osvaldo
(---.---.---.92)
13 dicembre 2009 15:23
“..Sebbene di impatto più limitato rispetto al ponte, a causa degli investimenti, l’alternativa multimodale si presenta superiore quanto ad efficacia complessiva dell’investimento (1,5 miliardi di PIL per miliardo di investimento contro 1,2 del ponte; 19 unità di lavoro-anno per miliardo di investimento contro 11 del ponte) e quanto a distribuzione territoriale dell’impatto a tutto vantaggio del Mezzogiorno (83% del PIL contro 74% del ponte; 87% dell’occupazione contro il 57%).”
“Per l’ambito regionale intermedio, e a maggior ragione rispetto all’ambito ristretto, il ponte – così come le alternative – non è in grado, da solo, di attivare lo sviluppo economico e l’integrazione delle aree considerate. All’interno di uno scenario di bassa crescita si perviene così ad una valutazione di staticità – nessun effetto differenziale rispetto alla soluzione senza ponte, tranne un moderato effetto di attrazione turistica direttamente connesso al “manufatto” ponte e un positivo impatto macro-istituzionale.(…) Una prima conclusione rilevate è che lo scenario economico di crescita fa una differenza sostanziale. Se l’economia non cresce ad un tasso robusto – ma specialmente, se le politiche per il Mezzogiorno non avranno successo – i benefici attesi dal ponte diminuiscono drasticamente. Lo scenario a regime risulta in larga misura indistinguibile da quello del non intervento.”
Advisor “Collegamenti Sicilia – Continente”, (ATI Pricewaterhouse Coopers Italia – UK; CERTeT Università Bocconi, Sintra srl, NET Engineering ), Rapporto finale, Executive Summary. Roma, 28 febbraio 2001. (disponibile in: www.infrastrutturetrasporti.it)
Lasciare un commento
Per commentare registrati al sito
