Maurizio,
il reato contestato di vilipendio, secondo la sua accezione originaria, non limita in alcun modo la libertà di opinione ed espressione. Si parla di vilipendio quando nell’espressione viene usato un evidente e voluto disprezzo, è questa la connotazione che viene contestata.
Parlare di "atto di viltà e abdicazione" potrebbe configurare un atteggiamento di disprezzo verso l’alta carica dello stato (cosa che verrà stabilita se il ministro Alfano darà il nullaosta a procedere, cosa che escludo). Che la libertà di opinione sia comunque garantita è dimostrato dal fatto che lo stesso concetto poteva essere facilmente espresso in termini meno "carichi".