Bruto Bruto (---.---.---.162) 19 giugno 2016 12:22

Le cose sono un po’ più complesse. Sintetizzando, il problema non è tanto il lavoro nero esentasse, abitudine e costume italico assolutamente in linea con tutto ciò che avviene in ogni settore del paese, il problema vero è che la professione di insegnante non si materializza (o non dovrebbe) nelle ore di lavoro in classe in compresenza con gli alunni, ma "dovrebbe" avere la sua dimensione e attuazione a casa, nella fase fondamentale ed essenziale di rielaborazione dei segnali avuti in aula, dall’esame e verifica delle "risposte" della classe e individualmente da ogni alunno, e con ciò che dovrebbe essere pianificato (teoricamente, ma, soprattutto, praticamente): il lavoro del/dei giorni successivi. E’ chiaro che ciò richiede tempo e il tempo (escludendo un altro mondo e un’altra dimensione parallela ancora solo teorica...) o lo impieghi nelle attività di cui sopra o lo passi a fare lezioni private e altro. Come vanno le cose e i risultati relativi sono sotto gli occhi di tutti.


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