annamaria (---.---.---.231) 10 giugno 2009 11:10

Sono perfettamente d’accordo con questa interpretazione del vangelo. Gesù non perdona l’egoismo e l’ipocrisia. Ora però mi chiedo: il cristiano deve fare"individualmente" la sua brava "elemosina" ovviamente del superfluo(un sacerdote mi ha detto che nessuno è tenuto a vivere in una dimensione francescana),senza curarsi del fatto collettivo,cioè politico,che porterebbe la sua carità ad unirsi alla giustizia sociale,in base alla quale ogni uomo dovrebbe avere garantiti i beni essenziali per vivere? Certo la carità,se è amore,è di gran lunga superiore alla fredda giustizia; ma dovrebbero,a mio parere essere complementari. La carità,spesso, corre il rischio di essere quella di donna Prassede,di manzoniana memoria.Allora come mettere in pratica il vangelo? Coerentemente si possono confezionare panini per i diseredati e poi sostenere politiche apertamente razziste? Questa è ipocrisia che la Chiesa non ha il coraggio né l’interesse di denunciare apertamente? Certamente molti operano in buona fede e sono perciò giustificati.Ma non sarebbe necessario discuterne?


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