Francesco Zanfardino (---.---.---.232) 4 giugno 2009 13:26

Questo articolo giunge a conclusioni palesemente errate. D’altronde, sono errori in cui molti, anche le menti più brillanti, sono incappate.

In questo articolo, infatti, si dice che bisogna essere contrari a questo Referendum perchè altrimenti una singola lista potrebbe avere la maggioranza in Parlamento anche se ha il 20-30% dei voti. Vero, verissimo. Peccato che QUESTO PUO’ GIA’ AVVENIRE. Questo perchè attualmente il premio di maggioranza può andare "alla singola lista o alla coalizione di liste più votata": dopo il Referendum potrà andare solo "alla singola lista", ma ciò non toglie che già adesso può andare alla singola lista. Facciamo un esempio: se alle ultime elezioni il PD e PDL si fossero presentati da soli, il PDL avrebbe avuto il 55% dei seggi con solo il 37% dei voti, perchè sarebbe risultata la più votata fra le liste presentate. E’ una delle tante perversioni dell’attuale legge Calderoli.

Inoltre, il meccanismo dei premi di maggioranza al Senato, che è su base regionale, scongiura ipotesi di "corse da soli" dei principali partiti: una sfida a tre tra PDL, Lega ed una aggregazione di CSX (Pd-Idv-Sinistraelibertà-Radicali) al Nord sarebbe dagli esiti molto incerti in tutte le Regioni, e quindi difficilmente si otterrebbe una maggioranza univoca in Senato. Difficilmente realizzabili dunque eventuali progetti "dittatoriali".

Nell’articolo, inoltre, si dice che bisogna essere contrari al Referendum perchè restringerebbe la rappresentanza democratica. Premesso che sono favorevole alla più ampia rappresentazione democratica (vedesi la mia proposta di legge elettorale che potete trovare su www.discutendo.ilcannocchiale.it, che garantisce maggioranza stabili e diritto di tribuna a piccoli e piccolissimi), anche questa è una conclusione errata: LA RAPPRESENTANZA DEMOCRATICA E’ GIA’ RISTRETTA con l’attuale legge elettorale. L’approvazione del Referendum, infatti, non cambierebbe lo sbarramento del 4% che ha già fatto fuori Sinistra Arcobaleno, La Destra e Partito Socialista. E che certo non farebbe fuori la Lega Nord e l’UDC, o l’Italia dei Valori, ammesso che quest’ultima non confluisca nel PD come fatto dai Radicali alle ultime elezioni. Di fatti, con il Referendum sarebbe abolito solo lo sbarramento "speciale" del 2% per le forze che sono in coalizione (più il recupero della prima lista sotto il 2%). Ma, se alle ultime elezioni Pd e Pdl si fossero presentati da soli, in Parlamento sarebbero andate le stesse forze, tranne l’MPA, che con il suo 1% riuscì ad entrarci in virtù della norma del "recupero". Ma gli sarebbe bastato confluire nel PDL o nell’UDC.

Quanto alle preferenze, è vero che il Referendum non cambia niente, ma nessuno ha mai detto che sarebbero cambiate. D’altronde, con un Referendum abrogativo era impossibile modificare quella parte della legge (con il Referendum si può solo "cancellare" parti della legge, non sostituirle con altre) a meno di non abrogarla interamente: e, in effetti, un ritorno al Mattarella era più che auspicabile, ma tant’è, ci dobbiamo arrangiare.

Insomma, i tanti pericoli paventati sull’approvazione del Referendum sono del tutto infondati. Nemmeno a me piace la legge che uscirebbe dalle urne, proprio perchè non tanto dissimile dall’attuale. Ma il punto è proprio questo: LA LEGGE ATTUALE FA SCHIFO, E VA CAMBIATA. Una bocciatura del Referendum invece darebbe una scusa in più a chi non vuol cambiare questa legge, ovvero la maggioranza del Parlamento. Approvare il Referendum invece costringerebbe a cambiarla, per un motivo molto semplice: la Lega Nord non potrebbe mai accettare la legge che uscirebbe dalle urne. Dunque, o costringerà il PDL a cambiarla, o farà cadere il Governo, cambiando la legge con le opposizioni (infatti, il PDL non ha la maggioranza da solo in Parlamento).

ANDIAMOM A VOTARE DUNQUE, E VOTIAMO TRE SI’.

P.S. Per tutti coloro che non fossi riuscito a convincere: perlomeno, recatevi al seggio, RIFIUTATE LE PRIME DUE SCHEDE, quelle dei primi due quesiti, relativi al premio di maggioranza alla singola lista, ed ACCETTATE LA TERZA SCHEDA, quella che cancella le candidature multiple e quindi pone fine alla pratica vergognosa del Parlamento scelto dopo le elezioni (ad esempio, Berlusconi ha di fatto nominato 18 parlamentari dopo le elezioni, grazie alle rinunce in tutte le circoscrizioni in cui si è candidato capolista ed è stato eletto). Rifiutare la scheda, che è una possibilità prevista dalla legge, non contribuisce al raggiungimento del quorum, a differenza del votare "scheda bianca"; in questo modo, contribuite perlomeno a far vincere il terzo quesito, che è oggettivamente giusto.

Francesco Zanfardino - www.discutendo.ilcannocchiale.it


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