pv21
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23 novembre 2016 20:02
ASSONANZE >
Il quesito referendario da confermare prefigura, tra l’altro, la soppressione del CNEL. L’unico Organo di rilevanza Costituzionale (art.99) che dà consulenze e formula proposte legislative in tema di economia e lavoro (vedi incipit art.1). Tutto questo secondo i principi ed entro i limiti dettati dalla Legge.
Sono passati giusto 30 anni (1986) da quella Legge ordinaria (n.936) che ne dettagliò le competenze, le attribuzioni ed il funzionamento. Nonostante i diversi ulteriori “aggiustamenti” il CNEL ha sempre di più assunto i connotati di un carrozzone senza arte né parte e, come tale, votato allo sbando.
Ciò premesso.
Una volta fatti i dovuti distinguo, nella configurazione del CNEL non si possono non cogliere singolari “assonanze” con l’odierna proposta del nuovo SENATO.
I 65 membri del Cnel (esperti e rappresentanti) sono di fatto “nominati e demandati” a svolgere un’attività a carattere saltuario ed accessorio. Tant’è che alle riunioni di varie Commissioni sovente è venuto a mancare perfino il numero legale.
Dopo il preliminare dibattito con le categorie d’appartenenza, come da Legge, quanto prodotto viene sottoposto al vaglio (di merito) e può subire l’eventuale “rigetto” (supremazia) da parte di altri Organi Costituzionali (Governo, Camere,..).
Conclusione.
Anche visto il pregresso, il CNEL potrebbe costituire un sostanziale banco di prova per lo spirito e le capacità “riformatrici” vantate dal leader RENZI che, al contrario, ne propugna la sbrigativa soppressione per poter risparmiare sul capitolo costi (circa 9 milioni anno). COSTI che, per esperienze similari, potrebbero essere azzerati solo tra parecchi mesi, se non anni.
Quindi.
A fini referendum dovrebbe emergere qualche serio dubbio.
Non solo sul merito specifico, ma anche sulla base delle citate “assonanze” con la nuova formulazione del Senato.
Meglio sempre diffidare di Riflessi e Riflessioni finalizzate a orientare …
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