GeriSteve (---.---.---.40) 13 luglio 2013 16:25

totalmente d’accordo sull’importanza della lettura, però un pò meno sui classici e ancor meno sulla predilezione per i romanzi: fra videogiochi, mondi virtuali, fictions, cartoons... io penso invece che i giovani debbano conoscere e capire la realtà.

Faccio un esempio, un libro che non è un classico, non è un romanzo ma che è fondamentale per capire il mondo: Armi, acciaio e malattie di Jared Diamond.
Forse oggi si può dire che Il diario di Anna Frank è diventato un classico, ma certo non è un romanzo, e non lo è neanche Se questo è un uomo di Primo Levi.
Pasolini ha scritto romanzi, ma il suo IO SO e le sue analisi, più o meno "corsare" valgono ben di più e fanno pensare.
Alce nero parla ci racconta una storia vera di un popolo sconfitto e di un mondo perduto e Il Papalagi ci aiuta vederci con occhi "altri", mentre La scimmia nuda di D. Morris fa capire che siamo animali e non anime nei corpi. I dialoghi sui massimi sistemi di Galileo hanno la struttura di una favola ma sono una tappa della nostra storia, come il discorso sul metodo di Descartes che non è affatto una favola o come Il manifesto del partito comunista. Sono esempi sparsi di migliaia di scritti fondamentali ma che non sono romanzi e non sono classici, perlomeno nel senso che non fanno parte della "letteratura".
Senza queste conoscenze la lettura di romanzi invece che aprire la mente aggiunge ignoranza ad ignoranza ed evasiona dalla realtà. Se invece ci sono le conoscenze i romanzi servono ad "assaporare" certi rapporti con i fatti e i personaggi della vita, a valutarli e, se del caso, ad introiettarli.
GeriSteve


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