GeriSteve (---.---.---.128) 22 agosto 2018 21:13

Q’A’ NISCIUNO E’ FESSO.

 

Caro Vittorio, lo schema del buon funzionamento è chiaro:

 

- lo stato decide di concedere la gestione di un suo bene; nel caso: le autostrade

- lo stato fissa le regole della concessione

- lo stato bandisce una gara fra chi ambisce a quella concessione

- lo stato valuta le offerte e l’attendibilità dei concorrenti e in base a queste e ad uno schema prestabilito  aggiudica la concessione

- lo stato (attraverso suoi organi) controlla scrupolosamente l’operato del concessionario, il rispetto delle regole, dei principi di sicurezza, di trasparenza dei conti....

 

Credo che sia inutile continuare: niente di tutto ciò è avvenuto; lo stato non controlla proprio niente.  

 

Quanto incassa autostrade? Nessuno lo sa: le cifre ufficiali degli incassi sono quelle dichiarate dai concessionari, ma nessuno controlla che quelle siano reali.

I caselli rilasciano forse scontrini fiscali tracciabili? E se nessuno controlla, perchè credere che quelle cifre siano vere?

 

Tu sostieni che lo stato italiano è colpevole, perchè non ha esercitato il suo ruolo di controllore.

 

E’ certamente vero, ma che senso ha questo teatrino fra lo stato e il concessionario?

 

Se lo stato italiano non ha eradicato la mafia è perchè la mafia è ben insediata nello stato.

Se lo stato italiano non controlla i suoi concessionari è perchè i concessionari controllano le istituzioni statali.

 

I titolari di concessioni balneari fanno abusi e straguadagnano sulla concessione di un bene pubblico; certo, spiagge, acque minerali ed autostrade sono cose diverse, ma il meccanismo è sempre lo stesso: per motivi inconfessabili ma comprensibilissimi si dà in gestione un bene pubblico ad un amico privato e lo si esenta da ogni controllo.

 

Certo, lo stato è colpevole per inadempienza, ma chi non è fesso lo sa bene che quelle inadempienze sono il frutto della corruzione per cui politici e governanti non hanno agito e non agiscono nell’interesse dello stato ma dei concessionari, che perciò sono fuori da ogni controllo, anzi: protetti da chi li dovrebbe controllare.

 

La corruzione implica che il corrotto sia colpevole, ma non assolve il corruttore, anzi: quando il corruttore è grande e potente lo capiscono anche i fessi da dove è partita la corruzione. Ma forse nessuno è così fesso da dubitarne davvero.

 

GeriSteve

 

 


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