giovedì 26 gennaio - Doriana Goracci

Hotel Rigopiano | Faye Dame: era tutto in regola, cher frère noir

Caro amico, fratello, figlio, cher frère noir, Faye Dame: ho saputo che ti hanno riportato su senza vita dopo che eri entrato nella lista dei dispersi da giorni. Sei oltre che una vittima di calamità naturale, come quella valanga, anche sul lavoro: non stavi in vacanza all'Hotel Rigopiano ma contento del tuo posto, facevi in cucina il lavapiatti.

Avevi 22 anni,forse 30, non ci sono dati chiari rilasciati...Non è significativo, eri giovane, eri un immigrato senegalese residente a Torino con lo status di rifugiato. Eri regolarmente assunto all'Hotel Rigopiano da due anni, in possesso di un permesso di soggiorno. Lo sapeva anche una tua amica 22enne, originaria del Camerun come te, che è stata ascoltata dagli inquirenti.

So che hai un fratello in Senegal ma i tuoi familiari vivono anche in Francia, Belgio e sì, il Senegal, dove è rimasta la tua famiglia: solo a pronunciare Senegal, è una nuvola di colori.

 

Chissà se avrai ripensato lì sotto alla tua calda terra, a me è venuta in mente come un'onda felice la voce di Youssou Ndour come quella di Akon o forse Domou Dialaw...

La tua pelle nera è una perla in tanta neve che non voleva farvi del male.

Lo so che non c'è nessun piccolo o grande paese ad aspettarti ma la tua comunità a Torino, in Italia, nel Mondo... la Comunità Umana in questi casi si abbraccia e stringe forte.

Riposerai in pace, anche se avevi ancora tutta una vita davanti a te.

Ciao Faye Dame cher frère noir

 

 


3 réactions


  • Silvia (---.---.---.219) 23 gennaio 14:39

    Se potessi abbraccerei tutto l’Abruzzo e le persone che sono partite perché incastrate da un destino atroce e gelido. Mi auguro con tutto il mio cuore che altre vite escano da quella coltre di neve che tutto ha reso ancora di più irreale.
    Da Marsiglia solidarietà e amore a tutte e tutti coloro che ancora oggi sono bloccati nelle loro case e a coloro che hanno perso un caro in maniera cosi assurda.
    Silvia


  • Doriana Goracci Doriana Goracci (---.---.---.219) 26 gennaio 09:40

    perchè paralare solo di uno, un morto nero tra tanto bianco del Rigopiano? Da giorni seguo come tutte le persone che hanno a cuore la vita, la sorte di quelli giù e su, dal bianco della neve. Di lui si sapeva che era un lavapiatti in regola del Senegal. Tanto mi bastava per volerne sapere di più, come fossi sua madre, sorella amica...E così con una decisione presa insieme alla redazione di Agoravox Italia, l’ articolo è stato sospeso per alcuni giorni: non era certo che era stato ritrovato, è nuovamente a disposizione come il suo corpo che sarà giustamente visionato per l’ autopsia. Rimangono tutti i colori del Senegal, tutti i colori di noi Comunità Umana che si abbraccia, perchè di fronte alla morte e in vita, siamo uguali.


  • Doriana Goracci Doriana Goracci (---.---.---.219) 26 gennaio 09:53

    Silvia cara ti rispondo solo oggi perchè solo oggi abbiamo la certezza che tutti i dispersi sono morti. Ci sono ancora piccole frazioni isolate e senza luce, a me sembra una pazzia se delle persone come i giornalisti di Chi l’ha visto o Gazebo, sono arrivati con le loro macchine...Abbiamo solo la certezza dell’ amore della passione del coraggio della dedizione e della professionalità con cui centinaia di persone hanno tentato di riportarli alla vita, per giorni e per alcuni si è riusciti, adulti, bambini cuccioli di cane...Non credo che ne scriverò di più, ci saranno ben altri professionisti che lo faranno, per me era un atto dovuto di umanità. Ti abbraccio e abbraccio Marsiglia tutta.


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