Paragonare Berlusconi a Fanfani è una facezia. Non ci sono paragoni possibili con altri italiani del dopoguerra. Si tenta con Mussolini, ma anche con lui, per ora, è una forzatura.
Abbiamo a che fare con un personaggio di cui è difficile descrivere i contorni ed i limiti. Amico della P2, amico della mafia, amico del Papa, amico delle donne che ci stanno.
Il giudizio morale su di lui è già stato dato da tempo, ma, ogni volta che viene messo sotto scacco, in un modo o in un altro, riesce a rifugiarsi in un angolo di salvezza e poi ritorna più forte di prima. Il fatto è che, essendo ricchissimo, lui i suoi fedelissimi li paga profumatamente, mentre gli avversari lottano in una marea di melma chiamata popolo sovrano che spesso non capisce e denigra gli sforzi dei propri rappresentanti. Dobbiamo applaudire i nostri eroi: Napolitano, i giudici della Corte Costituzionale, Ezio Mauro, Franceschini, Di Pietro, la Guzzanti, Santoro, la Dandini, tutti coloro che vanno effettivamente in piazza a dimostrare la loro appartenenza, tutti coloro che stanno partecipando alle primarie del Partito Democratico...
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