giovedì 10 agosto - graziana tondini

Le ville del Vo’

Vo' è una vivace frazione di Brendola (VI), conosciuta oltre i confini locali per le manifestazioni culturali, tra cui il celeberrimo “Vo' on the Folks”, rassegna di musica dei popoli che ha superato le 20 edizioni annuali.

La frazione è situata ai piedi del Monte dei Martiri: nella zona più antica del paese si insediò la famiglia veneziana dei Giustiniani, testimoniata dallo stemma gentilizio presente sul portale della villa. Altre tre pregevoli ville si trovano in loco: Villa Salviati Rossi, Villa Ziggiotti Maffei e Villa Casavalle. 

Le abbiamo conosciute grazie alle pubblicazioni di storia locale e alle spiegazioni di Alida Martinello, guida professionista e volontaria della Pro Loco di Brendola. 

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Villa Giustiniani

VILLA GIUSTINIANI - Il percorso parte da Piazza Beltrame, uno storico punto d’incontro della comunità di Vo': al posto degli attuali esercizi commerciali un tempo si trovava una grande “boaria”, che dava lavoro a molti contadini. La frazione Vo' è caratterizzata anche dalla presenza del fiumicello Brendola: un tempo molto pescoso, poi usato a scopi produttivi da mulini e segherie.

La nobile famiglia Giustiniani costruì questa villa nel 1684, stando all’iscrizione sulla facciata. Si trattò comunque della ristrutturazione e ampliamento di un precedente edificio del 1400. L’edificio divenne poi proprietà dei Monza, che edificarono l’annesso rustico di fronte alla casa. Infine nel 1892 l’intervento di Ottaviano Rossi, che sopraelevò l’abitazione aggiungendo il 3° piano, ma rimuovendo le statue ed i comignoli a piramide che ornavano la facciata.

La caratteristica più evidente di Villa Giustiniani è il portale d’accesso dalla strada: a bugne gonfie e rugose, di larghezza alterna, coronate in sommità da due anfore e dallo stemma familiare.

Molto interessante è la “giazzara” o ghiacciaia: una costruzione a forma di cono ricoperta da terra e vegetazione, con la porta che si apre verso strada. All’interno si trova un buco poco profondo: si scendeva con una scaletta, dove attorno a dei sedili di pietra venivano poste le vivande da conservare per tutta la popolazione. Dei blocchi di ghiaccio avvolti in coperte erano gli antichi freezer.

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Villa Zigiotti Maffei

VILLA ZIGGIOTTI-MAFFEI - Il complesso di villa Matteazzi si trova alle pendici del monte dei Martiri, di fronte alla chiesa parrocchiale di Santo Stefano. Il complesso era un convento dei Canonici di San Giorgio in Alga, costruito intorno alla metà del 1300. Un tempo all’interno del parco si trovava il primitivo oratorio dedicato a Santo Stefano. Con la soppressione dell’ordine, l’immobile fu venduto a Giovanni Ziggiotti, setaiolo di Arzignano; poi passò in eredità alla nobile famiglia veneziana dei Maffei nel 1875, che vi apportarono lavori di abbellimento. Nel 1879, Filippo Maffei dedicò alla moglie Maddalena Mazzoni, prematuramente scomparsa con cinque figli in giovane età, la ricostruita chiesa della villa, dal 1923 parrocchiale di Santo Stefano.

Durante la seconda guerra mondiale, la signora Maffei si trovò da sola a condurre la grande azienda agricola: mandò così a chiamare la famiglia Serena da Mussolente, formata da ben 12 fratelli, che accorsero qui a lavorare nella grande boaria, adesso scomparsa. Il figlio Maffei aveva una vita un po’ dissoluta, tanto che vendette la proprietà da sera a mattina, cosicché molte famiglie si trovarono senza lavoro all’improvviso. I discendenti dei Serena risiedono tuttora al Vò.

Attualmente il complesso è formato da casa padronale, barchessa e due rustici posti sul retro, il tutto cinto da alto muro su cui si aprono due cancelli, uno verso la strada, l’altro proprio di fronte alla Chiesa, in cui si nota l’origine conventuale dalle finestrelle tutte chiuse con grate in ferro.

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Villa Salviati Rossi

VILLA SALVIATI-ROSSI - La costruzione di questo complesso edilizio risale alla 2° metà del 1600 e dopo essere appartenuto ai Salviati, nel 1787 divenne proprietà dei Rosa, poi nell’800 fu acquistato dai Facchini che vi impiantarono una filanda, di cui si vedono alcune tracce nei fabbricati a est.

Da fine 1800 è proprietà della famiglia Rossi di Vicenza: qui visse la studiosa Vittoria Rossi, una delle più brillanti intellettuali vicentine della II metà del 1900, fondatrice di Italia Nostra Vicenza.

Ci troviamo lungo il pendio che dal Vo' porta al colle del Cerro: la villa è un fabbricato a due piani, caratterizzata al centro da un settore leggermente avanzato che si conclude con un timpano decorato a dentelli cubici. Notevole l’eleganza di questo settore: il piano terra e il 1° mostrano aperture simmetriche con portoni ad arco e finestre a cimasa curvilinea, tipica del rococò vicentino.

La Villa è stata quartiere generale delle truppe francesi e poi tedesche nelle ultime due guerre.

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Villa Casavalle

VILLA CASAVALLE - Spostata di un paio di km da Vò, nella pianura tra Pedocchio e Madonna dei Prati, si trova Villa Valle, dal nome della via ove sorge, ma a tutti nota come “Casavalle” per l’imponenza dell’edificio e della corte agricola.

Quella attualmente visibile è una villa, ma non si tratta di una villa di delizie dei veneziani, bensì della loro espansione nell’entroterra, quando si sono attestati su fondi agricoli. Villa Casavalle nacque come imponente azienda agricola, vi erano le barchesse, la colombara, “el zelese per essiccare i cereali, la boaria per il bestiame. Nei secoli si è trasformata in villa nobiliare, includendo la chiesa gentilizia di fine 1600.

Chiunque entrando resta impressionato dal grandioso portale con curiosi telamoni che sostengono vasi di fiori con agavi in ferro battuto, opera attribuita a Gianmaria Comuni di Grancona. Si arriva nell’ampio giardino: la villa oggi ha le caratteristiche di un edificio di fine 1600. All’interno abbiamo un imponente salone centrale, una grande cucina con camino e stanze per la servitù. Accanto alla villa si trova la chiesetta dedicata all’Assunta, mentre a sinistra c’è la colombara di bella impostazione quadrata e a destra la barchessa con notevoli colonne tuscaniche.

A ornare la facciata della villa, dei bellissimi roseti di rose antiche ed esotiche.



1 réactions


  • Margherita (---.---.---.40) 16 agosto 13:12
    Brava Graziana! Una interessante carellata su alcuni esempi dei preziosi beni culturali presenti sul nostro territorio. Preziosi perchè costituiscono il patrimonio della nostra civiltà veneta (non certo quella basata su rigurgiti di autonomie o indipendenze varie) che si fondava sulla tradizione, sul rispetto del territorio e delle sue valenze. Preziosi perchè molti ce li invidiano e noi....spesso nemmeno ne conosciamo l’estenza!! Grazie per il tuo contributo che stimola, chissà, a visitarli e conoscerli per meglio tutelarli.
    Margherita 

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