venerdì 13 gennaio - angelo umana

Il cliente o The Salesman, di Asghar Farhadi

Se la vendetta vada consumata fredda o calda non è ben chiaro, ma sicuramente chi si vendica non trova soddisfazione. Potrebbe anche uscirne annullato, senza più forze, svuotato quando invece prima di compierla pensava di placare la rabbia e l’umiliazione. Così succede ad uno dei protagonisti di questo film (Shahab Hosseini): giovane professore nel lontano Iran, un liberale che sa sorridere coi suoi allievi di liceo, moderno e impegnato attore teatrale la sera. Provano e riprovano con la moglie e gli amici attori “Morte di un commesso viaggiatore” di Arthur Miller, sulle responsabilità morali dell’individuo e sui fallimenti personali. Questo The Salesman, o Il Cliente, all’opera di Miller è liberamente ispirato.

Lui consumerà una vendetta, calda perché avvenuta dopo appena due settimane dalla tentata violenza che qualcuno ha fatto a sua moglie (Taraneh Alidoosti), infliggendo uno schiaffo e un’umiliazione ad un anziano malato di cuore (il miglior attore del film), padre e marito fedele, da 36 anni accanto alla devota moglie, imminente suocero del fidanzato di sua figlia, amato anch’egli come un figlio aiutevole e rispettoso. L’anziano si trastullava occasionalmente, con qualche soldo guadagnato vendendo abiti per strada la sera a bordo di un furgone, presso una prostituta che improvvisamente è fuggita dall’abitazione che aveva in affitto. Galeotta fu l’idea di un equivoco amico della giovane coppia (un bravo Babak Karimi), attore anch’egli nell’opera che rappresenteranno, di dare loro in affitto l’abitazione lasciata libera dalla prostituta.

Il professore da un lato vorrebbe andare a denunciare il fatto alla polizia, dall’altro – al rifiuto della moglie di sottoporsi a interrogatori ed “esplorazioni” che le donne subiscono in questi casi nel sud del mondo (ma anche in Italia) – dall’altro la invita a dimenticare, a non avere più paura in casa e pensieri strani, come se alle fughe della mente si potesse comandare. Film anche di costume dunque, o di usi di un popolo: rappresenta la modernità dell’Iran ed insieme la sua arretratezza, e quei modi levantini o menzogneri del rapportarsi tra persone. La squadra del cast è quasi tutta di attori che in vari ruoli hanno recitato sotto lo stesso regista, Asghar Farhadi, in About Elly e Una separazione. All’attivo del 44enne ottimo Asghar Farhadi anche Le passé, film intenso e ugualmente complicato, al pari dei suoi altri.

Il cinema è anche un viaggio, tra persone popoli e luoghi che ancora non conosciamo, o tra storie mai vissute.




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