Ottime argomentazioni, ma non concordo sull’imminenza di un attacco israeliano all’Iran.
Netanyahu da un certo di vista è un pazzo: la sua percezione della realtà è viziata da idee millenaristiche. Probabilmente pensa di dover adempiere ad un mandato divino, di dover guidare Israele a cancellare quella che per lui e per i suoi sodali laici e religiosi è l’enorme ingiustizia di venti secoli di diaspora. Ma è un pazzo furbo: sa bene che se portasse Israele allo scontro diretto con l’Iran farebbe pagare al suo paese un prezzo molto alto, forse troppo alto. Dunque sa che in caso di guerra ha assoluto bisogno di avere gli USA al suo fianco per sperare di cogliere un risultato positivo.
Grazie alla lobby, a mass media compiacenti, a milionari che finanziano campagne elettorali, ha già il Congresso in pugno. Ma non basta: in caso di guerra deve avere anche l’amministrazione dalla sua parte, e Obama non è G.W Bush.
Il presidente americano, nonostante le fortissime pressioni che riceve, non porterà mai gli Stati Uniti in un’altra sanguinosa avventura in Medio Oriente. Netanyahu lo sa, sa che se porta Israele in guerra contro l’Iran rischia di non ricevere tutto l’appoggio di cui avrebbe bisogno per non passare alla storia come l’uomo che ha portato il paese al disastro.
Per ora quello che può fare è attendere la fine del mandato di Obama e lavorare affinché salga alla presidenza un politico che gli darebbe tutto il supporto necessario, che possibilmente agisse per suo conto contro l’Iran.
A meno che ad Obama non capiti un incidente prima della scadenza del mandato. In effetti la Casa Bianca ha subito una incredibile serie di violazioni negli ultimi tempi. Con questi precedenti, come escludere la possibilità che la prossima volta Obama si trovi davanti al suo Oswald ?
In tal caso tutto diventerebbe più semplice: Netanyahu non dovrebbe aspettare gennaio 2017 per avere un presidente americano di guerra.
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