei costosi (ma lucrosi) viaggi per arrivare ai lucrosi accoglimenti e poi al commercio di quelle persone per prostituzione, lavoro nero e arruolamento nella criminalità.

     

    GeriSteve


  • GeriSteve (---.---.---.154) 5 agosto 19:08

    ·   

      • Basta con le balle!


    Leggo:
    "nuovo Codice di Condotta imposto da Minniti e il cui obiettivo è quello di impedire alle ONG che operano nel Mediterraneo di intervenire nel salvataggio dei migranti".
    Non mi risulta che quel codice impedisca a qualcuno di effettuare salvataggi.
    Mi risulta invece che impedisca, a chi non rispetta certe regole, di sbarcare in Italia masse di immigrati: ed era proprio l’ora!

    Leggo:
    " L’ipocrisia al potere: punire le vittime e non i carnefici"
    I carnefici sarebbero i trafficanti in esseri umani che operano in Libia e che non è detto che siano libici. In Libia oggi non c’è un potere statale e quando c’era, non puniva certo quei trafficanti.
    Come e perchè proprio il governo italiano potrebbe e dovrebbe punire qui carnefici?

    Leggo:
    "La verità è che le persone che gremiscono i barconi per l’Europa sono solo scarti, e scarti fastidiosi delle politiche colonialiste e neo-colonialiste"
    Altri sostengono che quelle persone fuggono dalla morte per fame.

    Immagino che in quelle masse umane ci sia quasi di tutto, però sento dire che per quel lungo viaggio, dall’est o dal profondo dell’Africa molti hanno speso più di diecimila euro, soldi che nei loro paesi di origine potrebbero avere il potere d’acquisto di circa centomila euro, con i quali sembra difficile morire di fame. E’ possibile che siano scartati da qualcuno, ma certamente nei loro paesi sono "scarti" di lusso e mi sembra che siano confrontabili con quegli italiani costretti ad andare all’estero perchè scartati dal mercato del lavoro italiano, non disposti a prostituirsi e non disposti ad arruolarsi nelle mafie.

     

    Leggo:

    "Tutte le organizzazioni per la difesa dei diritti umani indicano una sola strada per lottare efficacemente contro i trafficanti e per salvare la vita e la dignità delle persone: corridoi umanitari che permettano ai migranti di arrivare in sicurezza in una terra più sicura di quella da cui fuggono."

    Ma tutte queste generose organizzazioni di benefattori se li prendono nelle loro case quei migranti o dicono che se li devono accollare gli italiani che già soffrono una crisi economica, una crisi dei diritti e una crisi delle speranze?

     

    La mia impressione è che qualche imbecille faccia il generoso sulle spalle degli altri e che qualche delinquente faccia lucrosi affari con i migranti, a partire da quei costosi (ma lucrosi) viaggi per arrivare ai lucrosi accoglimenti e poi al commercio di quelle persone per prostituzione, lavoro nero e arruolamento nella criminalità.

     

    GeriSteve


  • pv21 (---.---.---.168) 5 agosto 19:59

    MIOPIE >

    Certi responsabili di ONG certificano la nobiltà del loro compito affermando che “più sono i mezzi” navali impegnati in attività di ricerca e soccorso e “meglio è” per i migranti via Mediterraneo.

    Da questa strategia operativa deriva la “pretesa” di decidere in totale autonomia le regole da rispettare. Perfino nei confronti di uno Stato scelto a fini approdo.

    Tutto bene in linea di principio, ma la validità di una posizione si misura dagli effetti prodotti.

    Nel merito.


    Non si può ignorare che siamo di fronte ad un gigantesco traffico di esseri umani, spesso mossi dalla disperazione. Tale esodo è trattato e gestito dai trafficanti come un business la cui redditività dipende dal numero degli imbarcati.


    Con tali presupposti le ONG, che “vanno a caccia” di barche fatiscenti e fragili gommoni, tendono di fatto a integrare e quindi implementare, l’attività dei trafficanti.

    Specie quando arrivano a presidiare con continuità la fascia costiera del nord africa. Ossia.


    UNA COSA è il soccorso prestato in mare per eventi accidentali.

    Tutt’altra cosa è interpretare il titolo “search and rescue” come autorizzazione ad andare, ogni giorno, a cercare di recuperare i natanti stracarichi o non in grado di affrontare il mare aperto. Altrimenti quello che appare una sorta di “corridoio” solidaristico di fatto va a rientrare nella categoria dei business (lustro, contributi, sovvenzioni, ..).


    Miopia E’ non distinguere e cominciare a “stigmatizzare” anche certi fenomeni d’iniziativa privata.

    Colpire SEMPRE in alto è congegnare Riflessi e Riflessioni calibrate per …


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